Quando si compra un cosmetico bisogna tenere in considerazione diversi fattori: oltre al suo utilizzo e quindi ai requisiti necessari per le nostre esigenze è bene leggere le etichette per conoscere gli ingredienti contenuti, ma anche verificare se per produrre tale prodotto sono stati eseguiti test sugli animali.

La legge che vieta i test sugli animali

I cosmetici cruelty free, ovvero quelli che non hanno utilizzato i test su animali in fase di produzione, sono sempre più diffusi dal momento che nel 2013 è stata finalmente approvata la legge che vieta la sperimentazione e l'importazione di ingredienti cosmetici testati su animali. Il processo che ha portato a tale divieto è stato lungo: nel 2009 era stato posto il divieto di testare il prodotto finito, ma rimanevano possibili 5 tipologie di sperimentazione piuttosto invasive come tossicità per uso ripetuto, tossicità riproduttiva, cancerogenesi, sensibilizzazione cutanea e tossico cinetica. Nel 2013 invece, è stato imposto il divieto totale di sperimentazione sulle materie prime, la cui importazioni dai paesi Extra UE è altresì vietata.

Come fare per sapere se un cosmetico è cruelty-free

La maggior parte dei cosmetici che non è testati sugli animali riporta sul packaging un simbolo che rappresenta un coniglio, denominato Leaping Bunny e riconosciuto a livello internazionale. Bisogna quindi controllare le etichette e fare attenzione alle indicazioni riportate. Come sottolinea la LAV, diciture come “Dermatologicamente testato”, Microbiologicamente testato” o “Clinicamente testato” non indicano affatto che non siano stati svolti test su animali. Per essere certi si può consultare la guida online, oppure scaricare l'App Cruelty Free che riporta la lista completa dei marchi che non testano i loro prodotti sugli animali.

I metodi alternativi

Nel corso degli anni la tecnologia si è evoluta e sono stati messi a punto diversi metodi per testare i prodotti che non coinvolgono la sperimentazione animale: secondo quanto riportato da ABC Cosmetici infatti, sono stati sviluppati ben cinque metodi alternativi  che hanno già ricevuto la convalida da parte del Centro Europeo di Convalida dei Metodi Alternativi (ECVAM). Tra questi ci sono ad esempio un metodo per la valutazione della corrosione cutanea, un metodo per la misura della fototossicità e un metodo in-vitro per la valutazione dell’irritazione cutanea che garantiscono la totale sicurezza del prodotto.