Ieri è stata una giornata che il mondo della moda difficilmente dimenticherà: Jean Paul Gaultier ha detto addio alle passerelle dell'Haute Couture. In occasione della Paris Fashion Week, ha tenuto l'ultima sfilata di Alta Moda, un vero e proprio spettacolo in cui ha messo in mostra per l'ennesima volta il suo animo visionario, rivoluzionario, provocatorio e sopra le righe. In un'ora e mezza sono stati ripercorsi i 50 anni di carriera celebrati quest'anno, l'ex enfant terrible è tornato a mostrare modelli e capi iconici, dai look da marinai ai reggiseni a cono, fino ad arrivare agli abiti dallo stile dark e alle creature meccaniche. Il suo, però, non è un addio alla moda, lo stilista ha preannunciato che "il meglio deve ancora arrivare".

Jean Paul Gaultier, in passerella i capi iconici

Dopo 6 anni dall'addio al prêt-à-porter, Jean Paul Gaultier non poteva che dare il meglio di lui a livello di spettacolo per l'ultima sfilata di Alta Moda. Ha presentato la collezione Haute Couture per la Primavera/Estate 2020 al Théâtre du Châtelet di Parigi, lo show è cominciato con un feretro nero decorato con due coni appuntiti, una scelta simbolica al limite dell'inquietante che ha annunciato una sorta di "funerale pop". Subito dopo è partito lo spettacolo vero e proprio, un trionfo di abiti iconici e look simbolo del suo stile, da quelli da marinaio alle creature meccaniche, fino ad arrivare alle pin-up, alle africain queen e alle donne-uomini con i corpetti a punta sul petto. L'ex enfant terrible ha mandato in scena le sue muse, le sue ossessioni, tutto ciò che ha reso unico e irriverente il suo stile. A chiudere il sipario, non solo la corsa di Gaultier sulla passerella ma una vera e propria festa in cui si è cantato e ballato.

Da Amanda Lear alle sorelle Hadid, tutte in passerella per l'enfant terrible

A un evento tanto atteso come l'ultima sfilata di Alta Moda di Jean Paul Gaultier non potevano non esserci le star che da sempre lo hanno seguito e ispirato. Boy George ha aperto lo show, dando il via al "funerale" sulle note di "Back to Black" di Amy Winehouse, a quel punto in passerella sono comparse tutte le sue muse, da Amanda Lear, alle sorelle Hadid, fino ad arrivare a Paris Jackson, la figlia di Michael Jackson, e Dita Von Teese. Non sono mancate le top più richieste di tutti i tempi, Irina Shayk, Karlie Kloss, Joan Smalls, Coco Rocha, Erin O’Connor ma anche l’attrice Farida Khelfa, il calciatore Djibril Cissé, l’ex Miss Francia Iris Mittenaere che ha indossato un abito-bandiera. Insomma, il mondo dello spettacolo e il fashion system difficilmente dimenticheranno lo stile irriverente dell'enfant terrible ma, come dichiarato dal designer, “il bello è ovunque basta saperlo guardare”.

Jean Paul Gaultier non ha mai frequentato uno scuola per stilisti

Jean-Paul Gaultier è nato ad Arcueil nel 1952, è cresciuto nei sobborghi di Parigi e, nonostante fin da bambino mostrasse una naturale propensione verso la moda, non ha mai frequentato una scuola per stilisti. È quando ha mandato i suoi bozzetti a Pierre Cardin che è arrivata la svolta, era il 1970 quando il designer lo assunse come assistente, dando ufficialmente il via alla sua carriera. La prima collezione del 1981 vantava lo stile irriverente e visionario che ancora oggi lo contraddistingue, tanto da permettergli di guadagnarsi il titolo di "enfant terrible della moda". Negli anni '90 ha lavorato con Madonna, dando vita all'iconico corpetto con il reggiseno a cono, con Marilyn Manson, Luc Bresson, con Pedro Almodóvar, distinguendosi per originalità e creatività.

La rivoluzione di Jean Paul Gaultier

Jean Paul Gaultier ha avuto il merito di rendere popolare l'uso delle gonne per gli uomini, ha fatto sfilare anziani, plus-size, modelle tatuate o con molti piercing, mandando in passerella uno stereotipo di bellezza diverso da quello comunemente accettato. I suoi show sono sempre stati ironici e irriverenti, una vera e propria festa in cui si giocava con i tradizionali ruoli di genere. Se da un lato queste sue provocazioni forti e sfacciate hanno attirato l'attenzione e il favore del pubblico audace, dall'altro hanno suscitato anche innumerevoli critiche. Oggi, nonostante abbia detto addio sia all'Alta Moda che al prèt-a-porter, continua a essere uno stilista leggendario. Al motto di "il meglio deve ancora arrivare", di sicuro riserverà delle rivoluzionarie sorprese a tutti quelli che lo seguono.