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Perché ci piace credere agli oroscopi? È tutta colpa dell’effetto Forer

Quanti di noi al mattino prima di andare a lavoro leggono l’oroscopo? Se siamo così incuriositi e in alcuni casi anche influenzabili da previsioni che si basano sul movimento dei pianeti e degli astri è tutta colpa dell’effetto Forer. Cosa è e perché quasi nessuno riesce a resistere lo abbiamo chiesto alla psichiatra Rossella Valdrè.
Intervista a Dott.ssa Rossella Valdrè
Psichiatra e psicanalista
A cura di Francesca Parlato
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Ci credono anche i più insospettabili. Quelli razionali, quelli colti, quelli da cui non te lo aspetteresti mai, te li puoi ritrovare a sfogliare compulsivamente giornali, riviste e siti internet alla ricerca della pagina dell'oroscopo. Ma se non c'è niente di male a leggere bonariamente le predizioni basate sui movimenti degli astri e dei pianeti dei giorni a venire, c'è anche chi su questo tipo di credenze basa la propria vita e le proprie scelte. C'è chi ripone un'innata fiducia negli oroscopi, chi si affida ai fondi di caffè, chi si fa influenzare da tarocchi e cartomanti. In psicologia questa tendenza a immedesimarsi, a riconoscersi in situazioni o descrizioni generiche e universali, pur non avendo alcun fondamento o legame diretto, si definisce effetto Forer.

Che cosa è l'effetto Forer

La storia è questa. Nel 1948 lo psicologo americano Bertram R. Forer somministrò ai suoi studenti un test della personalità, piuttosto vago e generico e chiese di dare un punteggio da 0 a 5 a seconda della precisione con cui si sentivano descritti. La media del voto fu di 4.26. Un punteggio altissimo che voleva dire che i ragazzi e le ragazze si sentivano molto rappresentati dalle descrizioni presenti nei test. La sorpresa arrivò quando Forer rivelò loro che le frasi da cui si sentivano rappresentati erano state prese da vari oroscopi diversi pubblicati sui giornali. Ed è proprio in questo che consiste l'effetto Forer. "Un effetto ingannevole in cui ci si riconosce in qualcosa di non vero, ma che sembra tale" ha spiegato a Fanpage.it Rossella Valdrè, psichiatra e psicanalista, componente del comitato di Guidapsicologi.it.

Non è vero ma ci credo

Non è vero ma ci credo, è la classica risposta di chi, pur conservando un minimo di razionalità, prova un sottile piacere nella lettura degli oroscopi o delle carte o dei fondi di caffè. "Di fronte a qualcosa che sembra avere le caratteristiche del vero, ma vero non è, siamo sottoposti emotivamente a qualcosa di complesso. Può accadere una distorsione, un pregiudizio cognitivo, per cui ci “imponiamo” di credere qualcosa anche se dentro di noi sappiamo che non è razionale (come accade con gli oroscopi)". Le ragioni alla base di questo comportamento possono essere diverse ma ce n'è una che prevale su tutte. "Il desiderio umano molto comune di voler credere in una realtà che ci piace, che desideriamo, a dispetto della realtà vera".

L'ambiguità dell'oroscopo

"Sei una persona intelligente, che in passato ha commesso degli errori". Questa frase si adatterebbe a chiunque, Toro, Gemelli o Ariete o anche a ciascuno degli animali dell'oroscopo cinese. Eppure quando leggiamo una descrizione del genere all'interno dell'oroscopo del giorno, riferita proprio al nostro segno, sembra proprio che stia parlando proprio a noi e di noi. "È proprio l’ambiguità e la genericità a trarre in inganno anche la persona più razionale. I confini della previsione sono talmente vaghi e ambigui che quasi ognuno di noi può facilmente ritrovarvisi o trovarvi tratti di se stesso". E questo per alcune persone può essere estremamente rassicurante: così la razionalità viene momentaneamente bypassata, in favore di un attimo di illusione. "Anzi, perché si vuole credere in un’illusione" sottolinea Valdrè. Quando ci si ritrova davanti a parole così vaghe, tendiamo spesso a scartare inconsciamente quello che ci piace da quello che non ci piace. "Operiamo una selezione mossi dal piacere e dal desiderio. Vale a dire, in una descrizione di personalità ci riconosceremo nei tratti migliori, o in quelli in cui vogliamo riconoscerci; cercheremo, insomma, una conferma in quello che stiamo leggendo".

Chi è più credulone

Esistono dei tratti comuni nelle persone che sono maggiormente predisposte a credere a oroscopi, tarocchi e predizioni: "Ci sono delle persone più suggestionabili perché più incerte su se stesse, su chi sono, su che valore dare alle proprie azioni, aspirazioni e desideri – spiega la psichiatra – Ma non ne farei una cosa patologica, entro certi limiti tutti siamo sensibili al fascino del “non è vero ma ci credo”, proprio in quanto tutti gli esseri umani tendono ad autoingannarsi". Leggere l'oroscopo, avere l'abitudine di iniziare la giornata ascoltando in radio cosa i pianeti hanno in serbo per noi non è certo un'abitudine pericolosa. Può diventarlo però se diventa una dipendenza, se una persona basa le proprie scelte su questo tipo di credenze, se tutti gli eventi della propria vita sono letti con il filtro dell'oroscopo. Pensiamo anche a chi entra in contatto con cartomanti, esperti di tarocchi e di lettura della mano: in quel caso c'è anche il rischio di spendere una grande quantità di denaro per sperare di conoscere qualcosa di più sul proprio futuro. "Prendiamo gli oroscopi: la loro fruizione è un’abitudine diffusa e benigna e non rappresenta certo una patologia. Ma se il fenomeno si accentua, una persona rischia di non voler vedere più la realtà, e si innesca un meccanismo di difesa detto di “negazione”, ci si affida completamente all’oroscopo o altro. Questo vuol dire rinunciare ad essere soggetti attivi della propria vita, delegando ad un ipotetico “destino” le responsabilità che non sa o non vuole assumersi. E finisce col diventare anche una pratica deresponsabilizzante".

Come liberarsi dagli oroscopi

Se rientrate in quella categoria di persone particolarmente influenzabile e suscettibile alle previsioni, qualunque sia la loro provenienza, stelle, carte, tarocchi, fondi di caffè o volo degli uccelli, se date una validità a qualsiasi di queste pratiche e non ne fruite soltanto per gioco, ispirazione o intrattenimento, vuol dire che siete già preda dell'effetto Forer. E liberarsene potrebbe essere più difficile del previsto. "Non credo che l’umanità sia mai riuscita a contrastare la forza delle illusioni con il semplice mostrare la realtà. Questo tipo di credenze si possono contrastare soltanto se l’effetto illusionale si rivela pericoloso o disturbante per il soggetto: in quei casi, cioè, in cui è la realtà ad essere più interessante e utile della finzione".

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
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