Con il sale e lo zucchero ci stiamo riuscendo. A furia di ripetere come un mantra quali sono i rischi per la nostra salute, oggi siamo molto più attente a leggere le etichette e a non eccedere quando cuciniamo. E lo stesso atteggiamento dovremmo cercare di averlo nei confronti degli alcolici. L'alcol fa male, è tossico per il nostro organismo. Ma purtroppo, nonostante le campagne di informazione, i consumi non calano affatto. Anzi, aumentano, soprattutto tra le donne. Nel 2018, secondo i risultati del rapporto Istisan "Epidemiologia e monitoraggio alcol-correlato in Italia e nelle Regioni", a cura dell'Istituto Superiore e di Sanità, 16 milioni di persone sopra gli 11 anni hanno consumato bevande alcoliche lontane dai pasti, registrando un aumento del 10,2% per gli uomini e del 38% tra le donne rispetto al 2008. "Esiste una differenza tra uomini e donne per la metabolizzazione dell'alcol – ha spiegato a Fanpage.it il professor Emanuele Scafato, direttore dell'Osservatorio Nazionale Alcol dell'Istituto superiore di Sanità e Centro Oms per la ricerca sull'alcol –  La donna ha un sistema di metabolizzazione dell'alcol molto inferiore, quasi del 50%, rispetto a quello dell'uomo. E già questo dato la espone a un maggior rischio. L'alcol infatti è tossico per il nostro organismo e quello che il nostro fegato non riesce a metabolizzare, arriva nel sangue e rischia di procurare, a lungo andare, dei danni all'organismo". 

Come agisce l'alcol nell'organismo

Quanti alcolici bevete in una settimana? Proviamo a fare un conto: aperitivo un paio di volte la settimana, due bicchieri di vino a cena il venerdì, un paio di drink a tarda sera il sabato. Per non rischiare di compromettere la nostra salute non dovremmo bere più di un'unità alcolica al giorno. "Dobbiamo ricordare che l'alcol è a tutti gli effetti un solvente. Pensiamo a come si comporta l'alcol, quello che tutti abbiamo in casa per disinfettare, con delle macchie di grasso: le scioglie. Ogni volta che beviamo degli alcolici dobbiamo tenere presente che le membrane che proteggono le nostre cellule sono fatte di fosfolipidi, grassi, che a contatto con l'alcol si ‘sciolgono'. In questo modo la cellula sarà danneggiata e rischia di morire. Più frequente è il consumo di alcol, più è elevata la concentrazione, pensiamo a chi fa binge drinking e beve fino allo stordimento (una pratica comune anche tra le giovanissime), maggiore sarà il danno per l'organismo".

Alcolici e cancro al seno

Pochissime donne lo sanno, ma un consumo eccessivo di alcolici può essere un fattore di rischio per la comparsa del cancro al seno: "È stato dimostrato – spiega il professor Scafato – che superato un bicchiere di bevanda alcolica, il rischio di cancro alla mammella aumenta dal 7 al 27%, dopo il terzo bicchiere le possibilità aumentano fino al 50%. L'alcol va a stimolare gli estrogeni, che se sono già fuori controllo possono trasformare le cellule e stimolare la rigenerazione in senso cancerogeno delle cellule stesse". Il pericolo riguarda soprattutto le giovanissime: "Abbiamo rilevato un abbassamento dell'età in cui compare il tumore al seno. Questo perché il consumo di alcol ormai inizia già durante l'adolescenza: non dobbiamo dimenticare che fino ai 18 anni l'organismo non metabolizza correttamente l'alcol, tutto quello si beve prima di quest'età arriva direttamente nel sangue". 

I rischi per la fertilità e la gravidanza

Un altro dei rischi correlati all'abuso di alcolici riguarda la fertilità: "C'è una riduzione della possibilità di avere figli. Le donne che consumano abitualmente alcolici rischiano di avere dei cicli irregolari e anovulari. Ma sono soprattutto gli uomini in questo caso a essere più esposti: il consumo abituale e eccessivo di alcol infatti riduce il numero di spermatozoi e la loro motilità". Assolutamente vietato l'alcol per le donne in gravidanza: "Se le mamma beve, l'alcol arriva nella placenta esattamente alla stessa concentrazione e si alza il rischio della sindrome fetoalcolica. Durante la gravidanza, soprattutto nel primo trimestre, assolutamente vietato l'alcol".

Un bicchiere di vino al giorno

A risentire del consumo di alcolici è sicuramente anche il fegato, sia per le donne che negli uomini: "Sono in aumento le epatiti da alcol", mette in guardia il professor Scafato. Infine l'ultimo avvertimento riguarda i più giovani e le più giovani che consumano già abitualmente alcolici (nonostante i divieti della legge): "Lo sviluppo del cervello inizia a 12 anni e termina intorno ai 24. Durante questi anni avviene una maturazione della corteccia prefrontale, la zona razionale del cervello. L'alcol inibisce la maturazione di questa zona e si rischia che la persona resti a prevalenza dei lobi laterali, quelli più emotivi. E poi l'alcol rischia di danneggiare anche l'ippocampo, la struttura del cervello deputata all'orientamento e alla memoria, riducendo, secondo gli ultimi studi, fino al 20% le capacità cognitive. Si tratta di zone del cervello che una volta danneggiate sono perse per sempre". Un consiglio per il futuro: non sottovalutare le conseguenze di un vodka tonic.

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