Michelle Obama
in foto: Michelle Obama

La pandemia ha stravolto le vite di tutti, catapultandoci in nuovi ritmi di vita e portando alla nostra attenzione realtà fino a questo momento sconosciute. Non è stato facile abituarsi alla situazione e inevitabilmente ne hanno risentito corpo e mente. Sono saltati tanti equilibri, sia nel rapporto con se stessi che nelle relazioni in ogni loro forma: boom di divorzi, aumento delle violenze in famiglia, perdita del lavoro (soprattutto per le donne), più disturbi alimentari tra i giovani, depressione. A dover fare i conti con quest'ultimo aspetto sono stati in tantissimi. L'argomento in passato è stato sempre tenuto fuori da ogni tipo di narrazione, come se fosse una parola da nascondere, un malessere da non palesare a voce alta, ma da tener chiuso dentro le mura di casa. Oggi, invece, sappiamo quanto parlarne possa essere d'aiuto, perché la salute mentale è qualcosa di intimo e personale, ma da non vivere come una colpa o una vergogna. Michelle Obama, che ne ha sofferto in prima persona, ha sperimentato proprio l'importanza di condividere questa esperienza (più comune di quanto si pensi), affinché nessuna donna si senta sola nel riconoscerla e affrontarla.

Michelle Obama racconta la sua depressione

Tutti la conosciamo in quanto avvocato di successo, first lady, donna impegnata sul fronte umanitario, scrittrice. Proprio per questo Michelle Obama è stata inserita  nella National Women’s Hall of Fame, che l'ha voluta celebrare in quanto icona e modello positivo. La moglie di Barack Obama è una donna brillante e non ha avuto problemi ad ammettere di aver vissuto un momento di grande difficoltà e fragilità. Mesi fa aveva già parlato di depressione nel secondo episodio di The Michelle Obama Podcast. È nuovamente tornata sull'argomento, intervistata da People. La pandemia ha avuto un ruolo importante nella sua salute mentale, perché l'ha messa dinanzi a nuove situazioni da affrontare e a cui abituarsi. Persino la convivenza con le sue figlie (Malia 22 anni, Sasha 19 anni) di per sé qualcosa di certamente lieto e felice, l'ha comunque messa a dura prova. Entrambe le studentesse infatti (una ad Harvard e l'altra presso l'Università del Michigan) sono tornate imprevedibilmente a casa.

Stavo festeggiando il fatto che stavano costruendo le loro vite e mi avevano dato lo spazio emotivo per lasciarle andare. E poi sono tornate, ma con le stesse regole. Non volevo che perdessero l'indipendenza. Sono tornate da giovani donne e le nostre conversazioni ora sono più alla pari che da madre-figlia.

Michelle Obama
in foto: Michelle Obama

Superare la crisi riscoprendo le proprie passioni

Per la ex first lady la pandemia e il prolungato tempo trascorso in casa sono stati l'occasione per riscoprire vecchie passioni o trovare nuovi passatempi. Mentre le sue figlie hanno iniziato a sperimentare di più in cucina, lei si è divertita ad ascoltare le loro lezioni in streaming e si è cimentata con i lavoretti a maglia. Ma la cosa che forse più di tutte l'ha aiutata è stata proprio prendere consapevolezza di ciò che stava passando, accettarlo serenamente, comprendendo che gli alti e i bassi sono del tutto normali nella vita e che la depressione, soprattutto in questo momento, è del tutto comprensibile. Lei infatti ha trovato la forza e il coraggio di guardare dritto in faccia il suo malessere per risollevarsi, senza lasciare che la annientasse.

Avevo bisogno di riconoscere quello che stavo passando. A volte ci sentiamo come se dovessimo coprire quella parte di noi stessi, come se dovessimo sempre elevarci al di sopra e non far vedere che stiamo remando forte sott'acqua. Una delle cose che mi sta aiutando è che sono abbastanza grande da sapere che le cose andranno meglio. La salute mentale è così: ci sono alti e bassi. C'è luce alla fine della galleria.

Il messaggio di Michelle Obama è pieno di speranza: è l'invito a non sopprimere la propria parte più fragile, per poter a tutti i costi sembrare invincibili. Nessuno lo è. Ed è un invito a credere davvero che le cose possano migliorare: la luce alla fine della galleria c'è, anche quando non sembra così.