Natale è quel periodo magico dell’anno che si passa solitamente con la propria famiglia e, tra regali, cene, pranzi e visite ai parenti, troviamo anche il tempo di divertirci con dei giochi tradizionali. Via a videogiochi e oggetti tecnologici, Natale significa rivivere i momenti migliori della nostra infanzia, giocando alla tombola, al mercante in fiera o con le carte napoletane. Ogni anno, c’è sempre chi non vince mai, ma che, nonostante tutto, ci prova, e quello che invece si trova nel suo periodo fortunato e riesce a fare fuori gli spiccioli di tutti gli altri partecipanti.

Tombola – La prima regola per affrontare il gioco della tombola è munirsi di spiccioli e di legumi vari per segnare i numeri sulle cartelle. Solitamente, in ogni famiglia ognuno ha le sue cartelle fortunate e non le cambia mai ogni anno. Chi acquista il cartellone ha più possibilità di vincere ed inoltre è l’addetto a tirare i numeri dal “panariello”. A Napoli, ad ogni numero si associa un’immagine tratta dalla smorfia ed è tradizione che colui che ha tra le mani il panariello debba annunciare anche la citazione, rigorosamente in dialetto. Si parte dall’ambo e si finisce con la tombola e man mano che si va avanti il “montepremi” sale. La battuta più sentita durante una tombola? “Ambo” dopo l’estrazione del primo numero.

Mercante in fiera – Per giocare al Mercante in fiera, dovrete avere l’apposito mazzo di carte con le varie figure. Lo scopo del gioco è rimanere con una sola carta tra le mani, uguale ad una delle tre posizionate sul tavolo all’inizio del gioco. Ognuna di esse corrisponde ad un preciso montepremi. Tutti i partecipanti devono seguire un banditore, che ha il compito di mescolare e distribuire le carte. Quelle che avanzano verranno messe in vendita ed, ovviamente, chi le acquista avrà più possibilità di vittoria. Il mazziere a questo punto gira le carte rimaste nel mazzo e il giocatore che le ha tra le mani deve scartarle. Alla fine rimarranno solo tre carte, chi le ha vince. Non si tratta solo di fortuna, bisogna essere bravi ed intuitivi nella compravendita o negli eventuali scambi di carte. Ogni famiglia inserisce le proprie regole personalizzate nel gioco.

Carte napoletane – Sette e mezzo, scopone scientifico, asso piglia tutto sono i giochi più gettonati durante le feste da fare con le carte napoletane. Sono quelli più amati dalle nostre nonne, che sicuramente saranno disposte a spiegarci i loro regolamenti elementari stesso la sera del Natale. Ogni famiglia ha i suoi giochi preferiti. L’importante è munirsi di spiccioli e, per i più scaramantici, di un portafortuna.

Sinco – Tutti ricorderanno lo scatolo vintage di questo gioco, che non è mai cambiato da almeno 30 anni, con delle modelle in tipico stile anni ’80 in copertina. Si tratta di una tombola con le carte napoletane. Il conduttore non chiamerà i numeri, ma le carte. Il giocatore che possiede quel segno, lo coprirà sulla propria cartella con una fiche. Vince chi ricopre per primo la cartella. E’ un gioco adatto sia ai grandi che ai bambini e si può giocare al massimo in dieci persone.

Taboo – Taboo è il gioco di società più conosciuto di sempre. Lo scopo è quello di far indovinare ai membri della propria squadra una parola, senza però pronunciare una delle cosiddette parole tabù indicate sulla carta scelta. Vince chi raggiunge prima il traguardo sul cartellone. Sembra facile all’apparenza, ma in realtà sarà molto difficile non utilizzare le parole tabù e trovare dei sinonimi adatti che possano far capire agli altri concorrenti la parola nascosta. I risultati a volte sono davvero esilaranti.

Trial Pursuit – E' un gioco da tavola in cui i concorrenti devono rispondere ad alcune domande culturali. Ogni giocatore tira i dadi e avanza sul tabellone e quando si ferma sulla casella deve rispondere al quesito della categoria indicata. Storia, geografia, hobby, spettacolo, sport, natura e scienze sono le materie delle possibili domande. Chi arriva per primo all'esagono centrale e risponde correttamente all'ultima domanda ha vinto.