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Tampon Tax Tour, da Nord a Sud per dire basta all’Iva sugli assorbenti (tassati come beni di lusso)

Il Tampon Tax Tour è partito da Firenze lo scorso luglio e in queste settimane ha toccato tante città italiane, con lo scopo di fare sensibilizzazione e raccogliere firme su un tema delicato: abolire la Tampon Tax.
A cura di Giusy Dente
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Laura Sparavigna, Instagram @laura_spara
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Novembre si avvicina e con esso la votazione sulla legge di bilancio. Uno dei temi caldi, ancora una volta, è la Tampon Tax, che fa sì che le donne paghino i prodotti per l'igiene mestruale come fossero beni di lusso piuttosto che di prima necessità, con un'Iva del 22%. È è un argomento su cui si discute da anni, ma senza mai alcun cambiamento concreto in favore delle donne, che a gran voce chiedono l'abolizione di questa tassa. Nel 2016 c'è stata la prima proposta di legge in materia presentata da Giuseppe Civati e Beatrice Brignone. Solo nel 2020 si è arrivati a un primo successo grazie alla Finanziaria 2020. C'è stata la riduzione dell’Iva al 5%, ma con alcune limitazioni: solo su coppette mestruali e assorbenti biodegradabili (più costosi e usati da una minima parte della popolazione femminile). Mentre in Italia la battaglia è ancora in corso, diversi Paesi europei hanno eliminato la Tampon Tax (la Scozia per esempio), riconoscendola a tutti gli effetti come ingiusta, perché va a tassare dei beni di prima necessità alla pari di una serie di prodotti tutt'altro che indispensabili. Invece le donne non possono fare a meno dei prodotti per l'igiene mestruale e lo stanno ribadendo a gran voce, proprio in vista di novembre, col Tampon Tax Tour.

In giro per l'Italia per abolire la Tampon Tax

Laura Sparavigna, consigliera comunale di Firenze, è una delle promotrici del Tampon Tax Tour. Proprio a lei si deve, tra l'altro, una lodevole iniziativa che è stata abbracciata anche in altre città: l'abolizione della tassa sugli assorbenti, venduti nelle farmacie comunali senza l’Iva del 22%. Insieme all’Associazione di Promozione Sociale Tocca a noi ha dato vita a questo progetto: un tour partito proprio nel capoluogo toscano lo scorso 15 luglio, che ha toccato in queste settimane tantissime città da nord a sud del Paese. Uno solo lo scopo: chiedere al Parlamento l'abolizione della Tampon Tax con la prossima legge di bilancio.

@toccaanoi_
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In ogni tappa sono state raccolte le firme di cittadini, enti locali, amministrazioni, sindaci, assessori, consiglieri, così da creare una vera e propria rete estesa su territorio nazionale che possa unificare il Paese nella battaglia contro la Tampon Tax. La mobilitazione va avanti da luglio e la prossima città in cui il Tour farà tappa è Torino. Anche qui ad aprile il Consigliere comunale Damiano Carretto aveva depositato una mozione per l'abolizione dell'Iva sui prodotti per l'igiene mestruale venduti nelle farmacie comunali. La sensibilità su questo tema si è molto estesa, se ne parla molto di più, proprio per sradicare alla base innanzitutto il tabù delle mestruazioni. Solo in questo modo, con il dialogo e l'informazione corretta, si possono ottenere dei passi avanti, per non lasciare sole le donne con quel senso di vergogna che per anni le ha accompagnate, chiuse nel silenzio e nell'impossibilità anche solo di parlare di ciclo mestruale, figuriamoci chiedere di cambiare le leggi in materia. L'ultima tappa del Tour sarà simbolicamente a Roma, per presentare e consegnare il manifesto da sottoporre al Parlamento, per ridurre o abolire definitivamente la Tampon Tax. La campagna vuole che le istituzioni affrontino una volta per tutte una questione lasciata in sospeso per troppo tempo, che altrove invece è stata seriamente affrontata. Rendere i prodotti per l'igiene mestruale accessibili a tutte significa non solo combattere la period poverty, ma anche restituire dignità alle donne e al loro corpo, senza penalizzarle con una tassa ingiusta e iniqua.

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