Con cadenza regolare, ogni tanto in Italia qualcuno ricorda alle donne che prima o poi devono fare figli e diventare madri, pena l'esclusione dal club delle donne "pienamente realizzate". A volte è la Chiesa, a volte la politica: questa volta è stato l'europarlamentare Antonio Tajani che, durante un evento organizzato in vista della festa della mamma ha prima ricordato che "la famiglia va difesa" (ma da chi?) e poi ha specificato che "la donna non è una fattrice, ma si realizza totalmente con la maternità".  Il che non solo tradisce una visione alquanto retrograda della società, ma è anche falso. Alcune donne si realizzano pienamente con la maternità, ma non tutte. Alcune donne non desiderano avere figli. Alcune donne non possono avere figli. La maternità è un momento speciale e fonte di gioia per moltissime donne, non per tutte. Le donne – sembra scontato ripeterlo, ma tant'è – si sentono realizzate quando possono scegliere la vita che vogliono, esattamente come gli uomini.

Una donna non deve giustificare la scelta di non essere madre

Siamo sempre lì: passano gli anni, i decenni, i secoli, ma nella visione di molte persone la più alta realizzazione delle donne continua a essere il momento della gravidanza. Tajani poi si è scusato per le sue parole, dicendo che non voleva offendere nessuno e che la frase è stata estrapolata dal contesto. Anche con le migliori intenzioni intenzioni, dire che "una famiglia senza figli non esiste" significa delegittimare tutte quelle coppie che hanno scelto di non avere figli. Una donna non dovrebbe mai giustificarsi per il fatto di non volere bambini: la maternità è una scelta. Non fare figli non è una scelta egoista, non è una scelta "peggiore" rispetto ad averne. Sembra un concetto scontato da ripetere nell'anno del Signore 2021, ma se il coordinatore nazionale di un partito dice in buona fede che una donna si realizza "totalmente" nella maternità allora forse è il caso di mettere i puntini sulle i. C'è un altro problema nelle parole di Tajani: dire che "una famiglia senza figli non esiste" significa stigmatizzare tutte quelle coppie che non hanno potuto avere i figli che desideravano, aggiungendo al dramma privato un giudizio gratuito quanto crudele.

Tutte le donne vanno tutelate, non solo le madri

Tajani ha poi corretto il tiro mettendo l'accento sul fatto che la maternità vada tutelata. Giusto: i demografi sono d'accordo nel dire che le donne italiane troppo spesso vogliono un figlio, ma sono costrette a rimandare (o a rinunciare) per l'impossibilità economica, per il lavoro precario e senza tutele, per l'assenza di un vero sistema di welfare che le tuteli sul posto di lavoro. Banalmente, perché mancano gli asili nido. Tutto giusto, tutto vero. La maternità va tutelata, ma vanno tutelate anche le donne che hanno altre aspirazioni: il lavoro, la carriera, la ricerca, lo studio, l'imprenditoria, il matrimonio con una persona dello stesso stesso. Vanno tutelate le donne dalle discriminazioni sul lavoro e da un sistema che troppo spesso le esclude o le relega ai margini. Il Covid lo ha mostrato chiaramente: a perdere il lavoro sono state le donne più che gli uomini. Vanno tutelate dalle molestie sessuali, dalle violenze dentro e fuori casa, dai pregiudizi che impediscono di realizzarsi pienamente. Vanno tutelate anche quando scelgono di abortire, perché devono farlo in sicurezza e senza che lo stigma sociale carichi le donne di un peso non necessario.

La vera realizzazione è la libertà di scelta

Il desiderio di genitorialità appartiene sia agli uomini che alle donne e nessuno vuole negare che la nascita di un figlio sia una gioia immensa, desiderata e cercata. Ma non per tutte è così. Le donne, esattamente come gli uomini, trovano la totale realizzazione nel fare ciò che le rende felici: è un concetto banale, ma nella realtà non è così scontato metterlo in pratica. Alcune sono felici con i figli, altre senza. Alcune sono felici in coppia, altre da sole. Alcune trovano la propria realizzazione nel lavoro, nel volontariato, nell'arte, nello sport o in tutte queste cose insieme. La politica deve tutelare la maternità, è vero, ma deve tutelare un bene ancora più prezioso per tutti, uomini e donne: la nostra libertà di scelta.