ImranKhan
in foto: ImranKhan

La violenza sulle donne purtroppo è spesso vista come una colpa delle donne stesse: per come si vestono, per come si muovono, per ciò che fanno. La responsabilità non è di chi molesta, di chi aggredisce, bensì di chi quel gesto se lo è cercato con un comportamento più o meno volutamente provocante. Lo abbiamo sperimentato, per l'ennesima volta, anche qui in Italia, quando mesi fa il caso Genovese ha visto un tripudio di reazioni in cui la responsabilità del carnefice veniva spostata sulla vittima. Nella cultura dello stupro, l'opinione pubblica invece di proteggere condanna chi subisce la violenza e assolve chi la compie. La moralità e la "buona condotta" della donna vengono messe in dubbio al punto da diventare il fulcro della questione. La pensa così anche il premier pakistano Imran Khan, il quale ha espresso un pensiero che in tanti stanno denunciando come pericoloso. Per lui la grande quantità di stupri che avvengono nel su Paese sono dovuti al dilagare della volgarità, portata ovviamente dalle donne.

La donna è colpevole del suo stesso stupro

In Pakistan la questione della violenza sulle donne è particolarmente grave: c'è un altissimo tasso di stupri, ai danni anche di ragazze giovanissime, di bambine. Uno dei casi che ha maggiormente colpito l'opinione pubblica, è stato la morte di una 14enne ripetutamente violentata dallo zio e non sopravvissuta a un aborto a cui era stata costretta a gestazione troppo avanzata. Pochi mesi più tardi la preoccupante escalation di violenze del Paese e l'indignazione pubblica per tutti quei casi di grande rilevanza mediatica (a livello internazionale) ha portato all'introduzione di pene più severe per i reati sessuali. Imran Khan aveva addirittura proposto la castrazione chimica. Il premier è nuovamente tornato sotto i riflettori per le sue dichiarazioni in merito alla violenza sulle donne. È intervenuto in diretta in una trasmissione in onda in Pakistan, su un'emittente televisiva statale, in cui i politici rispondono alle domande del pubblico. I commenti del leader sono stati duramente attaccati dalla Commissione per i diritti umani del Pakistan, che li ha ritenuti gravissimi, insensibili e pericolosi. Ne è nata addirittura una formale richiesta di pubbliche scuse.

Attenta a come ti vesti, per non indurre in tentazione

Il primo ministro pakistano, che è un devoto musulmano conservatore, ha di fatto collegato l'aumento dei casi di violenza sessuale nel Paese alla svolta "libertina" delle donne, al loro modo di vestire e di porsi in società. Nel corso dell'intervista, come riporta la CNN, è stato chiesto un intervento mirato da parte del governo, per frenare le molestie. Il leader a quel punto si è duramente espresso nei confronti delle donne, ree di aver reso la società volgare e oscena e ha consigliato a tutte di indossare il velo: "Se la nostra religione impone di indossare il velo, allora c'è un motivo e il motivo è salvare il sistema familiare e proteggere la società da queste cose". Imran Khan ha detto: "Se continui ad aumentare la volgarità in una società, allora sicuramente ci sarà questa conseguenza. Qual è lo scopo di rispettare la tradizione del velo? È così che non ci sono tentazioni nella società. Gli individui non hanno forza di volontà:se continui ad aumentare l'oscenità nella società e se non ti interessa, allora accadono queste cose".

Il Pakistan non è un Paese per donne

Durante il programma televisivo Khan si è anche scagliato contro Hollywood e Bollywood, colpevoli di aver fomentato gli stupri e di aver contribuito alle disgregazioni familiari e all'alto tasso di divorzi. In Pakistan la parità tra i sessi è lontanissima e domina il patriarcato. Le donne, non a caso, sono spesso allontanate dalla società o non vengono credute, se subiscono e denunciano molestie. In alcune regioni ancora si pratica il test di verginità sulle vittime di stupro, abolito nella provincia del Punjab. La speranza è che che presto questa rivoluzione investa tutto il Paese e che il Pakistan diventi finalmente un posto sicuro per le donne.