Dal 1952 a oggi ha visto di tutto, dagli scandali alle guerre alla pandemia. Sono quasi 70 anni da regina per Elisabetta II: in questo regno da record (che festeggerà in grande stile nel 2022) la sua fermezza non è mai venuta meno, né in famiglia né come figura pubblica. Si è tanto ironizzato sulla sua salute indistruttibile anche in piena pandemia ma anche sull’indistruttibilità del suo regno, che ha costretto il principe Carlo al titolo di eterno erede al trono. Un trono che sua madre non ha alcuna intenzione di cedergli, perché benché si sia spesso vociferato di una possibile abdicazione in suo favore, questa eventualità non si è mai concretizzata. In realtà la stessa Elisabetta II deve la sua incoronazione a un’abdicazione a sorpresa: ecco questa e altre curiosità legate all’iconica figura di The Queen.

Elisabetta II, incoronata regina grazie a un'abdicazione

Elisabetta II non è diventata regina per diritto di nascita ma per un retroscena piuttosto scandaloso che ha visto protagonista la royal family negli anni Trenta. Alla morte di Giorgio V salì al trono re Edoardo VIII, suo zio. Quest'ultimo si innamorò follemente di una donna per nulla ben vista nell'ambiente reale, Wallis Simpson: di famiglia non aristocratica e pure divorziata. Pur di sposarla, il re abdicò in favore di suo fratello Giorgio VI (padre di Elisabetta II). Per questo in linea di successione si ritrovò lei in pole position e la morte improvvisa di re Giorgio, malato di tumore, fece sì che lei si ritrovasse con la corona sulla testa a soli 26 anni. All'epoca era già sposata con l'uomo che le è ancora attualmente accanto: lei e il principe Filippo il 20 novembre festeggeranno ben 73 anni insieme.

Il codice segreto della borsa della regina

Colori spesso sgargianti abbinati agli immancabili cappello e borsa: il look della regina Elisabetta in questi anni è stato sempre impeccabile e ha sempre suscitato anche una certa curiosità, in merito alla scelta dei colori per esempio. Ma sia questi che gli accessori hanno un significato molto più profondo, rispetto al solo lato estetico. Nello specifico: la borsa serve alla regina per mandare messaggi al suo staff. Per indicare di essere stanca o per comunicare di voler andare via non ha bisogno di parole: le basta reggerla a destra piuttosto che a sinistra, poggiarla a terra o sul tavolo, per far capire al suo entourage cosa sta pensando. E lo stesso discorso vale per i colori: indossare colori audaci e vivaci (compreso giallo e fucsia) le consente di essere sempre identificabile e rintracciabile anche nella folla.

The Queen festeggia due compleanni

La regina festeggia il compleanno privatamente il 21 aprile (giorno della sua nascita) e pubblicamente nel mese di giugno (quello dell'incoronazione). La tradizione si deve re Edoardo VII, nato il 9 novembre: si scelse di spostare i festeggiamenti in primavera, così da garantirsi maggiori possibilità di bel tempo. Il compleanno istituzionale della sovrana si celebra col tradizionale Trooping of the Colour (sfilata della bandiera), un corteo nel cuore di Londra: la regina sfila in carrozza per le strade della capitale insieme al principe consorte. Quello del 2020 non si è svolto come di consueto a causa della pandemia, ma si è tenuto al Castello di Windsor in forma ridotta, alla sola presenza di pochi soldati. È stata la seconda volta in 70 anni di regno.

La regina ha fatto il meccanico e l'autista

Un po' per passione verso il mondo dei motori e un po' per senso civico e amor di patria, prima di essere incoronata regina Elisabetta ha dato il suo contributo durante il secondo conflitto mondiale. Appena diciottenne seguì un corso di addestramento nel ramo femminile della British Army, impegnata a coinvolgere le donne nello sforzo bellico spingendole oltre le convenzioni sociali che le volevano inadatte a certi mestieri pesanti. E lei infatti si cimentò come meccanico e autista, diventando il primo membro della royal family ad acquisire un ruolo nei servizi militari. E la passione per la guida l'ha sempre accompagnata, anzi a tal proposito non le serve neppure bisogno della patente: secondo la legge britannica la regina non ne ha bisogno, visto che le licenze di guida sono rilasciate proprio a suo nome.