26 Giugno 2020
16:22

Caro Gué quello di Ghali è un cuscino non una borsa e (finalmente) possiamo vestirci come ci pare

“Un artista vestito da confetto può andare bene per una sfilata ma non ha grande credibilità di strada. Vedere un rapper che va in giro con la borsetta mi fa ridere”, le parole di Gué Pequeno rivolte a Ghali hanno sollevato un vero e proprio polverone. In un momento storico in cui ogni tipo di diversità viene celebrata e non più relegata nell’ombra le parole dell’ex Club Dogo appaiono del tutto anacronistiche. Del resto a chi fa male Ghali se indossa un cappotto rosa? Davvero le scelte di stile determinano la credibilità di un cantante?
A cura di Marco Casola

Dopo che una valanga di critiche ha sommerso lo psichiatra Raffaele Morelli per le dichiarazioni che hanno fatto infuriare mezza italia, da alcune ora non si fa altro che parlare di Gué Pequeno e dei suo commenti al look ‘femminile' di Ghali. L'ex rapper dei Club Dogo in un'intervista rilasciata a Rolling Stone ha affermato: "Un artista vestito da confetto può andare bene per una sfilata ma non ha grande credibilità di strada. Io non sono razzista né omofobo ma vedere un rapper che va in giro vestito da donna con la borsetta mi fa ridere, che poi almeno fosse gay… Sono cose assurde". In breve tempo sui social sono apparsi migliaia commenti del pubblico indignato, che ha ritenuto poco opportune le esternazioni del rapper su Ghali. In un momento storico in cui finalmente si celebra la diversità in ogni campo, dalla moda alla musica, e si tenta di rompere in ogni modo gli schemi rigidi che per molto tempo hanno costretto tutti, tali affermazioni appaiono decisamente anacronistiche e un po' antiquate.

Ghali, il cappotto rosa e la borsetta (che borsetta non è)

I look incriminato è probabilmente quello di Ghali con cappotto rosa firmato Gucci. Forse Gué Pequeno non conosce la poetica di Alessando Michele, stilista di Gucci che, sin dalla prima collezione proposta in passerella, ha mostrato la sua visione, proponendo un guardaroba ‘fluido', con look no gender in cui il maschile e il femminile si intrecciano indissolubilmente, dando vita a qualcosa di totalmente nuovo e non binario. Dando vita a un nuovo ‘stile Gucci', uno stile che ha riscosso un enorme successo, anche commerciale, a testimonianza del fatto che un po' tutti sono stanchi di regole rigide quando si parla di abbigliamento. Sulle passerelle Gucci di Alessandro Michele sfilano abiti di pizzo o ancora ballerine, collant logati, tutine e lunghi abiti da sera indosso a uomini, mentre spesso le modelle sfoggiano completi giacche e pantaloni oversize. Gli opposti di mescolano senza distinzioni così nette: questa è la moda fluida, una moda che va incontro alle esigenze di tutti coloro che si sentono stretti in una ‘dicitura' ben precisa, per tutti coloro che desiderano andare oltre "l'azzurro per i maschi, il rosa per le femminucce".

Un uomo non può vestirsi di rosa?

Ghali è evidentemente uno di quelli che vuole fregarsene, che desidera superare i diktat legati a cosa devono o non devono indossare uomini e donne. Dopo aver raggiunto il successo è stato vestito da grandi brand della moda, come Salvatore Ferragamo, Dior e Gucci, mostrando sul palco un'evoluzione chiara. Dai completi eleganti, eppure moderni, di Ferragamo è passato agli outfit sperimentali griffati Gucci by Michele, tra queste "sperimentazioni" (pensate con la stylist Ramona Tabita, responsabile anche del nuovo stile di Elodie) il look con cappottino rosa shoking dalle spalline a sbuffo. Crediamo si riferisca a questo outfit Gué Pequeno quando parla del "rapper con la borsetta" o "dell'artista vestito come un confetto".

Ghali in Gucci
Ghali in Gucci

Ghali con il cuscino (e non con la borsetta)

In realtà, Gué dovrebbe sapere che quella di Ghali non è una borsetta, si tratta di un cuscino legato da cinghie in pelle. Sì, avete capito bene! Lo scorso 14 gennaio 2020, alla sfilata maschile Autunno/Inverno 20-21 di Gucci, durante la Milano Fashion Week, Ghali si è presentato indossando un total look Gucci, con cappotto rosa dalle spalline a sbuffo e con cinghie frontali i pelle nera. Sulle mani guanti tagliati in pizzo, a completare il look un cuscino logato Gucci, portato a mano e legato da una cinghia con tanto di manici che lo facevano assomigliare a una grossa shopping bag. Si tratta di una provocazione dello stilista di Gucci che ama stupire con accessori particolari e sfilate fuori dagli schemi. Chi non ricorda le teste mozzate portate in passerella come borse o i baby draghi con cui le modelle hanno sfilato o ancora la chiusura di sfilata con modelli legati in camicie di forza e infine il carillon della moda proposto sull'ultima passerella? Conoscendo dunque l'estetica di Alessandro Michele è possibile comprendere il look di Ghali. Certo non per forza bisogna capire il perché, dato che alla fin fine ognuno può vestirsi un po' come gli pare, ma potrebbe essere comunque interessante inserire le scelte di stile di Ghali in un discorso più ampio.

Le scelte di stile possono compromettere la credibilità come artista?

Le scelte di stile di Ghali (anche quando somiglia a un confetto) potrebbero compromettere la sua credibilità come rapper? Noi crediamo di no. Come si diceva prima, oggi, finalmente, la ‘diversità' sta diventando normale, e non parliamo soltanto di etnia o di orientamento sessuale, parliamo di diversità intesa come libera espressione del sé. In un momento in cui la diversità diventa un elemento da valorizzare piuttosto che da nascondere, le affermazioni di Gué Pequeno su un uomo che si veste ‘da donna' creano (per fortuna) grande scompiglio. E' importante che un cantante come Ghali, seguito da un pubblico molto vasto, perlopiù fatto di giovani, mostri una libertà di espressione scegliendo anche capi che possono sembrare femminili, diventando, dunque, simbolo di una libertà di espressione fondamentale.

Ghali come Achille Lauro se ne frega

Non importa se le scelte fashion siano studiate a tavolino. Si veda, ad esempio, il caso di Achille Lauro a Sanremo 2020, quando il cantante (ancora vestito Gucci) ha stupito il pubblico salendo sul palco con una serie di outfit decisamente anti convenzionali, composti con tutine aderenti, copricapo di piume, gorgiere al collo e incrostazioni di perle sul volto. Ognuno dei look di Lauro rappresentava un personaggio che a suo modo è stato capace di abbattere barriere e superare confini, personaggi che non hanno accettato le regole, personaggi liberi e per questo spesso incompresi. Anche nel caso di Achille Lauro era chiaro che alla base ci fosse un'operazione di marketing legata a un brand, ma a nostro avviso l'elemento marketing non dovrebbe interessarci. Perché l'obiettivo è stato raggiunto. Quale obiettivo? Aver portato alla ribalta la necessità e il bisogno di ogni individuo di potersi esprimere liberamente, soprattutto quando si parla di moda e di abiti da indossare. Del resto a chi fa male Ghali quando indossa un cappotto rosa? E poi, il suo talento musicale viene inficiato dalle sue scelte di stile? Decisamente no.

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