Tecnicamente si definisce atrofia della mucosa vaginale, ma il nome più comune è secchezza vulvare o vaginale. Si tratta di un problema estremamente comune tra le donne, soprattutto in menopausa, che può provocare difficoltà e fastidi nei rapporti sessuali – fino a renderli addirittura impossibili – e disturbi dell'apparato urinario, come ad esempio cistiti ricorrenti. "È anche detta sindrome genito urinaria della menopausa – spiega a Fanpage.it la ginecologa Manuela FarrisEd è causata dall'abbassamento del livello di estrogeni che si verifica con la cessazione delle mestruazioni". Gli ormoni infatti stimolando le secrezioni cervicali mantengono a un livello normale l'elasticità dei tessuti, quando iniziano a calare le secrezioni diminuiscono e di conseguenza la mucosa inizia un processo di atrofizzazione.

Quali sono i sintomi della secchezza vaginale

Il sintomo principale della secchezza vulvare è il dolore durante i rapporti sessuali. "Molte donne avvertono dapprima difficoltà nella penetrazione, non essendoci lubrificazione, e poi veri e propri dolori durante i rapporti, tanto che per loro diventa davvero impossibile averne". Anche la visita ginecologica diventa difficile. "L'esame con lo speculum per le donne che soffrono di questo problema può essere molto doloroso". Infine anche le cistiti sono estremamente comuni per chi soffre di secchezza vaginale.

Le cause della secchezza vulvare in menopausa

La prima causa è sicuramente l'abbassamento degli estrogeni. "Quando questi ormoni iniziano a calare gli effetti si fanno subito sentire sulla lubrificazione della mucosa". Solitamente il calo di questi ormoni avviene sia nella fase precedente che durante la menopausa. "Chi però è carente di questi ormoni può riscontrare problemi di secchezza anche senza essere in menopausa" spiega la ginecologa. Altri fattori che possono contribuire alla secchezza vaginale sono il fumo, le malattie cardiovascolari, l'ipertensione e il diabete. "Sono tutti elementi che hanno a che fare con l'irrorazione vaginale. E per questo motivo possono provocare anche prematuramente una secchezza". Altri casi, ma sono estremamente rari, riguardano invece una disfunzione dei nervi. "La causa potrebbe risiedere in un problema legato all'innervazione della vagina. Ma fortunatamente si tratta di casi che non si verificano molto spesso". Anche alcuni tipi di pillole anticoncezionali possono provocare nelle più giovani un problema di scarsa lubrificazione. "Di solito si tratta di pillole a basso dosaggio ormonale (quindi con pochi estrogeni) che possono presentare questo effetto collaterale".

I rimedi per la secchezza intima

La Società Italiana per la Menopausa indica tre possibilità per chi soffre di questo problema. "Abbiamo l'utilizzo di ormoni per via locale, quindi degli ovuli a base di estrogeni leggeri, ovvero l'estriolo, che non va in circolo ma agisce direttamente a livello della mucosa" spiega la ginecologa. Per le donne che invece per diversi motivi non possono seguire terapie a base ormonale è necessario ricorrere a dei lubrificanti, che possono essere di due tipi diversi. "Ci sono dei lubrificanti locali oppure gli idratanti. Si tratta di rimedi, non farmacologici, da utilizzare a seconda della tipologia di secchezza vulvare". I lubrificanti vanno usati al momento del rapporto: "Sono indicati per quelle donne che hanno una secchezza più lieve e servono a facilitare la penetrazione e a prevenire il dolore. Di solito si consigliano alle donne giovani che soffrono di secchezza come effetto collaterale della pillola". Gli idratanti invece sono per un uso quotidiano. "L'OMS ha stabilito che questo tipo di prodotto debba avere delle caratteristiche molto precise: il ph deve avere un valore compreso tra 3,8 e 4,5, la glicerina deve essere in una percentuale compresa tra l'8,3 e il 9. Valori differenti potrebbero infatti rendere queste creme irritanti e aumentare il rischio di infezioni batteriche". Le creme idratanti devono essere applicate quindi tutti i giorni dalle donne che soffrono di secchezza vaginale. "Dobbiamo pensarle come parte della nostra routine giornaliera. Questo tipo di creme contengono anche acido ialuronico, che aderisce alla mucosa e forma una sorta di barriera, migliorando il trofismo della vagina". Questo tipo di prodotto è adatto soprattutto per le donne in menopausa, per facilitare i rapporti. "Chi ha uno stadio piuttosto avanzato di sindrome genito urinaria dovrebbe utilizzare sia la crema idratante che il lubrificante prima dei rapporti".

Il laser vaginale

La terza opzione per le donne che soffrono di secchezza vaginale è il laser. "Si tratta di un laser specifico che serve a ripristinare il collagene a livello della vagina e a contrastare sia l'atrofia che la secchezza". La terapia consiste in tre sedute a distanza di un mese l'una dall'altra. "Non esiste ancora un protocollo standard. Di solito sono tre, al massimo quattro sedute. Ognuna della durata di venti minuti. Si tratta di un rimedio piuttosto definitivo, anche se di solito si accompagna comunque all'uso di idratanti. Ma molto dipende dalla riposta della paziente. Alcune addirittura riescono a smettere di usare del tutto sia lubrificanti che creme perché riescono a ritornare a una situazione come quella pre menopausa". Non ci sono controindicazioni, il laser terapia vaginale non prevede anestesia ed è completamente indolore. "Le uniche accortezze da seguire nei sette giorni successivi al laser riguardano l'uso di bicicletta o cyclette, evitare di andare a mare o fare il bagno e evitare rapporti sessuali. Passati i sette giorni si può riprendere a fare tutto".

Prevenire la secchezza vaginale è possibile?

La secchezza vaginale, soprattutto quando causata dalla menopausa, è difficile da prevenire. È legata al calo degli estrogeni e si tratta di un evento fisiologico. "L'unico modo per prevenirla è iniziare una terapia ormonale già quando si sta entrando in premenopausa. La terapia diventa un ponte fino alla menopausa vera e propria e i problemi di secchezza vaginale si riducono al minimo". Il consiglio è quindi non sottovalutare i primi dolori e fastidi durante i rapporti sessuali. "Nel momento in cui ci rendiamo conto che abbiamo dei piccoli fastidi rivolgiamoci subito al nostro ginecologo di riferimento".

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