la modella polacca Anja Rubik posa nuda in nome del diritto all'aborto delle donne in Polonia

Anja Rubik nuda in copertina, per rivendicare il diritto a scegliere

La Polonia non si arrende e continua a battersi per il diritto all’aborto delle sue donne. In seguito alla decisione della Corte Costituzionale è ora concesso solo in caso di pericolo di vita per la madre, stupro, incesto (appena il 2% dei casi), mentre è bandito in caso di gravidanza indesiderata e anche di malformazioni del feto. Questa legge limita fortemente l’attuazione dell’interruzione di gravidanza, rendendola di fatto inaccessibile alla maggior parte della popolazione femminile e andando quindi a dare manforte alla pericolosa clandestinità o costringendo a recarsi in altri Paesi. L’appoggio ai manifestanti arriva anche da Vogue Polonia, che nel numero di dicembre ha messo in copertina la modella e attivista Anja Rubik, a sostegno di coloro che stanno dicendo no a questa legge così severa.

Vogue Polonia dalla parte delle donne polacche

In Polonia l’aborto non è un diritto. Il governo ha emanato una legge molto restrittiva in materia, forse la più severa d’Europa, che da settimane è nell’occhio del ciclone ed è oggetto di manifestazioni e rivolte. Le donne reclamano il loro diritto a decidere liberamente e a sostenere la loro causa ci pensa anche Vogue Polonia con la copertina del numero di dicembre. Anja Rubik ha le mani legate da una lunga e ampia stoffa rossa che le copre il corpo nudo e sul viso ha una saetta: il movimento Women’s Strike che si batte per la parità di genere e i diritti delle donne lo ha eletto a simbolo della propria battaglia. A chiarire ulteriormente la posizione della rivista ci pensa anche l'editoriale dal titolo Il potere delle donne in cui si legge: «Ci interessa tutto quello che riguarda le donne della Polonia, è stato così dal primo numero e sarà così sempre».

«La legge non dovrebbe interferire nelle decisioni personali»

In un altro degli scatti realizzati per Vogue la modella è completamente nuda e il suo corpo diventa un messaggio di libertà. Su Instagram ha commentato: «Nelle società patriarcali il corpo di una donna è sessualizzato, mostrato come qualcosa di sbagliato e indecente. Quindi la nudità è diventata un simbolo della rivoluzione femminile. Attualmente in Polonia sono in corso piani governativi per privare le donne dei loro diritti riproduttivi e del diritto di decidere sulla propria vita e sul proprio corpo». Abbracciare questa causa sociale per la modella è stato importante, perché si è sentita parte di un messaggio in cui crede fermamente in prima persona: una società per dirsi davvero sana e progressista non può annullare il diritto di scelta delle sue donne. Su Instagram ha spiegato infatti: «Credo che la fotografia abbia il potere di attirare l'attenzione, evocare emozioni, avviare conversazioni, mobilitarci all'azione e avviare il cambiamento. Il diritto di una donna di scegliere è la cartina di tornasole per una società sana e progressista». E ha aggiunto: «La legge non dovrebbe interferire nelle nostre decisioni personali». E invece la legge della Polonia fa esattamente questo: mette le mani sulla libertà della donna di scegliere, riportandola indietro di decenni, a quella condizione di schiavitù e sottomissione da cui si è tanto lottato per uscire.