da sinistra Etro, Isabel Marant, Alberta Ferretti
in foto: da sinistra Etro, Isabel Marant, Alberta Ferretti

Nella storia della moda non c'è un capo più controverso e politico della minigonna: nata per liberare il corpo delle donne negli anni Sessanta, nei decenni successivi è passata da simbolo di emancipazione a icona di una femminilità un po' leziosa, da scolaretta, o grondante di sensualità come negli anni Duemila. Da tennista o da collegiale, provocante o sbarazzina, una cosa è certa: dopo la sforbiciata Mary Quant la gonna corta non è mai uscita dal guardaroba femminile e torna ciclicamente in passerella. Da Etro a Chanel, quest'anno è stata molto presente nelle collezioni per la Primavera/Estate 2021 declinata in varie versioni: a righe, con fantasie pop sgargianti o in colori neutri stile safari.

La minigonna, da Mary Quant a MTV

Una delle grande dispute della storia della moda riguarda proprio la paternità (o forse, in questo caso, la maternità) della gonna corta. In pole position c'è sicuramente Mary Quant, che nel 1963 accorciò gli orli delle gonne  vendute nel suo celebre negozio di Londra. Dall'altra parte della Manica, però, André Courrèges faceva lo stesso con le sue mini-jupes. C'è almeno un terzo stilista a contendersi il merito: Pierre Cardin, che fu tra i primi a mandare le minigonne in passerella e a introdurle nell'alta moda. Dalla sensualità emancipata degli anni Settanta la minigonna diventa strumento di pura seduzione negli anni Ottanta, in pelle o in rigido tulle, come un tutù. Gli orli diventano sempre più corti: da Britney Spears fino a Paris Hilton, diventa la divisa del glamour iper sensuale degli anni Duemila. Da sempre la minigonna è divisiva: perfino oggi, nel 2021, è stata vietata in un liceo della Capitale, provocando la rivolta delle studentesse. Insomma: indossare una minigonna oggi è ancora uno strumento di empowerment?

Philosophy di Lorenzo Serafini
in foto: Philosophy di Lorenzo Serafini

I modelli di tendenza per la Primavera/Estate 2021

Quest'anno, la moda si lascia ispirare dal passato: Miu Miu ha fatto sfilare le sue modelle con mini cortissime e dritte in colori vivaci: rosa, giallo, verde. Un vero e proprio tuffo negli anni Sessanta: le mini hanno sfilato in passerella abbinate a dolcevita con le maniche corte o polo in colori vivaci. Sia Chanel che Philosophy di Lorenzo Serafini puntano sulle righe: orizzontali per la Maison francese (che allunga l'orlo), verticali per il designer italiano, che punta su una lunghezza mini abbinata a stivali in gomma da pioggia. Quella proposta da Etro invece è un esplosioni di colori vivaci che fanno venire voglia di estate. Alberta Ferretti al contrario punta sui colori neutri, un beige stile safari. Entrambi però giocano con lo stesso abbinamento: il top-reggiseno a vista.

Miu Miu
in foto: Miu Miu

Come abbinare la minigonna senza sbagliare

Il punto forte della minigonna è l'orlo che lascia scoperte le gambe: gli abbinamenti quindi vanno calibrati per esaltarne la (poca) lunghezza. Un mix vincente è abbinarla a un blazer oversize, con sotto un body o un crop top: il gioco di volumi e lunghezze diverse funziona ed è molto cool. Il contrasto tra mini e macro si può replicare anche con un maxicardigan o una camicia oversize. Un mix molto retrò è abbinare la gonna a una polo vintage, per un look anni Settanta tornato di gran moda. Per quanto riguarda le scarpe, per sceglierle bene bisogna valutare anche l'altezza e la lunghezza delle gambe. Lo stivale alto, per esempio, rischia di "tagliare" la gamba anziché slanciare la figura. Anche per le più petite, l'accoppiata minigonna e pump con il tacco vertiginoso è ormai passata di moda: meglio puntare su un tacco basso, come il kitten heel, o sulle più sofisticate slingback. Chi non ha problemi di altezza può sbizzarrirsi con i mocassini o con le friulane, la calzatura must-have della stagione. Con i primi raggi di sole viene subito di scoprire le gambe: addio collant, bentornata mini!

Chanel
in foto: Chanel