11 Settembre 2021
12:11

Vene varicose: quali sono le cause e i trattamenti per curarle

Le varici colpiscono oltre sette milioni di italiani e per lo più donne. Si tratta di una dilatazione delle vene degli arti inferiori provocata da un ristagno del sangue e da un cattivo funzionamento del sistema circolatorio. Quali sono i sintomi e soprattutto come si curano e quando è necessario l’intervento chirurgico lo abbiamo chiesto al dottor Domenico Baccellieri.
Intervista a Dott. Domenico Baccellieri
Chirurgo vascolare a capo del Vein Center dell'IRCCS San Raffaele di Milano.
A cura di Francesca Parlato

Si tratta di una delle malattie più diffuse a livello mondiale, ma molto, troppo, spesso è bollata soltanto come un inestetismo e per questo sottovalutata. Le vene varicose o varici come si legge sul sito dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, sono delle "dilatazioni abnormi e sacculari delle vene, soprattutto degli arti inferiori, che spesso assumono un andamento tortuoso". In Italia circa 7 milioni di persone soffrono di questa patologia e nella maggior parte dei casi si tratta di donne. Le varici interessano prevalentemente le gambe e quasi sempre all'inizio sono completamente asintomatiche. In estate l'aumento delle temperature comporta una vasodilatazione e questo può provocare un peggioramento delle varici. Di colore blu o viola scuro queste vene dilatate, come si legge sul sito dell'Istituto Superiore di Sanità, possono avere diverse cause come sovrappeso, gravidanza, predisposizione genetica, ma quella forse più comune è la postura: questa patologia solitamente colpisce infatti chi si trova a passare molte ore della giornata in piedi o con le gambe accavallate. Ma se non sono solo un inestetismo che problemi portano le vene varicose? Dato il loro esordio asintomatico, spesso le persone che ne soffrono non si rivolgono subito ad un medico per curarle, mentre un loro trattamento tempestivo è in grado di prevenire l'insorgere di complicazioni come flebiti, trombosi, embolie polmonari, emorragie, infezioni, eczema da stasi e ulcere alle gambe. Oggi esistono diversi rimedi per trattare le varici, alcuni per trattare la malattia allo stadio iniziale, come le calze a compressione graduata, gli integratori o il semplice riposo, altri invece eliminano il problema, come l’intervento chirurgico. Vediamo quali sono i sintomi e quali sono i trattamenti per eliminare e curare le vene varicose.

Come capire se si hanno le vene varicose: sintomi e dolore

"Le vene sono i vasi che portano il sangue al cuore e sono dotate di valvole, se queste valvole funzionano male, si ha un reflusso del sangue che torna e ristagna nelle zone più declive, provocando quindi una dilatazione delle vene degli arti inferiori" ha spiegato a Fanpage.it il dottor Domenico Baccellieri, chirurgo vascolare a capo del Vein Center dell'IRCCS San Raffaele di Milano. I primi sintomi che dovrebbero far scattare il campanello d'allarme sono gambe doloranti e pesanti, piedi e caviglie gonfi, bruciore o pulsazioni nelle gambe, crampo muscolari soprattutto di notte, secchezza, prurito e pelle sottile nella zona della vena interessata. "L'insufficienza venosa ha vari stadi sintomatologici che vanno da una sensazione di pesantezza diffusa all'arto a una sintomatologia più precisa, come dolore localizzato nella zona e a volte anche formicolii. Se le varici crescono e peggiorano è possibile anche che si inneschino dei fenomeni infiammatori come flebiti o tromboflebiti e in casi estremi il ristagno cronico di sangue nei tessuti vicino alle caviglie può anche provocare la formazione di ulcere". Quando le temperature si alzano molti notano un peggioramento della sintomatologia. "È vero perché con il caldo, quindi soprattutto in estate, aumenta la vasodilatazione e questo può peggiorare alcuni sintomi come edema, dolori e crampi". La diagnosi inizia con una valutazione clinica da parte del medico. "Poi si utilizzano tecnologie come l'ecocolor doppler che ci consente di valutare l'origine del problema e quali e quanti segmenti venosi sono interessati. Ma è molto importante una volta identificate tutte le zone di incontinenza andare a studiare sia il sistema venoso profondo che quello superficiale". Una valutazione completa della patologia comprende anche lo studio dell'addome: "Al suo interno infatti si trovano le vene iliache (dove confluisce il sangue proveniente dagli arti inferiori) che possono essere blandamente o severamente connesse alle arterie venose e in alcuni casi possono anche provocare un edema cronico". Nelle donne che hanno avuto una o più gravidanza il rischio di andare incontro a vene varicose aumenta: "La gravidanza infatti può incrementare la pressione a livello addominale e aumentare di conseguenza il sovraccarico di sangue a livello degli arti inferiori. Si tratta di una grossa messa alla prova del sistema venoso per una durata – 9 mesi – non proprio breve". 

Come eliminare definitivamente le vene varicose

A disposizione di chi soffre di varici ci sono diversi tipi di trattamenti. "All'inizio si agisce sui sintomi con norme comportamentali o farmaci e poi, se le varici peggiorano o se i primi tentativi non sono stati sufficienti si può scegliere di intervenire chirurgicamente, attraverso diversi tipi di operazioni, alcune anche mini-invasive". Se il paziente è fortemente dolorante, se oltre alle varici sono presenti anche alcuni sintomi correlati si può scegliere tra diversi tipi di interventi. "Accanto alla tecnica tradizionale, ovvero lo stripping, che consiste nell'asportazione chirurgica della piccola o grande vena safena, oggi abbiamo anche delle tecniche decisamente più nuove". Tra queste c'è ad esempio l'ablazione termica. "Questo tipo di intervento è finalizzato alla chiusura della piccola o grande safena, attraverso il calore. Si può effettuare attraverso la radiofrequenza oppure con il laser, il trauma è ridotto, l'invasività anche (non ci sono tagli chirurgici ma soltanto i ‘buchi' per far passare la sonda e si riduce anche il post operatorio)".

Come curare le vene varicose senza l’intervento chirurgico

Altre terapie a disposizione di chi soffre di vene varicose sono le ablazioni non termiche. "Ci sono le ablazioni con cianoacrilato: si tratta di un intervento non invasivo che incolla le pareti della vena grande safena. Si tratta di un intervento minii-nvasivo che non comporta incisioni e punti di sutura e che consente una ripresa praticamente immediata". Di ultimissima generazione è invece l'ablazione meccanochimica. "Viene inserito all'interno della vena un particolare dispositivo che prima la danneggia e poi somministra una sostanza sclerosante che occlude immediatamente la vena".

Consigli per alleviare il dolore delle vene varicose in modo naturale

Prima di ricorrere a un intervento è possibile sicuramente mettere in atto dei comportamenti e dei rimedi per alleviare almeno i sintomi. "La prima cosa da fare è ridurre il periodo di tempo in ortostatismo prolungato (ovvero in piedi)". Poi è utilissimo indossare delle calze elastiche dedicate: "La compressione graduata – maggiore a livello della caviglia e minore al polpaccio – aiuta infatti il reflusso del sangue e offre un supporto esterno all'insufficienza venosa. Riducendo il volume dell'arto le vene si comprimono e si favorisce un ritorno venoso e la riduzione dell'edema. Attenzione però a scegliere quelle che abbiano una certificazione europea". È molto utile, alla fine di una giornata passata in piedi, utilizzare dei cuscini sotto le gambe per sollevarle: "È consigliabile fare delle manovre di scarico degli arti quando siamo a riposo o dei blandi massaggi". Infine, prima ancora di ricorrere ai farmaci si può provare ad assumere degli integratori. "Prodotti naturali come gli estratti di frutti rossi o a base di sostanze come centella e rusco, possono migliorare il drenaggio degli arti inferiori. Poi ci sono altri integratori a base di diosmina o farmaci come la frazione flavnoica purificata che migliorano il funzionamento del microcircolo e la circolazione locale e riducono l'edema dei tessuti". 

Come prevenire la formazione delle vene varicose

Chi ha una predisposizione genetica a questo tipo di patologia, chi sa che nella sua famiglia esistono casi di vene varicose può mettere in atto alcuni comportamenti per provare a rallentare la comparsa delle varici. "Fare sport, evitare di passare troppe ore in piedi, evitare il sovrappeso e ridurre l'uso del sale e di alimenti che lo contengono, e in generale adottare uno stile di vita sano – conclude Baccellieri – Può prevenire l'insorgere delle vene varicose".

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
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