Negli ultimi tempi sembra che ogni cibo e bevanda debba essere eliminata dalla propria dieta, dagli alcolici al latte vaccino, fino ad arrivare al caffè, agli insaccati e alla carne rossa. Per tutti i salutisti più incalliti, continuano ad arrivare delle cattive notizie. Molto probabilmente il sale che utilizziamo per condire gli alimenti contiene piccoli residui di plastica al suo interno.

A rivelarlo è una ricerca condotta presso l’East China Normal University e pubblicata sull’Environmental Science and Technology Journal. Le minuscole particelle tossiche contenute all’interno del sale provengono da bottiglie di plastica, cellophane ed altri materiali dannosi per la salute che inquinano le acque oceaniche. Il più contaminato è infatti il sale marino che contiene 1.200 pezzi di plastica ogni 500 grammi, a differenza di quello prodotto nei laghi che ne contiene 800. Il risultato? Chi assume quotidianamente la dose di sale raccomandata finisce per mangiare circa 3 pezzi di plastica.

I ricercatori hanno sottolineato il fatto che nella maggior parte dei casi i pezzetti di plastica sono così piccoli da non essere visibili ad occhio nudo ed è proprio per questo che è  molto difficile evitare di mangiarli. I campioni di sale analizzati sono di origine cinese, ma gli esperti credono che presto anche i prodotti del nostro paese saranno contaminati visto che le acque dei mari sono sempre più contaminate. Quando si acquista il sale al supermercato sarebbe dunque meglio controllare precisamente la sua provenienza se non si vogliono avere delle ripercussioni drammatiche sulla propria salute.