cancro al seno rallenta con proteina

La notizia della scomparsa di Kelly Preston, la moglie di John Travolta, a causa di un tumore al seno, riporta l'attenzione su questa patologia e soprattutto su quanto il capitolo prevenzione sia essenziale per la salute delle donne. In Italia, secondo lo studio presentato lo scorso settembre da AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e AIRTUM (Associazione Italiana dei Registri Tumori) il trend di guarigione per questo tipo di cancro è assolutamente positivo: a cinque anni dalla diagnosi la percentuale di sopravvivenza è pari all'87%, una media superiore anche all'Unione Europea. "Questa percentuale cresce, fino ad arrivare al 95%, per le donne che scoprono un tumore al seno in fase preclinica, prima cioè che il cancro manifesti alcun sintomo" ha spiegato a Fanpage.it il professor Paolo Veronesi, direttore della divisione clinica di Senologia Chirurgica dell'Istituto Europeo di Oncologia di Milano.

Prevenzione: quali controlli fare e a partire da che età

Prevenire il tumore, agire sul tempo prima che dia un segnale sospetto è l'obiettivo dei medici e di tutte le campagne di prevenzione degli ultimi anni. "Il nostro scopo è proprio arrivare prima che il cancro dia una manifestazione clinica. Per questo motivo io consiglio a tutte le donne asintomatiche di iniziare a fare i controlli a partire dai 35 anni di età". Il primo step è l'ecografia mammaria, da eseguire con cadenza annuale. "A 40 anni invece bisogna iniziare con la mammografia, da eseguire anche questa, una volta l'anno. Dai 50 anni in poi, una volta l'anno bisogna fare uno screening mammografico". Oltre a ecografie e mammografie è bene che tutte le donne, anche le più giovani, eseguano periodicamente l'autopalpazione: "A partire dai 25 anni tutte le ragazze devono iniziare a eseguire l'autopalpazione, che è molto utile anche per scoprire piccole cisti o noduli benigni. Ricordiamo però che il seno cambia consistenza e volumi a seconda del ciclo mestruale, per questo è bene farla una decina di giorni dopo la fine delle mestruazioni. Per eseguirla bisogna stare sdraiate con un braccio verso l'alto e palpare il seno, immaginandolo come una sorta di orologio, in ogni quadrante". 

I campanelli d'allarme

Anche se è importante eseguire periodicamente dei controlli, in modo da evitare che il tumore possa dare qualche segno prima di essere scoperto, ci sono sicuramente alcune anomalie che devono far scattare il campanello d'allarme e non ritardare neanche di un giorno una visita con uno specialista: "Noduli al seno, arrossamento dei linfonodi sotto l'ascella, eczema sul capezzolo e anche secrezioni di siero o di sangue dal capezzolo: sono tutti segnali di qualcosa che non va. Anche la ritrazione della cute della mammella ci deve fare insospettire: se alzando le braccia notiamo una piccola fossettina, è bene farsi visitare il prima possibile".

Tumore al seno: la familiarità

La medicina oggi è sempre più personalizzata non soltanto per quel che riguarda le cure, ma anche per la prevenzione. "La familiarità costituisce un fattore di rischio molto rilevante. Se nella propria famiglia ci sono stati casi di donne con tumore al seno è bene che il percorso di esami e screening sia mirato. L'ecografia dovrebbe essere svolta ogni sei mesi e in alcuni casi potrebbe essere richiesto anche di svolgere degli esami più approfonditi come la risonanza magnetica. Lo stesso discorso vale per le donne che sanno di avere una predisposizione genetica a questo tipo di malattia". 

I fattori di rischio: attenzione a dieta e alcolici

Anche l'alimentazione e lo stile di vita possono influire sulla comparsa di un cancro al seno. "Donne in sovrappeso o con sindrome metabolica o donne che fanno poca attività fisica hanno maggiori probabilità di andare incontro a questo tipo di malattia". Può accentuare il rischio anche l'esposizione a radiazioni ionizzanti: "Pensiamo a chi magari in giovane età ha dovuto lottare con un linfoma di Hodgkin e per ragioni terapeutiche è stata esposta a radiazioni: purtroppo per queste donne le probabilità di sviluppare, anche a distanza di anni, un tumore al seno è maggiore". E poi sempre a proposito dello stile di vita, oltre il fumo, secondo le ultime ricerche, anche l'alcol, se assunto in dosi massicce, in giovane età, può aumentare la predisposizione al tumore al seno: "L'alcol è un fattore di rischio particolarmente significativo, anche nel lungo periodo". Un leggero aumento del rischio si registra anche nel caso si seguano cure ormonali, come la terapia sostitutiva, per la menopausa: "Aumentando la durata dell'esposizione agli estrogeni della ghiandola mammaria, come anche nel caso di chi va incontro naturalmente a una menopausa tardiva, c'è un leggero aumento del rischio di contrarre questo tipo di cancro". 

Tumore al seno: come proteggerci

Costituiscono sicuramente delle buone abitudini uno stile di vita sano e un'alimentazione attenta e equilibrata: "Una dieta ricca di fibre vegetali e povera di grassi animali è un fattore di protezione importante per l'organismo". Anche gravidanza e allattamento possono diventare uno scudo per la prevenzione del tumore al seno: "Soltanto se avvengono in giovane età. Gravidanza e allattamento dopo i 30 anni possono far sì che il rischio di contrarre il cancro al seno non aumenti, ma purtroppo non proteggono da questo tipo di patologia". Il miglior modo per proteggerci è senza alcun dubbio la prevenzione: "Non dimentichiamo di fare gli esami e non facciamoci prendere dalla paura –rassicura il professor Veronesi – il tumore al seno oggi, soprattutto se scoperto tempestivamente, prima che dia alcun segnale, si può curare". 

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