La frutta fa bene e ormai lo sappiamo tutti. È ricca di fibre, di macro e micronutrienti come vitamine e sali minerali, è utile per mantenere un alto livello di idratazione dell’organismo (soprattuto durante la bella stagione) ed è una preziosissima fonte di antiossidanti, le molecole che giocano un ruolo da protagoniste nel rallentare il processo di invecchiamento cellulare. Ma non tutta la frutta è uguale. Indice glicemico, zuccheri, grassi: ogni tipo di frutto ha le sue caratteristiche e per questo è importante saper scegliere quello più adatto alle proprie esigenze. “La frutta, così come la verdura, è l’alimento più rappresentato nelle linee guida per una sana alimentazione – spiega a Fanpage.it la professoressa Renata Bracale, nutrizionista e docente presso l’Università del MoliseDovremmo mangiarne almeno 2 porzioni al giorno (più 3 di verdura) di circa 150 grammi. E anche se tutta la frutta è estremamente salutare è bene conoscere sempre quello che mangiamo per poterci regolare su quantità, frequenza e eventuali abbinamenti”.

L'importanza dell'indice glicemico

Per scegliere la frutta più adatta a noi dobbiamo tenere conto di alcuni fattori come zucchero e indice glicemico. "L'indice glicemico è un parametro che misura la risposta dell'organismo, in termini di produzione di glucosio e di insulina, all'introduzione di un determinato alimento. Più glucosio (e di conseguenza insulina che deve riequilibrare il glucosio circolante) viene prodotto, più l'indice glicemico è alto". Chi soffre ad esempio di diabete dovrà fare attenzione a scegliere della frutta con un indice glicemico basso. "Questo però non vuol dire che non potrà mangiare ad esempio le fragole (che sono da sempre demonizzate perché ritenute particolarmente zuccherine) potrà assolutamente consumarle, magari cospargendole di cannella, una spezia dall'importante effetto ipoglicemizzante". Ancora chi soffre di diabete dovrebbe invece girare alla larga dalla frutta disidratata. "In questo tipo di prodotto la concentrazione di zucchero è maggiore perché la perdita di acqua concentra i nutrienti e quindi anche gli zuccheri".

Se si soffre di colon irritabile

Chi soffre di sindrome del colon irritabile deve fare molta attenzione nella scelta della frutta. "È meglio evitare la frutta che fermenta troppo. Ad esempio i kiwi non sono particolarmente indicati perché hanno un effetto drenante, che può aiutare chi soffre di stipsi, ma possono avere un effetto negativo sulla colite". Si può scegliere di optare per alcuni frutti come mele e pere. "Meglio però consumarle con la buccia, in modo da avere, grazie alla fibra, un effetto compensatorio".

Come scegliere la frutta se si sta seguendo una dieta

Chi sta seguendo una dieta chetogenica invece piuttosto che rinunciare definitivamente alla frutta, può scegliere di inserire nella propria alimentazione l'avocado. "In questo tipo di regime alimentare tutta l'energia viene portata da proteine e acidi grassi, sia polinsaturi che monoinsaturi. L'avocado è un alimento ricco di acidi grassi buoni, in particolare omega 3 e omega 6. Si tratta di acidi spazzini che puliscono le arterie dal colesterolo cattivo". Concessa anche la frutta secca. "È molto nutriente e ricchissima di antiossidanti". Se si sta seguendo una dieta che prevede una restrizione calorica attenzione a scegliere la frutta più giusta. "Anche in questo caso la parola d'ordine è conoscere. Informiamoci su quello che portiamo in tavola e eventualmente lavoriamo sulla compensazione. Non rinunciamo a tutti i benefici della frutta in nome del dimagrimento. Se la frutta che ci piace è particolarmente zuccherina cerchiamo di abbassare il contenuto di zuccheri durante un altro pasto della giornata. Ma non priviamocene mai". Un esempio di compensazione può essere anche l'abbinamento con la verdura. "Per aumentare la quantità di fibra possiamo fare ricorso a delle centrifughe o estratti di frutta e verdura come finocchio, zenzero, sedano che hanno anche un effetto diuretico".

L'orario migliore per mangiare la frutta

C'è chi preferisce mangiarla a colazione, chi non riesce a chiudere un pasto senza una mela o una banana. "Se stiamo seguendo una dieta con restrizioni caloriche, il mio consiglio è evitare di mangiarla a fine pasto – spiega la professoressa Bracale – Anche se non ci sono studi scientifici a riguardo, possiamo ricorrere alla logica. Se introduciamo dopo pranzo o dopo cena un alimento che ha un indice glicemico più o meno alto andremo a rallentare la digestione e questo non conviene di certo all'organismo. Per questo è preferibile consumarla lontano dai pasti". L'ideale quindi è consumarla come spuntino o a colazione. "Al mattino presto è perfetta: perché ci fornisce un'energia rapida e immediata, grazie al fruttosio, che ci aiuta a far partire la giornata".

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