Uno scatto in bianco e nero, in primo piano. È la nuova sfida dei social network che le donne dedicano a sé stesse e al supporto che trovano l’una nell’altra. #WomenSupportingWomen è un inno alla sorellanza e alla bellezza personale, dove nessun filtro è accettato, tranne quello retrò del black & white. Ogni donna che viene nominata, come qualsiasi catena social insegna, deve mettersi in gioco e nominare a sua volta altre donne che sono fonte di stima, affetto e ispirazione.

Challenge accepted. #WomenSupportingWomen Let’s raise each other up.

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#WomenSupportingWomen, le celebrità senza filtro

Già da lunedì Instagram è stato invaso da bellezze di ogni angolo del pianeta e l'hashtag è arrivato ad essere utilizzato da oltre 7 milioni di utenti. Qualcuno dice che tutto sia nato in solidarietà alla presa di posizione di Alexandria Ocasio-Cortez che ha denunciato in pubblico di essere stata chiamata fottuta p*****a da un collega. L’inizio di questa challenge, però, sembrerebbe essere iniziata qualche giorno prima, dall’account di una giornalista brasiliana, Ana Paula Padrāo, che per prima ha scattato un selfie al naturale.

Desafio aceito, @danicachich ! #womensupportingwomen Foto: @marcus.steinmeyer 👏👏👏

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Senza nessun giudizio o finzione, qualunque donna è chiamata a mostrarsi, rinunciando per una volta a quella miriade di filtri che Instagram ci mette a disposizione e che contribuiscono quotidianamente a invadere il web di corpi impossibili. Il tam tam è partito dagli Usa, dove migliaia di attrici hanno postato selfie taggando le colleghe. Eva Longoria, Charlize Theron, Kate Hudson, Cindy Crawford, Jennifer Aniston, il red carpet holliwoodiano non si è tirato indietro nella sfida tutta al femminile. Anche in Italia l’iniziativa ha preso piede e in pochi giorni è diventata virale: Chiara Ferragni, Laura Pausini, Alessia Marcuzzi, Bebe Vio, Thony, Federica Pellegrini, sono solo alcune delle celebrità che hanno aderito a #womensupportingwomen. Dal mondo dello sport a quello dello spettacolo, non ci sono differenze nel condividere un unico obiettivo: quello delle donne che supportano le altre donne.

La lunga strada verso la solidarietà tra donne

Ma al di là del lato social dell’iniziativa, la sorellanza esiste davvero? Anche in questo caso le polemiche non mancano. C’è chi lamenta dell’esclusione che il genere fa delle persone transgender, altri della mancanza di scatti di persone disabili. Fuori dai riflettori sappiamo quanto il reale supporto tra donne sia una materia che è solamente in divenire. Sappiamo bene, infatti, che soltanto negli ultimi tempi le donne stanno facendo fronte comune nell’affrontare problemi condivisi: le molestie sessuali, le discriminazioni sul lavoro, il body shaming.

La scoperta di una sorellanza proficua per uscire dal guado in cui il genere femminile è bloccata da millenni è ancora fragile e cammina su un percorso tutt’altro che scontato. Sia chiaro, ogni iniziativa in questo senso è ben accetta e auspicabile, l’importante è che al di là dello schermo di uno smartphone ogni donna mantenga il coraggio di alzare la propria voce quando un’altra è costretta a subire un abuso. Come il #MeToo ha insegnato al mondo intero, le cose cambiano soltanto quando il dolore di una sola, diventa il dolore di tutte. Il cammino è ancora lungo, ma se una foto in bianco e nero può iniziare a tracciare un solco per le nuove generazioni, condividetene tutte.