Sembra il gesto più naturale del mondo: una mamma che allatta al seno il suo bambino appena nato. Un rituale che in natura si ripete uguali da secoli, da millenni, ma che ancora scandalizza l'opinione pubblica quando lo fa una donna in pubblico. La cronaca ancora è piena di donne gentilmente esortate a uscire da bar e negozi appena scoprono un seno per attaccare il bimbo, ma le cose stanno cambiando. Lo dimostra Chiara Ferragni, che ha scelto di allattare nella piazza più affollata del mondo: Instagram. In molte stories si mostra con la piccola Vittoria attaccata al seno mostrando a tutti l'allattamento per quello che è: un momento normale (e straordinario) tra mamma e figlio.

Le polemiche sull'allattamento di Chiara Ferragni

Come purtroppo capita spesso, le immagini postate da Chiara Ferragni hanno scatenato critiche: "Era il caso di spogliarsi per allattare?", chiede qualcuno nei commenti. L'allattamento è una questione delicata: non tutte le donne possono o vogliono farlo, per molte ragioni diverse. Fedez è dovuto intervenire in difesa della moglie, sottolineando che si tratta di una scelta personale e che nessuno ha il diritto di far sentire sbagliate le donne, specialmente subito dopo il parto, quando devono destreggiarsi tra la fatica, le notti in bianco, le naturali paure per il nuovo ruolo. Già tre anni fa, quando era diventata mamma di Leone, aveva suscitato molte polemiche per la decisione di usare il biberon fuori casa e di integrare il suo latte con il latte artificiale.

Chiara Ferragni e Fedez
in foto: Chiara Ferragni e Fedez

Perché il seno scandalizza ancora?

La Ferragni tre anni fa aveva dichiarato di preferire il biberon in pubblico ma di supportare pienamente le donne che invece lo fanno. Un supporto che troppo spesso viene a mancare: una donna è stata cacciata dal museo del Prado, in Spagna, perché allattava al seno di fronte alle opere d'arte. In Italia è successo lo stesso a Brescia. Casi simili spuntano ovunque nel mondo: dai negozi di scarpe ai viaggi in aereo. Fermandoci a riflettere, l'accanimento contro i seni di una madre è paradossale: per decenni le pubblicità hanno sfruttato e mostrato il seno femminile per vendere qualunque cosa, dalle macchine alla birra. Ma guai a mostrare un capezzolo su Instagram: si rischia il ban immediato (ovviamente non vale per i capezzoli maschili). E guai a mostrarlo in pubblico per nutrire i propri bambini, anche se il capezzolo rimane "esposto" giusto per un secondo prima che il bambino si attacchi. Insomma, il nudo femminile va bene solo quando è un'immagine sessualizzata, che allude al piacere degli uomini. Altrimenti è una vergogna.

Ashley Graham allatta in un bar
in foto: Ashley Graham allatta in un bar

Ashley Graham e le altre star che allattano in pubblico

Prima di Chiara Ferragni, molte altre star hanno contribuito a sdoganare questo tabù, duro a morire. La modella Ashley Graham ne ha fatto una vera e propria battaglia: con la stessa naturalezza con cui ha mostrato cellulite e smagliature, si è mostrata mentre allattava in un bar facendo colazione "per due". Anche Chrissy Teigen, super modella e moglie di John Legend, ha contribuito a sdoganare il tabù a colpi di foto: ha fatto vedere il tiralatte (mentre è in abito da sera pronta per una gena galante) e i suoi piccoli attaccati al seno. Tutti gesti normali per una neomamma, ma straordinari se mostrati a un così grande numero di persone sui social. L'elenco sarebbe lungo: da Gisele Bundchen a Hillary Duff, passando per P!nk, Eva Riccobono e Shay Mitchell.

Chrissy Teigen
in foto: Chrissy Teigen

Non dovremmo vergognarci delle cose naturali

Sul corpo delle donne troppo spesso prevale il giudizio altrui, che instilla un senso di vergogna per cose naturali: il ciclo mestruale, che impariamo a nascondere fin da bambine. I peli del corpo, che ci ostiniamo a strappare con dolore pena la gogna di chi ci considera sciatte. La masturbazione, di cui ci vergogniamo a parlare perfino tra di noi. E infine, anche l'allattamento al seno. Chiedetelo a chi ha dei figli grandi: fino a non troppo tempo fa ci si nascondeva nei bagni o in angoli appartati per farlo, quasi fosse una colpa da espiare lontano dagli sguardi indiscreti. Intendiamoci: che alcune donne sentano l'esigenza di un momento di privacy è naturale, ma dovrebbe essere una loro esigenza, non un'imposizione degli altri "offesi" dall'immagine più naturale e antica del mondo.