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6 Agosto 2020
07:00

Punture di medusa: il dermatologo sfata falsi miti e spiega cosa fare

Le punture di medusa sono uno degli ‘incidenti’ più frequenti in estate. Per non farsi trovare impreparati è sempre meglio avere in borsa delle creme che siano in grado di bloccare immediatamente l’infiammazione. Il professor Antonino Di Pietro, dermatologo, spiega quali sono le pomate più efficaci e gli errori da non commettere.
Intervista a Prof. Antonino Di Pietro
Dermatologo e direttore dell'Istituto Dermoclinico di Milano
A cura di Francesca Parlato
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Diciamolo subito: l'urina non ha alcun effetto sulle punture delle meduse. Dimenticate quell'episodio di ‘Friends' in cui Monica è costretta a dover chiedere a Chandler e Joey di soccorrerla per lenire il bruciore. Ci sono altri rimedi decisamente più scientifici e funzionanti per poter interrompere il dolore. "Le meduse rilasciano una sostanza estremamente urticante – ha spiegato a Fanpage.it il professor Antonino Di Pietro, dermatologo e direttore dell'Istituto Dermoclinico di Milano – Quando ci scontriamo con una medusa è come se versassimo dell'acido muriatico o dell'olio bollente sulla pelle. Si tratta di una sostanza che appena entra in contatto con la pelle è in grado di distruggerla. Per questo sentiamo immediatamente una sensazione di bruciore: i vasi capillare si dilatano moltissimo, la pelle diventa subito rossa e immediatamente si formano delle bolle. Tutto avviene in una manciata di minuti dal contatto. E nel giro di un giorno le bolle si gonfiano fino a rompersi e diventare poi delle croste". 

Cosa possono provocare le punture di medusa

Oltre al bruciore che si prova sul momento, il rischio più grande è che le punture di meduse lascino dei segni permanenti: "Il veleno è in grado di penetrare velocemente e in profondità nella pelle. E se non lo blocchiamo in tempo e lo lasciamo penetrare troppo a fondo, è in grado di causare un'infiammazione molto potente, che può distruggere le cellule. E di conseguenza nei giorni e nelle settimane successive, cadute le croste, resteranno cicatrici e macchie, spesso permanenti". Una reazione simile a quella che avviene in seguito a un'ustione.

Rimuovere il veleno delle meduse dalla pelle

Il più grande errore che possiamo commettere subito dopo un incontro ravvicinato con una medusa è buttarci sotto la doccia: "Il veleno della medusa, quella caratteristica sostanza gelatinosa, è piena di acqua di mare – chiarisce il professor Di Pietro – E se ci facciamo una doccia di acqua dolce, per il processo di osmosi l'acqua salata del veleno attirerà a sé l'acqua dolce, la gelatina si gonfierà e il veleno si espanderà ancora di più nella pelle". Meglio allora restare a mare – anche se molto probabilmente non se ne avrà alcuna voglia – e rimuovere il gel con un coltello (dal lato non tagliente) oppure con una carta (come la tessera del supermercato).

Punture di medusa: cosa fare

Una volta ripulita la parte scottata dalla gelatina è importante immediatamente applicare una crema lenitiva. "Dopo aver asciugato la parte lesionata, bisogna immediatamente spalmare la crema. Le più efficaci sono quelle a base di cortisone, che è in grado di bloccare il processo infiammatorio". Non lesinate sulla crema: se vi ha punto una medusa, spalmatene un'abbondante quantità sulla zona ferita. "Per farla penetrare più velocemente si può utilizzare la pellicola trasparente, oppure se non l'avete a portata di mano, una busta di plastica da avvolgere sulla ferita: in tale modo si creerà un'occlusione che farà penetrare più efficacemente la crema". Questa medicazione deve essere tenuta per un arco di tempo che va dalle 4 alle 6 ore: "Prima si fa quest'operazione, prima l'infiammazione verrà bloccata e minor danno si avrà". Allo stesso tempo potrebbe essere molto utile usare delle borse del ghiaccio: "Il ghiaccio chiude i vasi capillari e aiuta a fermare l'avanzare dell'infiammazione".

La crema di alukina per curare le punture

Anche se non dovrebbe mai mancare nella borsa da mare, può capitare di essere sprovvisti di una crema al cortisone. In questo caso possiamo sfruttare le proprietà dell'alukina, una sostanza che solitamente si utilizza per la dermatite seborroica, ma che ultimamente si trova più di frequente visto che viene utilizzata per curare le dermatiti ai lati del naso causate dalla mascherina. "Si tratta di una novità. Proprio recentemente è stato infatti scoperto che l'alukina è molto utile per le punture di insetti e meduse. Anche in questo caso, come la crema al cortisone, è consigliabile, una volta applicata, creare un'occlusione attraverso buste di plastica o pellicola". 

Cosa fare i giorni dopo la puntura

Molta attenzione deve essere posta anche nei giorni successivi alla puntura. "Se vediamo che le bolle si stanno riempiendo di pus vuol dire che la ferita si sta infettando. In questo caso allora meglio mettere anche delle creme antibiotiche". Se invece non c'è il pus nell'arco di un paio di giorni si formeranno le croste, che se tenute ben asciutte, entro 10-15 giorni al massimo cadranno da sole. E infine un ultimo sacrificio: "Anche se è può essere davvero difficile è molto importante evitare di stare al mare o stare troppo tempo esposti al sole. Dopo una puntura di medusa, soprattutto se particolarmente importante è meglio restare qualche giorno al fresco".

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
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