La popstar Katy Perry è diventata mamma lo scorso anno: la nascita di Daisy, avuta con l'attore Orlando Bloom, è stata un grande cambiamento e l'ha portata a cambiare prospettiva su molte cose, per esempio sulla qualità dell'ambiente che lascerà alla sua piccola. Lo ha raccontato durante una diretta su Instagram Live, in cui ha annunciato di voler dare un taglio ai consumi inutili, in particolare ai vestiti non necessari. "Ero così dipendente dallo shopping – ha detto ai suoi fan – Sono diventata più consapevole di quanto abbia sprecato comprando così tanti vestiti. Ora mi sono ripromessa di comprare solo per necessità". Un bel cambiamento per una star celebre per i look estrosi e originali. Nella stessa diretta ha anche parlato dell'impatto ambientale dell'industria della moda: "I vestiti sono tra le prime cinque cose più inquinanti per il nostro pianeta e non posso più alimentare questo meccanismo, soprattutto sapendo che mia figlia dovrà conviverci".

Perché lo shopping compulsivo fa male al pianeta

Quando si parla di inquinamento si pensa subito all'industria petrolchimica, o al traffico che ingorga le grandi metropoli. In realtà anche il settore della moda ha un impatto notevole, ma difficile da quantificare: i dati che esistono sono insufficienti ad avere un'idea chiara. Quel che è certo però è che il sistema della fast fashion produce uno spreco di abiti per sua natura: sono capi pensati per durare una sola stagione ed essere rimpiazzati velocemente con nuovi acquisti. Il prezzo eccessivamente basso di questi capi permette di comprarli e "buttarli" dopo pochi utilizzi senza troppi scrupoli, finendo dritti in discarica. Senza contare le spedizioni e gli imballaggi necessari per spedire gli abiti delle grandi catene da un angolo all'altro del pianeta, fenomeno che si intensifica con lo shopping online. Il segreto per inquinare meno è semplice: come dice Katy Perry, comprare solo ciò che effettivamente serve e puntare su capi in grado di durare nel tempo ed essere indossati negli anni.

Da Jane Fonda a Emma Watson, le star che amano il riciclo

La paladina delle dive green è sicuramente Jane Fonda, che ha portato la sua protesta ambientalista fin sotto il Campidoglio, facendosi arrestare diverse volte. Per vivere in modo più sostenibile ha deciso di smettere di comprare nuovi abiti e sfruttare al massimo il guardaroba che ha accumulato in questi anni: l'ultimo capo acquistato è proprio quel cappotto rosso con cui ha marciato a Washington. Tantissime star hanno seguito il suo esempio: agli Oscar 2020 abbiamo visto sfilare sul tappeto rosso moltissime star con abiti già indossati o fatti in tessuto riciclato. Una era proprio Jane Fonda, ma hanno seguito il suo esempio anche Elizabeth Banks, Joaquin Phoenix e Margot Robbie, in uno Chanel vintage. Anche Kate Middleton è famosa per indossare più e più volte gli stessi abiti, una pratica che deve essere considerata "normale" e sana anche per chi può permettersi un abito diverso ogni giorno.

Jane Fonda arrestata a Washington durante una manifestazione per l’ambiente
in foto: Jane Fonda arrestata a Washington durante una manifestazione per l’ambiente

Un'altra attrice famosa per la sua attenzione all'ambiente è Emma Watson: da anni sceglie abiti in fibre riciclate, realizzati senza inserti in pelle o pelliccia e in modo sostenibile. Per il tour promozionale del film "La Bella e La Bestia" ha scelto solo abiti ecologici: ognuno è stato postato su Instagram con la marca e le sue caratteristiche, in modo da ispirare altre persone a scegliere la stessa strada. Se un abito Calvin Klein creato con fibre di plastica riciclata però vi sembra fuori dalla vostra portata, sappiate che per aiutare l'ambiente basta molto meno. Un buon punto di partenza è riflettere un momento di più di fronte agli espositori e chiedersi: "Mi serve davvero?"

Emma Watson al Met Gala con un abito in plastica riciclata Calvin Klein
in foto: Emma Watson al Met Gala con un abito in plastica riciclata Calvin Klein