L‘intolleranza all'istamina si può prevenire e curare seguendo una dieta con alimenti privi di questa sostanza. L'istamina è un neurotrasmettitore che viene prodotto dall'organismo in seguito ad una reazione allergica. L'intolleranza all'istamina non è propriamente un'allergia alimentare in quanto non interessa il sistema immunitario e colpisce l'1% della popolazione, soprattutto donne oltre i 50 anni. Si presenta con sintomi come prurito, orticaria, gonfiore addominale e mal di testa, tutte reazioni che si manifestano subito dopo aver mangiato o bevuto l'alimento che ha causato l'allergia. Alte concentrazioni di istamina nel sangue possono portare, nei casi estremi, anche a shock anafilattico.

In che modo possiamo curare l'intolleranza all'istamina con la dieta? Di solito la terapia si basa su alimenti senza istamina ma bisogna evitare anche i cibi che la contengono e gli istamino-liberatori, quelli cioè che ne stimolano la produzione da parte dell'organismo. Vediamo allora quali sono gli alimenti che dobbiamo eliminare dalla nostra tavola e quelli invece consigliati, per prevenire ed evitare reazioni allergiche.

Sintomi dell'allergia all'istamina

L'intolleranza all'istamina, a differenza delle allergie alimentari, non si può accertare attraverso un test, in quanto non interessa il sistema immunitario. Spesso è quindi difficile per il medico diagnosticarla in quanto, a provocare simili sintomi, sono anche altre sostanze come la tiramina. È importante però sapere che la sintomatologia compare durante o dopo i pasti, nell'arco di 45 minuti e durano per circa otto ore. Questo può essere quindi un segnale importante per capire quali alimenti hanno causato l'allergia. Ma vediamo quali sono i principali sintomi:

  • prurito;
  • orticaria;
  • naso chiuso o naso che cola;
  • gonfiore addominale e aerofagia e meteorismo;
  • diarrea;
  • asma e broncocostrizione;
  • vertigini, mal di testa;
  • nausea.

Quali sono gli alimenti che contengono istamina?

Come riconoscere quali sono i cibi ricchi di istamina da evitare? È importante sapere che maggiore è la stagionatura, la fermentazione e la lavorazione di un alimento e più è alta la concentrazione di istamina. Tra i cibi ricchi di istamina da evitare troviamo: salumi carni essiccate, affumicate, affettati; da evitare anche il pesce in scatola, marinato, sgombro, salmone, aringhe e tutti i cibi fermentati e in scatola. Può essere quindi un primo passo, per le persone soggette ad allergie e intolleranze alimentari, per capire da quali cibi stare alla larga. Al contrario i cibi freschi sono da preferire perché, di solito, privi di istamina. Ma vediamoli nello specifico.

Quali sono i cibi senza istamina?

Vediamo ora quali sono quei cibi privi di istamina da introdurre nella dieta dei soggetti allergici senza rischi per la salute. Si tratta di alimenti freschi o poco lavorati oppure conservati seguendo determinate regole: fate raffreddare presto i cibi da conservare nel congelatore e scongelateli rapidamente consumandoli subito dopo. Ecco quali sono gli alimenti senza istamina:

  • tra la carne da consumare troviamo: pollame e carne fresca in fettine, cotolette o macinato;
  • tra i pesci privi di istamina ci sono trota e merluzzo;
  • formaggi freschi come ricotta, latte fresco, yogurt, panna;
  • verdure a foglia larga e poi zucchine, cetrioli, carote, cavolfiore, asparagi, funghi, ravanelli;
  • frutta fresca: mele, pere, melone, cachi, mirtilli, ciliegie, prugne;
  • pasta e farina bianca;
  • olio extravergine di oliva
  • uovo cotto.

Se nonostante il regime alimentare giusto l'allergia dovesse presentarsi ugualmente, allora sarà il caso di consultare il medico che potrà prescrivere antistaminici specifici oppure integratori alimentari a base di vitamina C e vitamina B6. È inoltre importante abbinare a una corretta alimentazione uno stile di vita sano: non fumare, ridurre lo stress e fare regolare attività fisica.