Sappiamo tutto su come allenare gli addominali e i glutei, conosciamo perfettamente dove si trovano i deltoidi e i bicipiti, ma la maggior parte di donne e uomini quando sente parlare di pavimento pelvico a stento sa dove sia collocato. Eppure è essenziale per almeno due funzioni vitali: la sessualità e il controllo di feci e urine. Per saperne di più abbiamo interpellato la dottoressa Violeta Benini, ostetrica e come ama definirsi, "Divulvatrice", che ogni giorno su Instagram, alle sue quasi 150milla follower spiega attraverso stories e post perché è importante non sottovalutare questa parte del corpo. «Il pavimento pelvico, chiamato anche perineo, è un insieme complesso di muscoli, fasce connettivali e legamenti che si inseriscono in vari punti del bacino osseo. Qualcuno lo definisce anche come un vero e proprio organo a sé. Va a chiudere la cavità pelvica e ha tantissime funzioni: permette l'equilibrio del nostro corpo, sostiene gli organi pelvici, permette la continenza di urine, feci e gas ed è importante anche in relazione all'evacuazione. Infine la sessualità: alcuni dei suoi muscoli sostengono i corpi erettili della clitoride e del pene».

Pavimento pelvico: tutto quello che dobbiamo sapere

Noi donne siamo (o almeno dovremmo esserlo) abituate a fare un controllo ginecologico tutti gli anni, ma quasi a nessuna viene in mente di fare una visita per controllare lo stato di salute del nostro perineo. "Con la stessa cadenza dovremmo farci visitare da un professionista, ostetrica, fisioterapista, o anche infermiere specializzato, per fare una valutazione del nostro pavimento pelvico e capire come sta". Spesso infatti da una visita ci possiamo rendere conto se alcuni muscoli non si contraggono nel modo corretto e se abbiamo davvero consapevolezza di tutti i muscoli. "Quasi nessuno – spiega la dottoressa Benini – è in grado di contrarli tutti separatamente". Provateci ora mentre state leggendo: "Facciamo un test e proviamo a contrarre separatamente clitoride, sfintere anale interno, sfintere anale esterno e anche elevatore dell'ano. Se non riuscite a contrarli, se il muscolo non riesce a contrarsi per un lungo tempo o se non riuscite a fare delle ripetizioni o a rilassarvi, potrebbe essere consigliabile un percorso rieducativo".

Cosa succede se il pavimento pelvico non lavora bene

Il pavimento pelvico è coinvolto praticamente in tutti i movimenti del nostro corpo e un suo malfunzionamento può causare diverse problematiche: "Se non funziona bene sono diverse le disfunzioni a cui possiamo andare incontro. In primis l'incontinenza, poi abbiamo il prolasso, il dolore pelvico cronico (come anche il dolore durante la penetrazione o in fase di eccitazione), dolore durante e dopo gli orgasmi, disfunzioni erettili nell'eccitazione e difficoltà a raggiungere l'orgasmo, fino anche all'anorgasmia (situazionale e non) e anche emorroidi". Sono tante le persone che credono che i problemi legati al pavimento pelvico possano comparire soltanto dopo il parto o dopo la menopausa: "Purtroppo c'è ancora molta ignoranza su questo aspetto. A volte anche i professionisti sono convinti che il perineo possa dare problemi o avere delle disfunzioni soltanto dopo un parto o con la menopausa. Invece non è affatto così".

Le cause di un malfunzionamento del perineo

Non è facile fare un elenco delle cause che possono comportare una disfunzione del pavimento pelvico. Essendo infatti questo insieme di muscoli coinvolto in tantissimi movimenti del corpo, i motivi che possono causare una disfunzione sono dei più disparati, si va da abitudini quotidiane come cattiva postura o cattivo modo di stare seduti. "Se il nostro corpo si muove male o sta seduto male, anche il perineo si muoverà male e potrà essere soggetto a tensioni o contratture". Anche una scorretta respirazione può causare disfunzioni: "Poche persone – sottolinea la dottoressa e influencer Benini – Hanno una corretta respirazione diaframmatica. E se il diaframma respiratorio si muove poco durante il giorno, anche il perineo si muoverà poco". E poi c'è il riflesso del guardiano, ovvero quel riflesso che porta gli addominali a contrarsi quando aumenta la pressione addominale, ad esempio quando facciamo un colpo di tosse o uno starnuto: "Questa contrazione fisiologica dovrebbe portare a una contrazione del pavimento pelvico in modo che possa gestire questo aumento di pressione. Se questo riflesso manca, il perineo potrà rispondere male o non rispondere affatto".

Le cattive abitudini che fanno male al perineo

Anche il modo in cui andiamo in bagno può influenzare la salute del nostro perineo. "La posizione ideale -per tutti i bisogni- è quella alla turca sia per femmine che per maschi. Quando siamo seduti sul wc il nostro femore forma un angolo di 90 gradi con il corpo, in una posizione che lascia il muscolo pubo coccigeo in tensione, mentre sarebbe meglio che fosse più rilassato. Per questo motivo si suggerisce di usare un rialzino per ridurre questo angolo e per far somigliare la posizione da seduti sul wc più simile all'accovacciamento del bagno alla turca. È importante anche sapere che non bisogna mai spingere né per la pipì né per le feci. Bisogna aspettare lo stimolo, mai forzarlo o posticiparlo". Anche uno squilibrio ormonale può mettere in difficoltà il pavimento pelvico così come: "L'assunzione di alcuni estroprogesticini può incidere sull'elasticità dei muscoli perineali". Infine lo sport: "Alcune discipline ad alto impatto possono influenzare la salute del perineo. Penso alla corsa, all'equitazione, al ciclismo".

Pavimento pelvico: come si cura

L'abbiamo detto, bisognerebbe prendere l'abitudine di farsi controllare il pavimento pelvico almeno una volta l'anno. E nel caso di disfunzioni è fondamentale non perdere tempo. "Fino a qualche tempo si fa consigliava alle donne di fare da sole, senza alcuna spiegazione, i classici esercizi di Kegel. Ma io credo che prima di tutto sia necessario conoscere il proprio corpo, altrimenti rischiamo di peggiorare la situazione". No al fai da te dunque quando si tratta di perineo. "Meglio rivolgersi a uno specialista che ci spieghi come imparare a contrarre e muovere il pavimento pelvico in maniera consapevole. In molti si avvalgono dell'elettrostimolazione: si tratta di uno strumento utile ma non è in grado di insegnare alle pazienti la consapevolezza dei propri muscoli". Se il dolore ha una causa muscolare, una volta acquisito il controllo dei propri muscoli, nel giro di poche sedute si noteranno i miglioramenti. "Le mie pazienti già dopo due o tre visite iniziano a vedere i primi risultati e impiegano un periodo di circa sei mesi per imparare tutti gli esercizi. Al termine saranno completamente autonome e in grado di ascoltare il proprio corpo e continuare a fare gli esercizi in autonomia". 

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