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Sindrome premestruale: perché il ciclo influenza il nostro umore

Una settimana prima dell’arrivo delle mestruazioni iniziano i dolori al seno, i crampi addominali e anche le variazioni d’umore. Ci sentiamo più nervose o irascibili. Sono tutti sintomi tipici della sindrome premestruale. Alla ginecologa Stefania Piloni e alla psicologa Federica Bonazzi, abbiamo chiesto cosa è e come trattarla.
Intervista a Dott.ssa Stefania Piloni
Ginecologa e docente presso l'Università degli Studi di Milano
A cura di Francesca Parlato
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Arriva più o meno una settimana prima delle mestruazioni. In alcune si manifesta con una tensione al seno, altre vedono la pancia gonfiarsi come un palloncino, in altre ancora i sintomi sono meno fisici e più umorali, e si sentono più sensibili o più irritate. La Sindrome premestruale esiste e non dobbiamo far finta di niente soltanto perché qualcuno ce la rigetta addosso come un boomerang, accusandoci di non essere obiettive o di essere troppo emotive o peggio ancora lamentose. Anche se non esiste una regola valida per tutte, dodici volte l'anno i sintomi della PMS (Premenstrual Syndrome) si fanno sentire, in maniera più o meno significativa. "La PMS è la variazione di alcuni fenomeni, sia fisici che emotivi, che riguardano il periodo tra l'ovulazione e la mestruazione. Arriva più o meno 7 giorni prima del ciclo. Il nostro corpo si predispone a quella che potrebbe essere la maternità (anche se non la stiamo neanche immaginando) attraverso il picco di due ormoni, il progesterone (come si capisce dal nome pro-gestazione) e la prolattina (ormone altamente stressogeno che dovrebbe preparare la mammella all'allattamento)" ha spiegato a Fanpage.it la dottoressa Steafania Piloni, ginecologa e docente all'Università degli Studi di Milano.

Gli ormoni nella PMS

Qualche giorno prima delle mestruazioni, di solito intorno al 20esimo giorno se il nostro ciclo ne dura 28, iniziano i primi sintomi. "Con l'aumento del progesterone, il corpo si comporta come se dovesse nutrire un embrione all'interno dell'utero e per questo lo vediamo letteralmente gonfiarsi come un palloncino". Un altro sintomo caratteristico riguarda invece la tensione e il dolore al seno. "In medicina si chiama mastodinia, ed è causata proprio dall'aumento della prolattina. Per molte donne soltanto sfiorare il seno è fonte di dolore e anche nella sessualità il seno e il capezzolo diventano assolutamente intoccabili". Altri sintomi, meno frequenti, possono essere la cefalea, soprattutto nelle donne che già normalmente soffrono di emicrania, e la variazione alimentare: "Si ha voglia di mangiare cose meno sane, come le patatine o dei dolci a seconda delle proprie preferenze"

Sindrome premestruale e sbalzi d'umore

Ma lo sbalzo ormonale, il picco di progesterone e prolattina, provoca un altro sintomo tipico della sindrome premestruale: l'oscillazione dell'umore. E non bisogna vergognarsene o farsene una colpa: è assolutamente normale sentirsi di umore variabile, tra il sensibile e l'irritato, qualche giorno prima che arrivino le mestruazioni. E poi c'è quella sensazione di stanchezza che pure fa parte della PMS e che influisce ovviamente anche sull'umore. "Le donne che già hanno un livello di stress particolarmente alto solitamente  elevato, quando sentono che il flusso sta arrivando e che gli creerà ancora più spossatezza, diventano irritabili e talvolta anche aggressive". Per altre donne invece la PMS è fonte di tristezza, in alcuni casi tanta da sfiorare la depressione: "Molte donne – spiega la ginecologa Piloni – Soprattutto ai primi cicli mestruali si sentono emotivamente più fragili e sensibili".

Il disturbo disforico mestruale

Se la sindrome premestruale colpisce una percentuale altissima di donne, che oscilla dal 30 all'80%, esiste invece una sua forma più grave, il disturbo disforico mestruale, che colpisce una percentuale di donne compresa tra il 2 e il 10%. Come ha spiegato a Fanpage.it la psicologa Federica Bonazzi "Si tratta di un disturbo a tutti gli effetti, classificato come tale anche nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali DSM-5. Nella fase post ovulatoria, prima dell'arrivo del sangue, alcune donne hanno una vera e propria depressione. E anche se è più frequente nelle persone che sono soggette a lievi depressioni o disturbi della personalità, può succedere che ne soffrano anche donne che invece non hanno altri tipi di disturbi". Potremmo definirla una depressione a tempo che termina non appena arrivano le mestruazioni. "La manifestazione clinica presenta sintomi come disturbi del sonno, inattività, calo di energia, assenza di piacere. Una volta che il ciclo arriva si risolve spontaneamente".

Soffri di PMS? Nessuna vergogna

Anche se limitata nel tempo, la sindrome premestruale può avere i connotati a tutti gli effetti della depressione e per questo, per la sua gestione, gioca la sua parte anche il contesto in cui ci troviamo. "Se l'ambiente intorno ci colpevolizza e ci fa credere che sia colpa nostra se stiamo male – spiega la psicologa –  Il nostro stato d'animo non migliorerà, anzi, rischiano di accentuarsi i tratti emotivamente più fragili". Spesso il disturbo disforico premestruale è difficile da diagnosticare, viene confuso e trattato come la classica depressione, ma senza successo. "Proviamo allora nei giorni prima delle mestruazioni a renderci la vita più facile, deleghiamo qualche responsabilità se possibile, rimandiamo gli impegni che ci comportano più fatica (visto che uno dei sintomi della PMS è proprio la stanchezza) e creiamoci un ambiente confortevole" suggerisce la psicologa. Esattamente come facciamo per il corpo, come quando evitiamo di indossare abiti troppo stretti se abbiamo mal di pancia o dolore al seno, esattamente dobbiamo fare per la mente.

Come trattare la PMS: magnesio e agnocasto

Per limitare i sintomi fisici della sindrome premestruale l'alleato più importante è sicuramente il magnesio. "Questo minerale va preso prima delle mestruazioni, una quantità di circa 300 mg al giorno (da concordare con il proprio medico) ed è in grado di dare beneficio a tutto il corpo – assicura la dottoressa Piloni – Fa bene per il seno e per i crampi addominali. Possiamo assumerlo sia sotto forma di integratori che aumentare nella nostra dieta gli alimenti che lo contengono (noci, pesce, vegetali verdi)". Dalla fitoterapia invece ci viene in aiuto l'agnocasto, perfetto per le cefalee e per le variazioni umorali: "L'agnocasto – continua la ginecologa Piloni – È la pianta più studiata in assoluto per contrastare la sindrome premestruale, oltre a essere un toccasana per le emicranie, ha la stessa efficacia degli psicofarmaci (ma senza effetti collaterali) sull'umore. Mitiga l'irascibilità e la fragilità. Va assunto 7-8 giorni prima delle mestruazioni".

Il miglior rimedio per la Sindrome Premestruale

Uterine. Quando si vuole offendere una donna si usa questo termine per alludere al fatto che le sue decisioni e le sue scelte possano essere influenzate dagli ormoni e non dalla ragionevolezza. Ma con gli sbalzi ormonali siamo abituate a conviverci. "Il nostro cervello – spiega la psicologa Bonazzi – dialoga in continuazione con le nostre ovaie, proprio perché le alterazioni ormonali fanno parte del ciclo femminile. E per questo sappiamo perfettamente gestirle, a differenza invece degli uomini che davanti a un'emozione forte rischiano di non saper come reagire, essendo proprio meno abituati alle variazioni ormonali". Soffrire di sindrome premestruale è assolutamente normale: avvertire stanchezza, irascibilità e tristezza, qualche giorno prima dell'arrivo del flusso, altrettanto. "In una scala da uno a cento, in certi giorni saremo 90 e in altri 20 – conclude la psicologa – E anche se la società che ci circonda ci vuole sempre al top, in ogni ruolo, magre, belle, lavoratrici, madri perfette, dobbiamo accettare, noi per prime, che possiamo non essere sempre all'apice e iniziare da questa consapevolezza a costruire un rapporto sereno con noi stesse".

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
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