Pistacchio e cioccolato. Fragola e banana. Con panna. Con doppia panna. È finalmente arrivato quel momento dell'anno in cui le vetrine delle gelaterie sono un trionfo di gusti, dai classici nocciola-stracciatella-limone ai più particolari, vedi quello allo Spritz. Però come la mettiamo con la linea? Vale davvero la regola di sostituire il pranzo o la cena con un bel cono da tre gusti più la panna? "Diciamo che se una volta ogni tanto (direi non più di una volta a settimana) decidiamo di sostituire il pranzo con un gelato (meglio se artigianale) la nostra linea non ne risentirà" ha spiegato a Fanpage.it la dottoressa Elisabetta Macorsini, biologa e nutrizionista presso l'Istituto Humanitas.

Che tipo di gelato scegliere

E se peccato deve essere, non facciamoci troppi scrupoli riguardo i gusti. "Non bisogna essere troppo rigidi. Se mangiamo il gelato al posto del pranzo una volta ogni tanto, direi che possiamo scegliere i gusti che preferiamo in totale libertà". E alla prima domanda di ogni gelataio, ovvero "Cono o coppetta?", sarebbe meglio rispondere coppetta. "Se non vogliamo aumentare troppo il carico glicemico, sarebbe meglio rinunciare al cono e anche alla panna". Per chi invece volesse optare per un meno impegnativo, ma estremamente rinfrescante, ghiacciolo, dal punto di vista nutrizionale non ci sono particolari obiezioni. "Direi che possiamo integrare un ghiacciolo alla frutta come spuntino anche una o due volte la settimana nel nostro regime alimentare. Le calorie si aggirano tra le 50 e le 80 a seconda dei gusti". E via libera anche a granite e frozen yogurt: "In questo caso però stiamo attenti alle quantità: le porzioni delle gelaterie a volte sono davvero extralarge e in quel caso non si tratterebbe più di un semplice spuntino". 

Cosa mangiare a cena se a pranzo si mangia il gelato

Se a pranzo abbiamo rinunciato all'insalata e abbiamo deciso di concederci un piccolo peccato di gola con un gelato artigianale, a cena sarebbe meglio evitare ulteriori eccessi: "L'importante è cercare di bilanciare gli altri pasti ed evitare di introdurre altre fonti di zucchero. – ha chiarito la dottoressa Macorsini – Niente pasta, riso, pane e, naturalmente, cerchiamo di non mangiare altri dolci". E se stiamo seguendo un regime alimentare dimagrante, magari facciamo anche attenzione a non esagerare con il pasto del giorno seguente.

Come fare il gelato in casa (senza la gelatiera)

Dopo aver preparato in casa pane, pizze e torte è arrivato il momento di provare a fare in casa anche il gelato. E non serve per forza la gelatiera. "Il gelato fatto in casa ci dà la possibilità di scegliere gli ingredienti da usare. E questa è una grande opportunità per tutti coloro che a causa di una patologia o intolleranza non possono introdurre alcuni alimenti nella loro dieta". Pensiamo a chi soffre di intolleranza al lattosio oppure di endometriosi o infiammazione intestinale, persone che non possono assumere latte e derivati: "Un ingrediente come il latte può essere sostituito con una bevanda vegetale, a base di soia oppure di cocco. Se vogliamo preparare un gelato a base di yogurt possiamo scegliere quello che più si adatta alle nostre esigenze, magari quello arricchito da calcio". E per i più rigorosi c'è anche la possibilità di preparare dei ghiaccioli totalmente senza zucchero: "Possiamo decidere di non usarlo e basta oppure sostituirlo con la stevia, che darà anche una nota di liquirizia risultato finale". E se avete voglia di prepararvi un gelato alla frutta (rigorosamente fresca, cerchiamo di non ricorrere agli sciroppi già pronti in vendita nei supermercati), ecco la ricetta della dottoressa Macorsini.

Ghiacciolo al kiwi

Ingredienti: 2-3 kiwi, succo di 1/2 limone, 1 cucchiaio di sciroppo d’acero. Sbucciare i kiwi e frullare con il succo di limone e lo sciroppo d'acero. Versare il composto nelle formine per ghiaccioli (in alternativa dei bicchierini da caffè con un bastoncino di legno e riporlo in freezer per almeno 4 ore.

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