– Di solito sono attratto da donne più curate, ma tu mi piaci lo stesso.
– Mi piace uscire con gente molto colta
ma sono sicuro che anche io e te possiamo avere tante cose in comune.
Sei davvero in forma, anche se nulla in confronto alle mie amiche della palestra.
Cosa hanno in comune tutti questi "complimenti"? Che non sono complimenti. In inglese si definisce negging ed è proprio il modo ambiguo in cui una persona si rivolge a un'altra (a scopo seduttivo) dicendole frasi soltanto apparentemente gratificanti. "In realtà il contenuto delle parole poi è sempre squalificante – spiega la psicologa e sessuologa Maria Claudia Biscione –  E chi le riceve resta sempre interdetto". Da un lato infatti il destinatario di queste frasi si sente gratificato e lusingato, dall'altro però avverte chiaramente l'elemento distruttivo.

La doppia comunicazione

"Mi piaci ma …", la frase inizia come un complimento e poi arriva il ma, la congiunzione avversativa che anticipa e che dovrebbe subito far scattare il campanello d'allarme, perché la seconda parte del discorso sarà tutt'altro che una lusinga. "La persona che si comporta così tende a sottolineare sempre un aspetto negativo, quasi sempre per esercitare un potere sulla persona con cui sta interagendo". Con un approccio di questo genere il livello di dialogo è doppio: "Si comunica un senso di accettazione nonostante il difetto. Come se dicesse ‘Tu non vali molto ma io ti sto facendo comunque un complimento e per questo devi essere grata'".

Negging e manipolazione

Il negging è una tecnica manipolatoria, quasi sempre messa in atto dagli uomini nei confronti delle donne, ed è sempre attuata in maniera consapevole: "Chi si comporta così ha ben chiaro l'obiettivo che vuole raggiungere. Ed è perfettamente cosciente dell'effetto di squalifica che sta mettendo nella sua frase". Con le sue parole infatti vuole denigrare l'altro ma allo stesso tempo agganciarlo, condurlo verso di sé. "Fa leva sulle insicurezze, sulla scarsa autostima del suo interlocutore, Gli fa capire che nonostante non sia corteggiabile, lo sta comunque corteggiando". Ma anche se tutta la manipolazione sembra giocarsi sulla bassa autostima di chi riceve questi finti complimenti, in realtà il negging rivela anche una grande insicurezza in chi lo fa: "Comportarsi in questo modo è indice di scarsa sicurezza in sé stessi, scarso interesse verso la persona a cui ci stiamo rivolgendo e anche scarsissime capacità seduttive reali. – chiarisce la psicologa – Chi attua un intento manipolatorio o denigratorio probabilmente ha una personalità inconsistente e ha bisogno di avere un senso di supremazia sull'altro". E quasi sempre il negging è un preludio a una relazione tossica: "Una storia che inizia in questo modo sarà tutt'altro che rose e fiori. Se il manipolatore ti ha agganciato su dei limiti personali, sulle insicurezze, sulle fragilità, il rapporto resterà sempre strutturato su questa dinamica".

Negging: come riconoscerlo

L'effetto del negging è disturbante. "Si sente come una morsa nella pancia. Si avverte che la frase rivolta non è positiva. Non ci si sente a proprio agio nel ricevere questo tipo di parole. La persona che lo riceve si sforza di sorridere perché si sente agganciata dal complimento e al tempo stesso crede di non meritare ulteriori commenti positivi". Per capire se si tratta di negging chiediamoci se noi avremmo detto quella frase. "Guardiamoci dall'esterno. Se la risposta è no, usiamo la parte negativa della frase e rispediamola al mittente. Rimettiamo la palla al centro. E usiamo la dimensione del merito, per spiegare subito all'altra persona che meritiamo di più di questo finto complimento, di queste frasi stupide, offensive o povere". Soprattutto durante i primi appuntamenti non ci dovrebbe essere spazio per critiche o frasi denigratorie:"Accogliere l'altro vuol dire accoglierlo per quello che è. L'amore è anche benevolenza. E lo è ancora di più all'inizio di una relazione: se una persona che ci conosce poco tende a sottolineare i nostri difetti, non vuol dire certo che ci vuole fare del bene o che ci vuole spronare a migliorare". Evitiamo allora di tacere e di non rispondere a questi insulti mascherati da complimenti e di pensare che quello che ci è stato detto è comunque qualcosa di positivo: in questi casi non dobbiamo guardare il bicchiere mezzo pieno. Dopo un complimento nessun ma può essere ben accetto.

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