E' arrivata al termine la Paris Fashion Week dedicata all'Haute Couture, nell'ultima settimana sono state moltissime le Maison di fama internazionale che hanno presentato le loro collezioni di Alta Moda per l'Autunno/Inverno 2019-20. A chiudere l'evento, però, è stato Valentino, per l'occasione Pierpaolo Piccioli è riuscito a dare il meglio di sé, fondendo culture completamente opposte senza rinunciare all'eleganza senza tempo che da sempre caratterizza la griffe. In passerella, anche la supermodella Lauren Hutton, che a 75 anni ha sfilato al fianco delle 20enni.

Lauren Hutton sfila a 75 anni

Ricordate Lauren Hutton, la supermodella statunitense degli anni '80? Era il 1973 quando è diventata la prima top a firmare un contratto milionario con un brand di cosmetici, Revlon, e da allora la sua carriera non ha più subito neppure una battuta d'arresto, tanto da essere arrivata anche a lavorare nel mondo del cinema. Nelle ultime ore è tornata a calcare le passerelle, lo ha fatto per Valentino durante la Paris Fashion Week dedicata all'Haute Couture, dove ha sfilato al fianco delle 20enni senza avere paura di mettere in mostra rughe e segni del tempo. Ha incantato tutti con con la sua indiscussa bellezza, preferendo evitare il total black e indossando un abito verde bandiera, abbinato a degli stivali arancioni e a dei guanti rosso fuoco. Nonostante abbia 75 anni, continua a lasciare tutti senza parole con l'innato fascino, tanto da non avere nulla da invidiare alle colleghe molto più giovani. Insomma, Lauren ha dimostrato che anche per essere modella bisogna possedere un innato talento e, almeno fino ad oggi, non esiste qualcuno che sia riuscito a uguagliarla.

Valentino fonde le culture per esaltare l'individualità

Si è tenuta ieri a Parigi, per la precisione nei saloni dell’Hôtel Salomon de Rothschild, la sfilata della collezione Haute Couture per l'Autunno/Inverno 2019-20 di Valentino. Pierpaolo Piccioli, il direttore creativo della Maison, ha voluto esaltare il concetto di individualità, dando libero sfogo alla stravaganza, al superamento dei confini. Così facendo, è stato capace di descrivere le differenze tra culture completamente opposte, materializzando il concetto con colori accesi, ricami preziosi, originali applicazioni, silhouette, stili e volumi diversi. Romantici long dress, vestaglie, fantasie animalier, abiti nude look, sono solo alcuni dei capi simbolo della linea, completati con imponenti cappelli e gioielli maxi che ricordano civiltà lontane. "L’individualità è un atto di creazione e auto-creazione, ma anche di interpretazione. Ciò che si sviluppa in queste stanze, pertanto, è una storia che può assumere tanti significati quanti sono gli spettatori che la osservano. Tutti diversi, tutti validi. Ogni occhio, un percorso", ha spiegato lo stilista. A chiudere la sfilata, le instancabili sarte della Maison, ovvero le artefici delle meravigliose creazioni presentate in passerella, quelle che custodiscono nelle loro mani l'alta tradizione artigianali che da decenni è il tratto distintivo del brand.