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Diete fai da te: 5 motivi, spiegati dalla nutrizionista, per cui è meglio non farle

È capitato a tutti di decidere di mettersi a dieta e di pensare di poter fare a meno di un nutrizionista. Ma decidere di seguire un regime alimentare restrittivo autonomamente può essere oltre che poco soddisfacente anche rischioso per la salute. La nutrizionista e ricercatrice Renata Bracale, ci spiega perché è meglio non affidarsi alle diete fai da te.
Intervista a Dott.ssa Renata Bracale
Nutrizionista e ricercatrice presso l'Università del Molise
A cura di Francesca Parlato
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C'è chi giura di aver perso 5 chili eliminando tutti i cibi che iniziano con la lettera P, chi è convinto che mangiando soltanto omogenizzati ritroverà il suo peso forma e pure chi è convinta che la dieta stilata per la cugina dell'amica del vicino di casa, si adatti anche al suo caso. Le diete fai da te sembrano sempre così fattibili ed efficaci, ma quasi sempre si rivelano un flop e anche un pericolo per la salute. Con il dimagrimento e con l'alimentazione infatti non si scherza. Così come ci rivolgiamo a un medico quando abbiamo dei sintomi, qualcosa che non ci torna, allo stesso modo se vogliamo migliorare il nostro peso o anche semplicemente seguire un'alimentazione più sana, dobbiamo rivolgerci a un esperto. "Riprendere rapidamente peso e andare incontro a carenze di nutrienti sono alcuni dei rischi a cui va incontro chi decide di intraprendere autonomamente un percorso dietetico – ha spiegato a Fanpage.it la dottoressa Renata Bracale, nutrizionista e ricercatrice presso l'Università del Molise – E poi anche l'umore e lo stato d'animo possono risentire di un regime alimentare sballato". 

1. Non si perdono i grassi

Il primo motivo per cui è sbagliato impostare la propria alimentazione su una dieta fai da te è il rischio a una perdita di chili non corrisponda una perdita di grasso: "Le diete fai da te tendono sempre a essere audacemente brevi. E questo vuol dire che anche se perdiamo rapidamente peso, perdiamo principalmente massa muscolare e acqua (le cose più facili da perdere)". Per dimagrire correttamente ci vuole anche un po' di pazienza. "Per perdere effettivamente il grasso, che è un elemento molto leggero ma voluminoso è necessario seguire una dieta bilanciata in termini di apporto nutrizionale. Ci accorgiamo che invece stiamo ‘dimagrendo bene' quando non perdiamo più in termini di chili ma di centimetri. In quel caso possiamo stare certi che non stiamo perdendo massa magra". 

2. Non sono equilibrate

Chi segue una dieta fai da te potrà andare incontro a carenze di nutrienti fondamentali per l'organismo: "Quando si decide di non affidarsi a un esperto c'è il rischio di perdere vitamine e minerali. Si tratta di micronutrienti molto spesso sottovalutati, ma che sono invece fondamentali per il benessere dell'organismo e grazie ai quali sono possibili delle reazioni chimiche indispensabili per la nostra salute". E poi rischiamo di depauperare anche il nostro sistema immunitario: "Pensiamo che una carenza di vitamine A, C ed E può portare a un lento, ma progressivo deperimento dei tegumenti ossia dell'epidermide, la prima difesa verso il mondo esterno". Le stesse problematiche possono presentarsi nelle persone che decidono di saltare i pasti: "Se saltiamo il pranzo, facciamo monodiete, abbinamenti scorretti oppure diete da esclusione, possiamo andare incontro ad esempio a una carenza della vitamina B, un evento che si verifica soprattutto tra vegetariani e vegani. Eliminando alcuni alimenti come carne, pesce, latte e yogurt si può inibire il processo di trasformazione in energia del cibo che si mangia e sarà inevitabile sentirsi stanchi e privi di forze". 

3. L'umore ne risente

Stilare da soli una dieta significa anche non tenere conto di alcuni aspetti fondamentali che soltanto un esperto può conoscere, come l'importanza del pasto libero: "Avere una volta a settimana un pasto libero è fondamentale. Come è anche importante includere nella dieta un comfort food, come un pezzetto di cioccolata fondente oppure un biscotto. Serve a creare una sorta di rituale per tenere alto il tono dell'umore". C'è una spiegazione scientifica dietro la tristezza che proviamo quando siamo a dieta: "La riduzione drastica di zuccheri e carboidrati fa calare la serotonina, “l’ormone della felicità”, rendendo le persone più irritabili, stanche e depresse".

4. L'effetto yo-yo è dietro l'angolo

Non è raro dopo aver seguito un regime alimentare restrittivo senza l'avallo di un nutrizionista, riprendere nuovamente i chili persi: "L'effetto rebound o effetto yo-yo incide profondamente non solo sull'aspetto fisico ma anche sugli organi interni. Come già detto – chiarisce la nutrizionista – quando seguiamo un regime alimentare dietetico autonomamente, perdiamo soprattutto massa magra, ossia organi e muscolo, e quando ritorniamo a mangiare normalmente, questi tessuti fondamentali non aumentano nuovamente di volume, ma è facile che si infarciscano di grasso". Per rendere più chiaro cosa vuol dire immaginiamo alcuni organi come reni, fegato e cuore: "Se si sono rimpiccioliti per la dieta, quando ricominciamo a mangiare il grasso che accumuleremo andrà a localizzarsi proprio su questi organi, mettendone a repentaglio la salute". 

5. Il metabolismo si può rallentare

Quando decidiamo di sottoporci a una restrizione calorica dobbiamo tener presente che il nostro metabolismo potrebbe risentirne, rallentando, anziché accelerare: "Quando riduciamo eccessivamente le calorie introdotte o non mangiamo quando abbiamo la sensazione di fame – spiega la nutrizionista – Inviamo al corpo un messaggio sbagliato, lasciando intendere che sia necessario rallentare il consumo di energia per compensare l'assenza di cibo. Ed ecco che per questo motivo ci ritroviamo improvvisamente ad avere un metabolismo lento e che non funziona". I nutrizionisti e gli esperti lo ripetono in continuazione, fare sempre cinque pasti al giorno, di cui tre principali (colazione, pranzo e cena) e due spuntini: "Le merende, tra colazione e pranzo e tra pranzo e cena, servono proprio a questo a rimettere in moto il metabolismo". Digiunare e saltare i pasti non è dunque la migliore delle idee: "Ci sono tanti studi che parlano del valore delle diete mima digiuno, ma si tratta di regimi alimentari non mirati al dimagrimento ma al preservare il corpo dall'invecchiamento cellulare. Poi quando pensiamo al digiuno, pensiamo a quello notturno che tutti noi facciamo. Il consiglio è quello di cenare presto, non più tardi delle 20 e fare colazione alle 8 del mattino. In questo modo ci siamo comunque assicurati 12 ore di digiuno e abbiamo rispettato i ritmi circadiani degli ormoni. Un modo sicuro per preservare la salute del nostro metabolismo".

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
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