Un nuovo arrivo in famiglia genera sempre un certo scompiglio e una grande attenzione, stravolgendo gli equilibri esistenti fino al giorno prima. Se poi la famiglia in questione è quella di Chiara Ferragni, diventa tutto amplificato, perché l'esposizione diventa davvero altissima (qualcuno potrebbe dire anche eccessiva). L'influencer ha condiviso ogni momento della sua gravidanza, perché per lei la vita quotidiana è materia di lavoro. Lo dimostra non solo la scelta di mostrare al pubblico i suoi figli sin da subito (lo aveva fatto già con Leone), ma anche la decisione di "brandizzare" sua figlia Vittoria, vestendola con cappellino e tutina firmati appena nata. Ma non di un brand qualunque, bensì quello della mamma, facendo a tutti gli effetti da testimonial per lei e il suo marchio. Tutte queste decisioni hanno creato un certo scalpore, ma in realtà la Ferragni alle critiche ci è abituata e ha spesso risposto anche a tono agli haters che, di volta in volta, l'hanno attaccata su fronti diversi. Persino la sua "nudità" era stata attaccata, da chi l'aveva vista come una non necessaria esibizione del corpo femminile, piuttosto che come la fiera condivisione di un corpo pronto a dare la vita. In quel caso la replica dell'imprenditrice non si era fatta attendere, così come non si è fatta attendere quella di Fedez su un altro tema spinoso: l'allattamento.

Fedez in difesa di Chiara Ferragni

L'esito positivo del test di gravidanza, l'annuncio alla famiglia, la comparsa e la crescita della pancia, le ecografie: da nove mesi a questa parte tutto è stato documentato, circa il nuovo arrivo in casa Lucia-Ferragni. E ora che l'attesa è finita e la piccola Vittoria è tra le braccia di mamma e papà non poteva essere diverso. L'imprenditrice e il cantante hanno condiviso con fan e follower le foto della piccola a poche ore dal parto, i primi momenti di tenerezza col fratellino Leone, i regali ricevuti e anche l'allattamento. Questo tema è molto delicato e complesso, perché pur essendo qualcosa di naturale e di molto importante per il neonato, è anche un gesto dalle molteplici implicazioni, fisiche e psicologiche, per le mamme. Ci si può sentire inadeguate, impreparate, spaventate all'idea che sia doloroso o che non si abbia latte a sufficienza. L'allattamento al seno non per tutte è la strada giusta o non per tutte è la sola da seguire, anche se spesso manca all'esterno la sensibilità per capirlo. Questo genera vergogna e senso di colpa, sentimenti che una donna non dovrebbe mai provare soprattutto quando è appena diventata mamma. Ed è proprio questo che ha voluto sottolineare Fedez, prendendo le difese di sua moglie e sentendo di schierarsi dalla parte delle donne, che decidano o meno di allattare. È una decisione che spetta solo a loro e che nessuno dall'esterno deve sentirsi in diritto di criticare o giudicare a priori, senza conoscere le motivazioni.

A fare le mamme si impara

Le parole di Fedez in difesa della moglie rivelano una grande sensibilità, una sensibilità che a volte sono proprio le donne a non avere tra loro. Le mamme sono le prime a sentirsi in dovere di fare le maestre con le altre mamme, soprattutto quelle alle prime armi. Non c'è nulla di male nel voler dare dei consigli, che se forniti con educazione e tatto sono certamente graditi e d'aiuto a chi ha meno esperienza. Ma la mancanza di delicatezza fa sentire inadeguate, fa percepire la propria inesperienza come una colpa e ogni errore diventa insormontabile, fonte di insicurezza. L'allattamento è un momento importante, ma ogni donna dovrebbe sentirsi libera di gestirlo come meglio crede. Così non è, perché prevale il volersi adeguare a un modello di mamma perfetta che fa o non fa determinate cose, un modello quasi "imposto" dalla società. I benefici del latte materno sono noti, ma anche preservare la salute e la serenità della mamma è importante, senza esporla a giudizi e critiche sterili che minano la sicurezza e l'equilibrio. L'allattamento in alcuni casi non è possibile, in altri non si riesce a portarlo avanti e non serve che la società colpevolizzi ulteriormente per questo. Non tutte le donne sono uguali così come non lo sono tutti i bambini, ma ciascuno di loro merita di scrivere la propria storia come meglio crede, per il benessere di entrambi.