Si poteva dire di tutto di Giovanna Botteri, quando provata dalle ore di lavoro e dal fuso orario raccontava giorno dopo giorno la pandemia in Cina. Ha cominciato quando il Covid sembrava qualcosa di lontano per noi e non ha mai smesso, neppure quando il virus si è insinuato prepotente anche qui. Ma invece di soffermarsi sul servizio reso al mondo e sulla dedizione messa nel suo lavoro, una notevole fetta di pubblico si è soffermata sul suo abbigliamento monocromatico, sull'assenza di trucco, sui capelli non acconciati prima della diretta. Il body shaming nei confronti di Giovanna Botteri ha dimostrato quanto una donna che dimostra il suo valore di professionista, sia ancora in balia di commenti che nulla hanno a che vedere con l'ambito lavorativo. L'aspetto fisico della corrispondente da Pechino è diventato notizia, è diventato soggetto del racconto. Inaccettabile soprattutto per lei, che crede nel giornalismo di verità. La corrispondente salirà sul palco dell'Ariston, fortemente voluta da Amadeus per raccontare la pandemia.

L'ospite di cui Sanremo ha davvero bisogno

Da tempo si reclama una presenza femminile più consistente al Festival di Sanremo. Sì ci sono state conduttrici, ma decisamente poche; e mai una donna alla direzione artistica. Le ultime edizioni del festival sono state presentate come innovative, dal punto di vista dell'idea di donna presentata. Sono salite sul palco donne di innegabile bellezza, ma capaci di portare un messaggio profondo, capaci di raccontare qualcosa di incisivo. Basti pensare all'incantevole Rula Jebreal l'anno scorso, col suo toccante e profondo monologo. Naomi Campbell quest'anno, prima che desse forfait, era stata scelta non in quanto icona della moda ma in quanto donna socialmente impegnata in nome dell'uguaglianza e contro il razzismo. Ma scegliere Giovanna Botteri significa portare sul palco dell'Ariston una donna realmente diversa da tutte quelle viste fino a questo momento, un modello di femminilità decisamente positivo.

Giovanna Botteri: una donna, una professionista

La notizia della presenza della Botteri a Sanremo è giunta dopo il forfait di Naomi Campbell. Con intelligenza e ironia (e sulla scia del body shaming subito nei mesi scorsi) ha scherzato dicendo di essere stata scelta perché uguale alla super modella. E candidamente ha già detto: non aspettatevi che scenda le scale in abito lungo e tacchi alti, perché è più probabile vedermi in tuta mimetica. La giornalista è una donna che non chiede altro che essere riconosciuta per la sua professionalità, difatti a Sanremo farà l'unica cosa che sa fare: il suo lavoro, la giornalista. E proprio come quando lo faceva da Pechino, l'attenzione non dovrebbe cadere su trucco e parrucco, ma solo su ciò che ha da dire e su come lo dice.