Si chiama period poverty: in alcune zone del mondo le donne sono talmente povere da non riuscire a provvedere all’acquisto degli assorbenti. Il problema è molto sentito in alcune zone dell'Asia, dove le ragazze sono solite sostituire gli assorbenti con stracci o abiti usati. Non è solo una questione sanitaria e igienica: in questo modo vengono esposte a un maggiore rischio di contrarre malattie. È anche un problema sociale, perché a causa del disagio si assentano da scuola per esempio, o comunque vengono inibite nella loro quotidianità. Questo senso di vergogna alimenta la percezione del tabù, che così non fa che radicarsi ancora di più nella cultura del posto. In soccorso delle fasce più povere della popolazione dello Sri Lanka il governo ha deciso di distribuire gratuitamente i prodotti igienici femminili, affinché non siano più un lusso ma un bene di prima necessità irrinunciabile.

Assorbenti gratis per le donne dello Sri Lanka

La Scozia è il primo Paese del mondo che ha introdotto assorbenti gratuiti per chiunque ne abbia bisogno o faccia fatica ad acquistarli. Sul fronte europeo la situazione non è così aperta ovunque. Mentre alcune nazioni hanno almeno abbassato la tassazione, in Italia è ancora altissima, addirittura al 22%. Lo Sri Lanka è uno dei Paesi dove le donne maggiormente sentono il tabù del ciclo mestruale. Le ragazze se ne vergognano anche perché non possono adeguatamente affrontare i giorni delle mestruazioni, addirittura non possono acquistare gli assorbenti e devono sostituirli con mezzi di fortuna. Per questo il governo ha deciso di adottare delle misure che possano concretamente aiutare quelle circa 800mila ragazze penalizzate nell’acquistare prodotti igienici, soprattutto quelle che vivono nelle zone rurali.

Un problema sanitario, ma anche sociale

In Sri Lanka gli assorbenti hanno una tassazione molto alta che ne permette l’acquisto solo al 30% delle donne in età mestruale. Dopo la mobilitazione di alcune associazioni locali il governo ha deciso di distribuire gratuitamente questi prodotti. Questa buona notizia è un passo avanti nella lotta al tabù delle mestruazioni, che sono ancora fonte di disagio e vergogna nelle donne. Le più giovani si assentano da scuola o non escono di casa, a causa delle perdite. E purtroppo c’è ancora l’idea secondo cui il sangue mestruale sarebbe impuro. Sicuramente di base serve un grande lavoro di educazione. Bisogna aiutare le donne, sin da piccole, a prendere consapevolezza del loro corpo e a vivere con serenità le mestruazioni, fenomeno naturale che non deve generare imbarazzo. L'accesso ai prodotti igienici femminili è un aspetto importantissimo per dare all'argomento una narrazione libera da errate convinzioni per troppo tempo portate avanti.