Cambiare pelle. In senso letterale. È proprio in questo che consiste il peeling, uno dei più antichi e noti trattamenti di bellezza, in grado di accelerare il turnover cellulare dell'epidermide prevenendo così le rughe e l'invecchiamento della cute e di curare alcuni inestetismi (dall'acne alle smagliature). Peeling, dall'inglese peel off vuol dire infatti proprio esfoliare: "La pelle, è un organo dinamico, in continuo rinnovamento  – ha spiegato a Fanpage.it la dottoressa Elisabetta Fulgione, dermatologaogni giorno dallo strato più superficiale dell'epidermide, lo strato corneo, sono eliminate numerosissime cellule e in circa 28 giorni si verifica un ricambio cellulare completo. Il peeling permette un'accelerata esfoliazione della pelle grazie all'applicazione di agenti chimici, fisici o meccanici, che provocano una vera e propria distruzione controllata degli strati più superficiali del derma, consentendo così una vera e propria rigenerazione tessutale".

Che cos'è il peeling chimico

Alfa-idrossiacidi e beta-idrossiacidi: sono le parole che più spesso ricorreranno con il dermatologo quando si chiederanno chiarimenti sul tipo di trattamento da fare. "I peeling più comuni sono quelli chimici, formulati con particolari acidi esfolianti solitamente ricavati dalla frutta (gli alfa-idrossicidi AHA) o da altre sostanze presenti in natura come l'acido salicilico (detto anche beta-idrossiacido BHA), estratto dalla corteccia del silice". A seconda del tipo di acido utilizzato ovviamente si otterranno risultati diversi. "Gli alfa-idrossiacidi sono tra gli acidi organici più usati in dermatologia ed in medicina estetica. Hanno la capacità di rimuovere lo strato corneo eliminando l’aspetto spento e opaco della pelle, stimolare il ricambio cellulare e possono essere utili anche per le cicatrici post-acneiche e per le smagliature. I più utilizzati sono l'acido glicolico (derivato dalla canna da zucchero), l’acido mandelico (derivato dalle mandorle), l’acido citrico (derivato dagli  agrumi) e l’acido lattico". Ma il peeling può essere un toccasana anche per chi ha una cute seborroica e acneica: "In questo caso si utilizzano i beta-idrossiacidi. Il più comune è l'acido salicilico che svolge anche una potente azione antibatterica e antinfiammatoria, indicato anche in fase di acne attiva. E poi c'è l'acido piruvico, presente in natura (mela, frutta fermentata e aceto) un ottimo antimicrobico".

Peeling superficiale o profondo: le differenze

Oltre per la tipologia di acido utilizzato, i peeling sono classificati anche in base alla profondità dell'azione: molto superficiali, superficiali, medi e profondi. A ognuno di questi corrisponderanno risultati differenti sulla pelle. "I peeling molto superficiali (come quelli con acido mandelico e salicilico) e superficiali (acido glicolico 20-50%) si fermano all'epidermide, lo strato più esterno della pelle e per questo riescono a migliorare la texture cutanea della pelle. Quelli invece medi (per esempio a base di acido tricloracetico e acido glicolico 70%) – continua l'esperta –  interessando sia l'epidermide che il derma superficiale, sono impiegati per il trattamento di macchie senili, per l'aging cutaneo e sono utili anche per il trattamento di alcuni inestetismi del corpo come le smagliature. Infine abbiamo quelli profondi (a base di fenolo) che arrivando fino al derma (o reticolare) medio sono utilizzati per le rughe profonde e per le cicatrici". Oltre rughe, smagliature e un generale miglioramento dell'aspetto della pelle, il peeling si rivela davvero efficace anche nel trattamento di altri inestetismi come cheratosi, discromie, iperpigmentazioni, melasma, cicatrici postacneiche e acne volgare.

Peeling: alcune precauzioni

Se decidiamo di sottoporci a un peeling, è bene sapere che sia la fase precedente che quella successiva sono delicate quanto il trattamento in sé. "La preparazione – avverte la dermatologa Fulgione –  a base di agenti cheratolitici esfolianti (creme contenenti acido glicolico e sostanze schiarenti) permette di regolarizzare lo spessore delle cute, di esaminare la tollerabilità agli acidi stessi, potenziare l'efficacia del peeling e  prevenire ed attenuare la comparsa di iperpigmentazioni post-infiammatorie". Dopo un peeling invece bisogna fare molta attenzione ad asciugamani e saponi: "Bisogna evitare qualsiasi tipo di sfregamento o irritazione per non provocare un'esfoliazione precoce. Sono ammessi soltanto detergenti delicati e la pelle deve essere risciacquata con cura e estrema delicatezza. E poi, nei giorni successivi, bisogna mantenere la cute costantemente idratata con un prodotto emolliente e lenitivo ed evitare esposizioni al sole o a lampade UVA – UVB  utilizzando con costanza ogni giorno, un prodotto contenente schermi e filtri solari". In caso invece di infezioni cutanee in atto, malattie del tessuto connettivo, allergie a sostanze utilizzate nel peeling o scottature recenti, spetterà al dermatologo valutare se è il caso di poter procedere con un peeling.

Attenzione al peeling fai da te

Maschere, scrub, pulizie del viso: su internet è possibile trovare tutorial di qualsiasi trattamento estetico. Anche per preparare un peeling fai-da-te. "Non bisogna dimenticare che si tratta di veri e propri trattamenti medici, utilizzati da specialisti (dermatologi o medici estetici) per correggere imperfezioni o come ausilio per il miglioramento di patologie cutanee. Solo il medico specialista può eseguire tutti i tipi di peeling, dal superficiale al profondo (nei centri estetici, senza l'ausilio di un medico, possono esser applicati soltanto peeling ad azione molto superficiale). Prima di cimentarsi allora in un peeling domiciliare (esfolianti, scrub e peeling meccanici) il mio consiglio è far valutare le caratteristiche della cute da uno specialista. Il rischio è infatti di incappare più facilmente in effetti collaterali indesiderati se non si utilizzano prodotti adatti alla nostra pelle". In questa rincorsa verso il naturale sottoporsi a un trattamento chimico già per definizione può fare comunque un certo effetto: "Non dobbiamo farci spaventare dalla parola acido o chimico. Non dimentichiamo che si tratta di un trattamento per levigare e migliorare l’aspetto della cute conosciuto fin dall’antichità. Il mio consiglio – suggerisce la dottoressa – è evitare il fai-da-te e affidarsi a medici specialisti che conoscono le tecniche di applicazione, gli agenti attivi utilizzati e soprattutto sono in grado di scegliere le sostanze adatte ad ogni persona in base alle caratteristiche della pelle ed ai risultati che vogliono essere raggiunti".