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Chiara Ferragni racconta il parto di Leone: “Travaglio durato 18 ore ma è l’esperienza della vita”

Manca circa un mese alla nascita di Baby Girl, la seconda figlia di Chiara Ferragni e Fedez, e l’influencer è tornata a ricordare il parto di Leone. Lo ha descritto nei minimi dettagli, dal travaglio durato più di 18 ore ai problemi con l’ossigeno, ma ancora oggi, nonostante il dolore e la paura, la definisce “l’esperienza della vita”.
A cura di Valeria Paglionico
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Chiara Ferragni non vede l'ora di conoscere Baby Girl, la seconda figlia che aspetta dal marito Fedez, della quale però non ha ancora voluto rivelare il nome. Tra ecografie in 3D e foto in topless col pancione in mostra, documenta ogni dettaglio della gravidanza sui social, non perdendo occasione per rivelare anche i piccoli disagi della comune vita da futura mamma. Ormai manca davvero poco alla nascita della bimba, dovrebbe venire al mondo per l'inizio di marzo, e la cosa rende l'infleuncer più emozionata che mai. Nell'attesa di poterla finalmente tenere tra le braccia ha voluto ricordare il parto del primogenito Leone. Nonostante sia stato lungo, doloroso e preoccupante, continua a definirla l'esperienza più bella della vita.

I problemi alla placenta durante la gravidanza di Leone

Quale fan dei Ferragnez non ricorda il giorno della nascita di Leone, quando, dopo una insolita assenza dai social, Chiara è tornata su Instagram con la prima dolcissima foto che la mostrava con il piccolo tra le braccia? Sono passati quasi 3 anni da allora ma, come ogni mamma, l'influencer ricorda alla perfezione il momento della nascita del figlio. Complice la seconda gravidanza arrivata agli sgoccioli, ha voluto raccontare l'esperienza del primo parto. Le sue parole sono state:

Abbiamo trascorso la grande maggioranza della gravidanza tra Milano e Los Angeles, per trasferirci definitivamente a LA quando sono entrata nella ventinovesima settimana, così che io potessi partorire lì. Fino alla trentaduesima settimana è stata la gravidanza più semplice di sempre. Sono stata in grado di viaggiare, di lavorare. Ho fatto quasi tutte le cose che ho sempre fatto. Ma, dalla trentaduesima settimana, ho cominciato ad avere problemi alla placenta. Anche il mio liquido amniotico era scarso, così sono stata messa a riposo, a casa, con l’idea di partorire tra la trentaseiesima e la trentasettesima settimana.

L'inconveniente che ha messo a rischio la vita di Leone

Una volta arrivata alla 37esima settimana di gravidanza, il ginecologo le disse che non era sicuro aspettare oltre, dunque decise di indurle il parto. Era l'una di notte del 19 marzo del 2018, una giornata che Chiara non avrebbe mai più dimenticato. La Ferragni ha poi rivelato un piccolo inconveniente che ha messo a rischio la vita di Leone:

Ho cominciato a prendere l’ossitocina, così da preparare il mio corpo al parto. Poche ore dopo, intorno alle undici della mattina, mi hanno rotto le acque (funziona così con l’induzione) e io ho richiesto l’epidurale (che ho amato). Il battito cardiaco di Leo ha cominciato ad accelerare, così hanno dovuto darmi l’ossigeno e abbassare l’ossitocina. Ho cominciato ad avere paura. Intorno alle sette di sera, mi hanno detto che avevo un’infezione in corpo e mi hanno somministrato gli antibiotici. Allora, ero davvero spaventata e pensavo avrebbero optato per un cesareo (dopo diciotto ore di travaglio). Poi, però, è arrivato il mio dottore ed ero abbastanza dilatata per un parto naturale.

Alla fine il bimbo è arrivato intorno alle 23.37, ovvero 22 ore dopo aver cominciato l'induzione, e Chiara non riusciva a smettere di piangere per l'emozione e per la felicità, anche se in un primo momento aveva potuto stringere Leone tra le braccia solo per 30 secondo. Ha poi concluso il suo intervento con delle parole che di sicuro tutte le mamme condivideranno: "Il parto è l’esperienza della vita".

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