7 donne su 10 dopo averla provata non la abbandonano più. Lo dice uno studio pubblicato sulla rivista The Lancet a proposito della coppetta mestruale. Nonostante se ne parli ormai da anni e non possiamo dire che sia una novità tra i metodi che abbiamo a disposizione noi donne come alternativa ai classici assorbenti, in Italia il suo uso stenta ancora a decollare. I motivi per sceglierla sono essenzialmente due. Il primo riguarda il costo: la coppetta è infatti decisamente economica, costa dai 15 ai 20 euro, e dura fino a 10 anni (ovviamente può rompersi oppure si può decidere di cambiarla anche dopo un periodo di tempo inferiore) mentre un pacco da dieci assorbenti costa almeno 3 euro – iva compresa visto che il Governo ancora non si decide a tagliarla – e se consideriamo che in media ogni donna usa nell'arco della vita dagli 11mila ai 16mila assorbenti è meglio non proseguire con i conti. E poi c'è la questione ambientale: è vero oggi esistono tamponi o assorbenti in cotone compostabile (gli unici sui quali c'è stata anche una riduzione dell'iva, e anche i più cari in circolazione), ma i più usati sono quelli di plastica e non sono riciclabili. Si stima che in Italia l'impatto ambientale di questo tipo di rifiuti (compresi però anche i pannolini dei più piccoli e quelli per gli anziani) sia di circa il 3% sul computo totale della spazzatura prodotta: un numero forse non particolarmente significativo ma neanche da ignorare.

Perché dovremmo usare la coppetta: il parere della ginecologa

Oltre ai motivi riguardanti il costo e l'ambiente la coppetta mestruale è consigliata anche per il materiale in cui è fatta. "La coppetta è fatta di silicone – ha spiegato a Fanpage.it la dottoressa Alessandra Di Lillo, ginecologa presso la Casa di cura Santa Famiglia di Roma – un materiale inerte che a meno che non ci siano delle allergie non dà alcun tipo di problema, a differenza degli assorbenti esterni classici che creando un clima caldo umido possono favorire la proliferazione dei batteri. Inoltre la coppetta non secca e non asciuga come gli altri presidi, ma semplicemente raccoglie il sangue. Ed è anche compatibile con un dispositivo di contraccezione come l'anello vaginale". In commercio si trovano delle coppette di due misure differenti: "Solitamente le case di produzione fanno riferimento all'età, prima e dopo i 30 anni: diciamo che la taglia più piccola è adatta alle donne che non hanno avuto bambini". A differenza del tampone, la coppetta viene inserita leggermente più in basso: "Mentre sappiamo che gli assorbenti interni, andando proprio a tamponare la zona, possono influenzare la qualità e la quantità del flusso, con la coppetta non si pone questo tipo di problema perché semplicemente raccoglie il sangue che esce, non può in alcun modo interferire sul ciclo". 

Come prendere dimestichezza con la coppetta

Le prime volte può sembrare complicato sia l'inserimento che la sua rimozione: "Bisogna soltanto acquisire un po' di dimestichezza – rassicura la ginecologa – Per inserirla è necessario ripiegare il bordo che una volta all'interno si aprirà, creando un vuoto. Per la rimozione va eliminato il vuoto stringendo la coppetta ai lati e poi semplicemente sfilarla". È necessario quindi avere una certa confidenza con il proprio corpo: "Anche per questo motivo la coppetta non si adatta alle giovanissime, ma soltanto alle donne che hanno già un'attività sessuale". Per quel che riguarda invece altre indicazioni di carattere pratico, la coppetta può essere utilizzata dalle 6 alle 8 ore consecutive: "Chi ha un ciclo più leggero può tenerla anche tutto il giorno, anche 10 ore, mentre in caso di flusso più abbondante potrà essere necessario svuotarla più spesso. A differenza degli assorbenti interni non ci sono controindicazioni al suo utilizzo anche di notte, dipende da come ci sentiamo più comode". Prima di rimuoverla bisogna lavarsi accuratamente le mani, si procede poi con il lavaggio con acqua e eventualmente anche un sapone antibatterico intimo, della coppetta. "Al primo utilizzo è necessario farla bollire per sterilizzarla. Tra un ciclo e l'altro possiamo o sterilizzarla oppure semplicemente lavarla accuratamente con un disinfettante e conservarla in un sacchettino di cotone". E infine la coppetta è perfetta anche in vacanza: "Possiamo usarla al mare o in piscina senza nessuna controindicazione o fastidio, a differenza invece del tampone che a contatto con l'acqua si gonfia provocando comunque un piccolo disagio". Economica, rispettosa dell'ambiente e pratica: "Chi sperimenta la coppetta – conclude la ginecologa – Non l'abbandona più". 

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