Alina Yakupova ha 6 anni, viene da Mosca e, nonostante la tenerissima età, è già una modella di successo. Ha debuttato nel fashion system quando aveva solo 4 anni, non a caso alle spalle ha un curriculum di tutto rispetto, è stata scelta come testimonial dal marchio italiano Monnalisa Kids, dai brand russi Yudashkin e Gloria Jeans e ha posato per alcune famose riviste come Instyle e Grazia. Fin dall'inizio è stata notata per il suo incredibile splendore, tanto da essere stata definita la bambina più bella del mondo. Ha i capelli lunghi e biondi, dei profondi occhi verdi, un sorriso radioso e un carattere "peperino", ha dunque tutte le carte in regola per sfondare nella moda.

Attualmente fa parte dell'agenzia per modelli e attori bambini President Kids Management e giorno dopo giorno sta diventando sempre più richiesta. "Sono sicuro che il segreto del successo di Alina risiede non solo nella sua bellezza soprannaturale ma anche nel duro lavoro e nel costante sviluppo personale, nonostante la giovane età", ha dichiarato il manager della baby modella Roman Kukhar, a dimostrazione del fatto che la piccola si comporta già come una professionista. Sul profilo di Instagram conta oltre 26.000 followers e posta spesso gli scatti dei servizi fotografici di cui è protagonista, aggiornando i fan su tutti i suoi impegni lavorativi in giro per il mondo. "Questa bambina a 6 anni è più bella di quanto sarò mai", "È così carina, così dolce. Piccolo, piccolo angelo", "Bella principessa", sono solo alcuni dei commenti che si leggono sotto i post di Alina. Non è la prima volta che una bambina russa diventa famosa in tutto il mondo per la sua bellezza, era già successo con Kristina Pimenova e Anastasia Knyazeva, che fin dagli esordi hanno incantato tutti grazie al loro aspetto da bambole. Come non nominare Thylane Blondeau, l'ex bambina più bella del mondo di origini francesi che ancora oggi a 18 anni spopola nel mondo dello spettacolo? Insomma, Alina sembra avere un futuro davvero roseo all'orizzonte, anche se per il momento si sta perdendo alcuni dei momenti più belli di un'infanzia "comune".