Quello di Achille Lauro a Sanremo 2020 più che un viaggio di stile è un percorso iconico realizzato attraverso la trasposizione sul palco di immagini e personaggi fuori dagli schemi. Achille Lauro prima si spoglia dei suoi abiti per sposare la povertà come San Francesco, poi veste i panni dell'alter ego di David Bowie, Ziggy Stardust, poi indossa la corona piumata di una donna come la Marchesa Luisa Casati Stampa. Cosa hanno in comune tutti questi personaggi? Tutti non accettano le regole scritte della società in cui vivono, tutti vivono fuori dagli schemi ed esprimono la loro essenza in maniera libera e senza costrizioni. All'Ariston hanno fischiato Achille Lauro per il look, forse non comprendendo che il completo disegnato da Alessandro Michele, visionario designer di Gucci, non è solo un semplice abito, ma un costume che nasconde un messaggio, un messaggio di libertà, di libera espressione della propria essenza.

Copricapo con piume nere e cristalli, un abito di chiffon trasparente e collant con cristalli che creano sul tessuto l'iconico motivo geometrico di Gucci. Sulle mani guanti in pelle che contengono rossetti rossi. A curare il look lo stylist Nicolò Cerioni che con Lauro e Alessandro Michele di Gucci ha realizzato il progetto sanremese attraverso cui portare sul palco immagini iconiche più che semplici look da prima serata. "La Divina Marchesa Luisa Casati Stampa. Musa ispiratrice dei più grandi artisti della sua epoca. Grande mecenate, performer prima della performing art e opera d’arte vivente", così su Instagram Achille Lauro spiega ai fan il suo eccentrico look sanremese, presentando la donna che ha ispirato l'outfit, un look che non è solo un abito da fischiare perché troppo eccentrico per un palco come quello di Sanremo. La Marchesa Casati, musa di grandi artisti come Giacomo Balla e Man Ray, è stata un personaggio anticonformista e all'avanguardia, troppo moderna rispetto al suo tempo, capace di frequentare i migliori salotti ma anche la gente di strada. Così eccentrica e iconica. Così libera, così vogliosa di avere mille volti, proprio come l'icona delle maschere utilizzata da Achille per anticipare il suo look.

Achille Lauro porta dunque sul palco un personaggio che appare come un simbolo di libertà contro il quale si scontrano i fischi del pubblico della platea dell'Ariston. Quei fischi rivolti alla stravaganza dell'artista sono proprio ciò che il cantante vuole distruggere con le sue continue provocazioni. Quei fischi rappresentano un limite alla libertà personale, alla possibilità di esprimersi nel modo più consono a se stessi, alla possibilità di non rientrare in una schema precostituito. Lauro con i suoi look combatte le distinzioni tra maschile e femminile, tra bianco e nero, tra luce e ombra, simboleggiando i mille volti di una persona libera, di una persona che se ne frega e proprio perché se ne frega è libera.