Se quando parlate con il vostro cane o gatto vi accorgete che qualcuno vi guarda di sbieco, come se foste fuori di testa, non lasciatevi influenzare. Parlare con il proprio animale è assolutamente normale. Ed essere convinti che il proprio animale comprenda perfettamente il vostro stato d'animo è altrettanto normale oltre che reale. "I cani, e più in generale gli animali con cui conviviamo, comprendono perfettamente il contesto nel quale ci stiamo esprimendo" ha spiegato a Fanpage.it la dottoressa Spartia Piccinno, psicologa della comunicazione, psicomotricista, presidente dell'Associazione italiana Pet Therapy e membro del tavolo tecnico sugli Interventi Assistiti con Animali del Ministero della Salute. "Il linguaggio è il modo in cui tutti noi, a partire dai due anni, ci esprimiamo. E anche con il nostro cane o animale abbiamo il bisogno di attivare una comunicazione". 

"Il mio cane mi capisce"

Chiunque possieda un cane o un animale, si è ritrovato prima o poi a sfogarsi con lui, in una sorta di flusso di coscienza, consapevole dell'impossibilità del cane di poter rispondere, ma sentendosi perfettamente compreso. "La natura degli animali domestici, degli animali che condividono con noi i nostri spazi, è proprio quella di comprendere il nostro temperamento. Questo meccanismo di comprensione è una sorta di salva vita: leggere il comportamento dell'essere umano che li governa è indispensabile per l'animale perché ne trae un beneficio immediato. Sa quando deve impaurirsi, sa quando può lasciarsi andare. Anche se ovviamente non può capire le nostre parole può comprendere se siamo in collera o se siamo propensi alla dolcezza, in maniera istintiva capisce il contesto affettivo nel quale ci muoviamo". 

Attenzione all'antropomorfizzazione degli animali

E se parlare con il proprio animale è assolutamente normale, meno sano per la propria vita e anche quella del proprio amico a 4 zampe, è la tendenza all'antropomorfizzazione. "L'animale – spiega l'esperta – quasi sempre diventa un sostegno per riempire un vuoto. E su di lui si proiettano i propri bisogni affettivi. Si tratta di un comportamento normale per chiunque possieda un cane. Diventa problematico quando smettiamo di vederli come animali, ma iniziamo a trattarli come un essere umano a tutti gli effetti". Non dobbiamo dimenticare infatti che il cane, il gatto e in generale tutti gli animali, sono per loro stessa natura guidati dall'istintualità: "La loro vita si svolge momento per momento, come un fotogramma dopo l'altro: possono provare emozioni ma non sentimenti".

Pet therapy: quando un animale diventa terapeutico

Avere un cane può essere un supporto indispensabile anche per chi soffre di alcune patologie. "La pet therapy, letteralmente terapia con i pupazzi di peluche, nasce nei primi anni '70. A metterla a punto fu lo Boris Levenson, un neuropsichiatra infantile che lavorava con i bambini affetti da disturbi dello spettro autistico. Levenson seguendo alcuni pazienti si accorse di  un netto miglioramento della comunicazione, sia dal punto di vista della comprensione che della produzione, con la sola presenza del proprio animale domestico". Ma la pet therapy non è una terapia soltanto dedicata alla fase dell'infanzia. "Tutt'altro. Bambini, adulti e anziani possono beneficiare del rapporto con un animale". Anche una patologia difficile come la depressione può provare ad essere affrontata con un ‘Intervento Assistito con Animale‘: "Quando siamo depressi, ci sentiamo come in un tunnel. Siamo introiettati soltanto su noi stessi e sui nostri bisogni. Convivere con un animale vuol dire sforzarsi di guardare anche altrove, di porre attenzione su altro da sé. L'animale che altro non vuole che la nostra presenza può essere la spinta per iniziare a uscire dal proprio guscio".

I benefici di vivere con un animale domestico

Anche da un punto di vista scientifico la qualità della vita di chi possiede un animale domestico subisce dei netti miglioramenti: ad esempio migliora il sistema linfatico e la pressione sanguigna. "In primis: chi vive con un animale vive più a lungo. E poi è stato verificato che l'accarezzamento dell'animale ha la capacità di abbassare la pressione del sangue e il ritmo cardiaco. Infine durante il contatto con l'animale vengono sprigionati i ferormoni, gli ormoni del benessere. E questo fenomeno si verifica anche con i pazienti che si trovano in stato vegetativo". Chi possiede un cane si troverà di sicuro a fare più movimento: "Anche se abbiamo una casa con un giardino chi vive con un cane è obbligato a camminare e a portarlo a fare due passi". E uscire di casa, passeggiare in un parco con il proprio cane, oltre che apportare beneficio alla nostra salute può anche influenzare e migliorare le nostre relazioni sociali: "Quando siamo a passeggio il nostro cane diventa un'attrattiva e un mediatore. Costituendo di fatto un minimo comun denominatore grazie al quale sarà più facile relazionarsi con le altre persone".