Opinioni
2 Marzo 2020
17:56

La politica appassionata di Danica Roem, la prima transgender a conquistare il Congresso Usa

Nelle ultime elezioni Usa del 2017 sfida Bob Marshal, candidato conservatore da ben 26 anni. Danica Roem, giornalista di 33 anni dichiaratamente transgender, vince la sfida e porta la difesa dei diritti civili nel Congresso Usa. La sua lotta per l’autodeterminazione rendono Danica Roem una delle otto donne simbolo del prossimo 8 marzo. Una delle nostre L8ttatrici.
A cura di Giulia Torlone

Ci sono donne che con i loro gesti quotidiani, la loro fuga verso la libertà, il loro impegno politico per la loro gente, diventano il volto migliore di quei Paesi che rappresentano. Gli stessi Paesi che spesso le hanno ostacolate, minacciate, costrette all'esilio. Ma queste lottatrici hanno continuato caparbiamente a sporcarsi le mani, a rendere il mondo un posto più accogliente per ognuno di noi. Per questo motivo, in vista dell'8 marzo, abbiamo scelto otto volti che racchiudano storie di coraggio e dignità. Sono loro le nostre L8ttatrici.

Danica Roem, al Congresso per difendere gli emarginati

Dopo aver parlato di Nadia Murad, altro volto di lotta ed emancipazione, stavolta abbiamo deciso di dare uno sguardo agli Stati Uniti, alle ultime elezioni del 2017. Erano davvero in pochi a credere in una possibile vittoria. Siamo nello Stato della Virginia, Stati Uniti, nelle ultime elezioni parlamentari del 2017. Gli sfidanti sono Danica Roem, giornalista di 33 anni democratica, e Bob Marshal, ultraconservatore riconfermato nel suo collegio da ben 26 anni. Ma c’è di più: Danica Roem è dichiaratamente transessuale. Non ne ha mai fatto mistero, anzi, la sua politica è rivolta proprio a sostegno di tutte le minoranze e del mondo LGBT. Quel mondo che Marshal non perde occasione di denigrare pubblicamente. Ma Danica è convinta che la sua sessualità, che è quella di migliaia di persone spesso costrette a nascondersi o a difendersi, debba essere mostrata proprio per scardinare quell'assurda credenza che fa delle persone transgender, donne o uomini privi di contenuti.

"Spero che i votanti capiscano e conoscano meglio i transgender guardando alla mia candidatura, e capiscano che una persona transessuale ben qualificata che conosce le politiche e i problemi della comunità, che è competente, può avere idee altrettanto buone se non migliori di quelle di tanti altri politici".

La scommessa vinta da Danica Roem

Non ci avrebbe scommesso quasi nessuno eppure, il 7 novembre 2017 Danica Roem ce la fa. Vince nettamente contro quello sfidante che sembrava imbattibile e porta sul tavolo temi concreti e buona politica. È la prima volta nella storia che una donna transgender viene eletta in un Congresso. Ancora più sorprendente se questo accade in uno stato come quello della Virginia, storicamente tra i più conservatori d’America. Il valore aggiunto di Danica è la sua estrema consapevolezza, della propria sessualità e delle proprie idee di società e di buona politica. Il suo impegno è chiaro fin dal discorso di insediamento: “A tutti coloro che vengono isolati, stigmatizzati: questa è anche la vostra America”. E in questi tre anni ha lottato e continua a lottare in difesa di quei decreti legge che assicurano uguaglianza sociale, come il diritto al matrimonio tra persone delle stesso sesso. I suoi discorsi ai delegati sono sempre appassionati, che segnano il cambio di passo che le ultime elezioni hanno innescato sul tema dei diritti civili. Ma proprio i diritti civili, si sa, sono spesso fragili e vanno continuamente protetti, soprattutto negli Stati Uniti di Donald Trump.

“Nessuna persona in Virginia dovrebbe mai avere paura di essere quello che è. Le persone dovrebbero essere in grado di prosperare grazie alla loro identità, non nonostante. E non può più accadere che i politici dicano loro chi devono essere.”

La lezione fondamentale di Virginia Roem è quando ci ricorda che le parole sono importanti. Contano quando diciamo che alcuni esseri umani sono illegali. E contano anche quando transgender non diventa un aggettivo, ma è il solo nome con cui qualifichiamo donne e uomini come Danica. Donne come lei ti costringono a riflettere, a smettere di pensare che ogni cosa viaggi su binari precostituiti. Danica ci insegna che bisogna lottare tenacemente per dare voce a chi si sente al margine della società, deriso dai più. Non ci sono più scuse per voltarci da un'altra parte.

Trent’anni, giornalista professionista, si occupa di politica e questioni di genere tra web, carta stampata e tv. Aquilana di nascita, ha studiato Italianistica a Firenze con una tesi sul rapporto tra gli intellettuali e il potere negli anni duemila. Da tre anni è a Roma, dedicando anima e cuore al giornalismo. Naturalmente polemica e amante delle cose complicate, osserva e scrive per capirci di più, o per porsi ancora più domande. Profondamente convinta che le donne cambieranno il mondo. 
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