Ci sono almeno due validi motivi per seguire la dieta di Meghan Markle: il primo è che fa bene alla salute e il secondo è che fa bene al pianeta. Si chiama flexitarian il regime alimentare che Meghan Markle sta seguendo anche ora durante la sua seconda gravidanza e viene dalla fusione delle parole flexible vegetarian. Non si tratta infatti di uno stile alimentare vegetariano puro al 100%, la carne infatti può essere inclusa, ma preferibilmente non più di 1 o 2 volte a settimana. E fa bene al pianeta perché ridurre il consumo di carne rossa vuol dire ridurre il numero di allevamenti intensivi che rappresentano una fonte di inquinamento di notevole entità. "Il flexitarianesimo rappresenta l'esatto opposto di un altro famoso regime alimentare americano, la dieta a zona – spiega la professoressa Renata Bracale, nutrizionista e docente presso l'Università degli Studi del MoliseNella dieta a zona c'era una netta prevalenza di proteine di origine animale, con il regime flexitariano c'è una percentuale invece ampiamente superiore di cereali e proteine vegetali (ovvero i legumi) e di verdura e frutta". Il flexitarianesimo prevede infatti che l'alimentazione sia basata sul consumo di vegetali (frutta e verdura) per il 40%, sempre per il 40% per cereali integrali, legumi e semi, e la restante parte degli alimenti (il 20%) di origine animale. Per chi ha difficoltà a ridurre così drasticamente il consumo di carne gli specialisti consigliano di limitarne le quantità in maniera graduale.

Il flexitarianesimo così simile alla dieta mediterranea

Meghan Markle non è l'unica fan di questo tipo di dieta. Uno dei primi a seguirla è stato Paul McCartney, che da anni porta avanti una battaglia contro l'eccesso di consumo di carne, poi c'è Gwyneth Paltrow (anche se in questo periodo, viste le sue recenti dichiarazioni a proposito di diete da seguire post Covid, non possiamo considerarla certo un buon esempio) e ci sono anche Beyoncé e suo marito Jay-Z. "La dieta flexitariana in realtà somiglia molto alla nostra dieta mediterranea – spiega la nutrizionista – E per questo anche i benefici sono simili. Oggi sappiamo da ricerche scientifiche e trial clinici che il regime alimentare mediterraneo è in grado ad esempio di prevenire una serie di patologie cardiometaboliche". E quanto al dimagrimento la dieta flexitariana che promette di perdere fino al 15% di peso può essere veramente efficace? "È un regime alimentare dissociato dove sono presenti tutti i nutrienti e i macronutrienti e sicuramente è anche piuttosto magro perché si incamerano meno calorie".

Flexitarian sì, fai da te no

Anche se si tratta di un regime alimentare all'apparenza particolarmente semplice e che può  apportare benefici al nostro organismo, è sempre meglio consultare un nutrizionista prima di intraprenderlo. "È importante sempre fare un passaggio con un medico o uno specialista, soprattutto se ci troviamo in una particolare situazione dal punto di vista fisio-patologico. Un regime come questo può essere assolutamente seguito anche in gravidanza – spiega la nutrizionista – probabilmente bisognerà apportare un leggero aumento di proteine, ma senza particolari stravolgimenti. Ma è indispensabile farsi seguire da un esperto". Diete come queste oltre a essere efficaci per il nostro benessere e la nostra forma (oltre che per la salute del pianeta, visto che la riduzione del consumo di carne può incidere direttamente anche sulle emissioni di gas serra) si rivelano anche particolarmente semplici da seguire. "Questo tipo di regimi alimentari hanno successo proprio per la loro pragmaticità: una dieta come questa è gestibile nel quotidiano e una volta assicurata la parte vegetale, il resto viene facile. Il mio consiglio, a prescindere se si aderisca al flexitarianesimo o meno, è mangiare vario, mangiare alimenti diversi, e soprattutto frutta e verdure diverse, ricordiamoci che il colore è la carta d'identità della frutta e variare colore ci assicura di introdurre nel nostro organismo minerali e vitamine diversi, indispensabili per il nostro benessere".

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