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Sanremo 2021, l’edizione della rinascita: il futuro della kermesse è giovane e sempre più femminile

A differenza delle due precedenti edizioni, dove in effetti la presenza di donne in gara è stata piuttosto misera, quest’anno Amadeus ha inserito nel cast dei Big di Sanremo dieci donne e tra queste due sono davvero giovanissime. Certo, figurano ancora poche donne alla conduzione e nessuna alla direzione artistica, ma forse tira aria di cambiamento.
A cura di Giusy Dente
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I numeri parlano chiaro: Sanremo è un festival a stragrande presenza maschile, non solo per quanto riguarda i cantanti in gara, ma anche per ciò che concerne la conduzione e la direzione artistica. Quest'anno entrambe sono affidate ad Amadeus, per il secondo anno di fila. Sarà, come lo ha definito lui stesso, il festival della rinascita: il Paese è reduce da una crisi da cui in effetti non è ancora uscito e che non si sa in quale fase sarà a marzo, il mese in cui si svolgerà la kermesse. Ma l'augurio di Amadeus per questa 71esima edizione è che possa dare un segnale di speranza, di ottimismo. Reduce da accuse di sessismo e maschilismo, quest'anno Amadeus ha forse anche per questo scelto di dare più spazio alle donne. L'anno scorso era finito nella bufera per alcune frasi pronunciate in conferenza stampa, quando aveva sottolineato più volte la bellezza delle donne scelte per affiancarlo, parlando della fidanzata di Valentino Rossi come di una donna capace di stare «un passo indietro» rispetto al suo compagno. In attesa di conoscere quali donne calcheranno il palcoscenico quest'anno insieme a lui, sono stati resi nomi quelli delle cantanti in gara e c'è qualche piacevole sorpresa.

Più donne in gara a Sanremo 2021

Nel 2019 le donne in gara erano state solo sei. La scelta era caduta su Anna Tatangelo, Paola Turci, Loredana Bertè, Patty Pravo (in duetto con Briga), Arisa e Federica Carta (insieme a Shade). L'anno scorso le cose erano andate leggermente meglio: sette donne tra i Big, ma contro ben diciassette uomini. A esibirsi all'Ariston erano state nel 2020 Irene Grandi, Rita Pavone, Giordana Angi, Levante, Elettra Lamborghini, Elodie e Tosca. Quest'anno, forse sulla scia dello spiacevole inconveniente della conferenza stampa passata, Amadeus ha composto un cast comunque a maggioranza maschile, ma con dieci donne. Alcune di queste sono delle vere e proprie veterane del Festival: ci sono Malika Ayane, Arisa, Noemi, Francesca Michielin (con Fedez), Annalisa e Orietta Berti. Ma non mancano voci più fresche e giovani del panorama italiano: Gaia e la rapper Madame. Entrambe rappresentano una generazione che il Festival rincorre da tempo, cercando di attirarla verso questo format che ancora deve essere svecchiato parecchio, per conquistare davvero questa fascia di pubblico. Gaia Gozzi, ex concorrente di X-Factor nel 2016 e vincitrice di Amici nel 2020, ha 23 anni. La rapper di Vicenza è ancora più piccola ed è a tutti gli effetti la più giovane del cast con i suoi 18 anni. Proprio lei potrebbe essere la rivelazione di questa 71esima edizione, che magari rivoluzionerà definitivamente la manifestazione portandola verso standard più giovani e a maggiore inclusione femminile.

Aspettando una conduzione femminile

Il ruolo della donna sul palco dell'Ariston è certamente cambiato. Non si parla più di vallette come un tempo, adesso si parla di co-conduttrici, ma ciò non toglie che salvo poche eccezioni la storia della kermesse parli quasi sempre di conduzione maschile. Ci sono state solo cinque eccezioni in ormai 71 anni: Maria Giovanna Elmi, Loretta Goggi, Antonella Clerici, Raffaella Carrà e Simona Ventura. E che dire della direzione artistica, spesso affidata allo stesso conduttore: non figura neppure una donna dal 1951 a oggi. Magari la prossima rivoluzione sanremese sarà proprio questa, sulla scia delle tante fatte fino ad ora. Le donne all'Ariston non portano più solo bellezza ed eleganza, ma hanno dimostrato di avere una voce, delle competenze, di saper calcare il palcoscenico catalizzando l'attenzione non solo su un bell'abito. Per questo, ci piacerebbe vederle sempre più protagoniste e non necessariamente accanto a un uomo.

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