Anche le coppie più affiatate quando si tratta di scegliere la meta della vacanza estiva possono andare in crisi. Dubbi amletici come mare o montagna, in due o con amici, viaggio organizzato o all'avventura possono creare scompiglio e rischiare di rovinare quei quindici giorni ritagliati tra un impegno di lavoro e l'altro. La parola d'ordine allora non può che essere una: compromesso. "Durante le terapie di coppia si raccomanda sempre di lavorare per trovare un compromesso – spiega la dottoressa Maria Claudia Biscione, psicologa e sessuologa – Cercare di accontentarsi reciprocamente, magari trovando un posto dove è possibile esaudire tutte le richieste. Oppure segmentare la vacanza, dividerla in due parti, in modo da favorire una volta l'uno e una volta l'altro".

1. Mettere tutto in chiaro

L'obiettivo, oltre a godersi le vacanze, è evitare che a settembre uno dei due abbia qualcosa da recriminare: "Gli animi a fine estate, quando si sta per rientrare nella solita routine, potrebbero essere particolarmente suscettibili. Per questo è meglio fare uno sforzo a monte". Esprimere sin dal principio le proprie intenzioni e anche le proprie frustrazioni, all'apparenza niente di più semplice, ma non così comune. "Meglio mettersi a tavolino e chiarire la propria situazione personale. Spiegare al proprio partner il proprio stato d'animo, il proprio livello di stanchezza e di stress. Un'esplicitazione sincera per minimizzare il rischio del conflitto". 

2. Abbandoniamo le solite abitudini

La vacanza dovrebbe essere un momento di stacco totale, un momento per tagliare i ponti con la solita routine: "Non dobbiamo portare noi stessi, con tutti i nostri meccanismi e le nostre abitudini anche in estate. La vacanza dovrebbe essere un momento in cui riusciamo a donare qualcosa di nuovo, laddove la quotidianità ci depriva". Proviamo allora a lavorare un po' anche sulle singole caratteristiche: "Cerchiamo di riequilibrarci suggerisce la dottoressa Biscione – se nella vita solitamente siamo degli orsi, un po' solitari, proviamo a socializzare di più. Se invece siamo abituati a stare in mezzo alla gente, proviamo a goderci la solitudine e la natura. Lavoriamo sugli opposti". E poi proviamo a renderci meno reperibili e molliamo un po' lo smartphone. "Dovrebbe essere un'autoimposizione che ognuno di noi dovrebbe darsi. Niente smartworking in vacanza e anche niente social". Disintossicarci da mail, Facebook e Instagram sarà riposante quanto la vacanza stessa: "Scompariamo per un po', scegliamo mete dove il telefono prende poco. Aiutiamoci a disintossicarci". 

3. Da soli o con gli amici?

Prima di decidere se partire da soli o con gli amici sarebbe bene fare un lavoro di riflessione sulla coppia e sul livello di stress: "Se nonostante la convivenza durante tutto l'anno non ci sono stati momenti di intimità o di vera condivisione, partire con degli amici potrebbe amplificare quel senso di ‘non essere abbastanza' per l'altro. – spiega la psicologa – In questi casi allora è meglio ritagliarsi una vacanza su misura per due". Se invece la coppia vive un momento di affiatamento, senza particolari problemi, non c'è nessuna controindicazione a una vacanza in compagnia.

4. Diamo centralità al sesso

E la vacanza, la scoperta di nuove mete, lo stravolgimento della routine deve essere anche un modo per dare maggior spazio alla sessualità: "Riprendiamo il senso della suggestione e della seduzione, cerchiamo nuovi stimoli, troviamo dei posti alternativi per fare l'amore. – suggerisce la dottoressa – Facciamo in modo che la sessualità sia un obiettivo della vacanza. Ma, attenzione, non in modo rigido o impositivo, ma come una possibilità per ritrovarsi. Dopo anni passati insieme è assolutamente normale infatti accusare un calo del desiderio". E anche se si viaggia con i figli, facciamo in modo da ritagliarci dei momenti di intimità: "Lasciamo spazio ai bambini, non restiamo troppo a loro disposizione e assolutamente ritagliamoci delle serate di libertà". 

5. Vacanze separate: quando fanno bene

Quando si sente parlare di vacanze separate subito si pensa a una cbppia in crisi. Ma non per forza partire da soli è sinonimo di rottura. "Le separazioni nella coppia possono essere sempre una grande opportunità – suggerisce la dottoressa – Funzionano però quando non ci sono ansie e insidie legate al possesso e alla gelosia. Se le coppie non hanno questo tipo di problemi fare vacanze separati può essere anche molto sano, soprattutto quando gli interessi non coincidono: ad esempio se uno dei due vuole fare trekking e camminate e l'altro invece stare sdraiato al sole tutto il giorno, limitare le proprie intenzioni in favore dell'altro rischierebbe di essere soffocante". Rispettare le passioni e gli interessi dell'altro dunque è sinonimo di grande salute e vita della coppia. "Vero è che se il tempo intero della vacanza è dedicato soltanto a se stessi, si rischia di aumentare il livello di disagio e di conflitto. Quindi se si programmano delle vacanze totalmente separati forse conviene provare a capire qual è il significato che questo bisogno sta evidenziando".

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
i