L'abbiamo vista condita anche con l'ananas e il kiwi. L'abbiamo vista impreziosita pure con il caviale e le foglie d'oro. Ma nonostante tutti i tentativi di renderla esotica e stravagante, diversa a tutti i costi, la pizza resiste e resta ancora, nella sua semplicità, uno dei piatti più rappresentativi dell'Italia, dove ogni giorno vengono sfornate circa 8 milioni di pizze. E proprio oggi si celebra in tutto il mondo la giornata dedicata a questo piatto speciale (dal 2017 l'arte del pizzaiolo è stata dichiarata patrimonio culturale UNESCO) che genera, soltanto in Italia, un fatturato di circa 15 miliardi. Ma a dispetto di questi numeri, sono in molti a rinunciare alla pizza perché la ritengono poco sana e particolarmente calorica. Ma come ha spiegato a Fanpage.it la dottoressa Tiziana Stallone, nutrizionista e docente di Scienze della Nutrizione Umana presso l'Università di Roma Tor Vergata: "La pizza, al di là dell'aspetto calorico, è un alimento gustoso e che ci gratifica. Perciò ogni tanto possiamo fare nostra la filosofia di Ippocrate che diceva che è meglio favorire un cibo buono ma non perfettamente salutare, rispetto a un cibo perfettamente equilibrato e sano, ma senza sapore".

Pizza: un pasto completo

Carboidrati, grassi e proteine. Sulla pizza troviamo rappresentati tutti i macronutrienti essenziali alla nostra dieta. "La pizza può essere considerata un pasto completo. Ci sono i carboidrati, ci sono i grassi e se aggiungiamo la mozzarella, troviamo anche le proteine". E i grassi sono rappresentati da uno dei più preziosi alleati della nostra salute: l'olio d'oliva. "Questo è uno degli ingredienti migliori. L'olio infatti fa bene alla salute, dà gusto alla pizza e soprattutto ne aumenta l'indice di sazietà. La pizza purtroppo ha un bassissimo indice di sazietà e l'olio d'oliva, ritardando la digestione degli zuccheri, riesce a farci passare più velocemente la sensazione di fame". Per chi non può fare a meno di contare le calorie e i grassi contenuti in ogni portata, bisogna tenere presente che in media, una pizza margherita di 250 grammi, contiene circa 800 calorie. "La pizza non può essere considerata un sostituto del pranzo o della cena. È una bella concessione, un bel momento da prenderci, ma attenzione a non esagerare. Magari mangiamola in pausa pranzo dividendola con un collega. Ma non dobbiamo temere di mangiarla anche a cena se ci troviamo fuori casa con degli amici. Ricordiamo che si tratta comunque di un pasto eccezionale". 

Dieta e pizza: un abbinamento possibile

Per chi sta seguendo una dieta con lo scopo di perdere qualche chilo, la pizza diventa quasi un miraggio. "Se stiamo seguendo un regime alimentare restrittivo possiamo concederci la pizza nel nostro pasto libero settimanale. E a questo punto non precludiamoci alcun condimento. Si tratta di un pasto libero per definizione". Possiamo provare però a seguire alcune accortezze: "Non dimentichiamo di ordinare, magari come antipasto, – suggerisce l'esperta – una porzione di verdure, grigliate o gratinate, per abbassare l'indice glicemico e per raggiungere un adeguato apporto di fibre". 

Farine integrali o raffinate: quale preferire

Tra le tante alternative che ci offrono oggi le pizzerie abbiamo quasi sempre la possibilità di scegliere tra impasti a base di farine integrali o raffinate. "Sicuramente la farina integrale è preferibile rispetto a quella raffinata. Ma è anche vero che la farina integrale dà un sapore e una consistenza diversa da quella solita a cui siamo abituati. Per questo direi a chi non ama le farine integrali di ordinare, senza sensi di colpa,  una pizza a base di farina raffinata". Ma oltre la farina bisogna anche ricordare che quando si parla di impasto, la lievitazione è altrettanto importante: "Che sia lievito madre o lievito di birra, l'importante è che siano rispettate le quantità e i tempi giusti per far crescere l'impasto: la pizza di qualità non ammette fretta". E a proposito di possibilità di scelta, secondo i dati del Centro studi Cna elaborati in collaborazione con Cna Agroalimentare (Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa), nonostante tutte le varianti elaborate, gli italiani restano saldi alle tradizioni e a tavola favoriscono senza dubbio le pizze classiche: il 78,8% sceglie infatti una tradizionale come margherita, marinara, capricciosa e napoletana e soltanto il 12% si lascia tentare dalle pizze gourmet. Mentre il 6,2% opta per pizze preparate con farine biologiche o speciali e soltanto il 2,9% preferisce ordinare pizze con gusti fai-da-te.