Il miso è un derivato fermentato della soia, una particolare crema dal sapore intenso, ricco di proteine vegetali e molto utilizzato nella cucina orientale. Si tratta di un condimento originario del Giappone che si sta sempre di più diffondendo nella cucina occidentale, anche grazie alle sue tante proprietà: aiuta a depurare l'intestino, elimina le scorie che l'organismo assorbe a causa dell'inquinamento ambientale, favorisce la digestione e non solo. Scopriamo allora cos'è il miso, quali sono le sue proprietà e come utilizzarlo per usufruire dei suoi benefici.

Miso: cos'è e da cosa si ricava

Il miso è un alimento di origine giapponese, ed è uno dei derivati della soia. Solitamente viene utilizzato nei Paesi orientali per integrare, con le sue proteine digeribili, diete che sono prive di alimenti di origine animale. Il miso si ottiene dalla lunga fermentazione dei fagioli di soia gialli in acqua e sale, a cui possono essere aggiunti altri cereali come riso, orzo, segale, miglio e grano saraceno. Il tutto è sottoposto a fermentazione lattica per più di un anno, e avviene sotto pressione in botti di legno di cedro e al riparo da correnti d'aria.

Proprietà e benefici del miso

Il miso è ricco di proteine vegetali e fornisce al nostro organismo tutti gli otto amminoacidi essenziali, non contiene invece colesterolo né grassi. È una buona fonte i vitamine del gruppo B, soprattutto la vitamina B12, utile per il buon funzionamento del sistema nervoso. Inoltre è ricco anche di minerali come calcio, sodio e magnesio che donano a questo alimento un alto potere alcalinizzante, aiutando a combattere l'acidità del sangue. Il miso contiene inoltre una buona quantità di fermenti lattici vivi, lactobacilli simili a quelli che troviamo nello yogurt, che apportano benessere alla flora batterica, rafforzano l'intestino e favoriscono la digestione. Il contenuto di acido linoleico e lecitina, aiuta a ripulire i vasi sanguigni, eliminando il colesterolo cattivo e prevenendo le malattie cardiovascolari, oltre a contrastare l'accumulo di grasso adiposo e a rendere più belli pelle e capelli, in quanto ostacola l'azione dannosa dei radicali liberi. Il miso aiuta anche a ridurre lo stress, in quanto stimola gli ormoni positivi dell'umore, e dona energia, grazie alla lunga fermentazione e alla presenza di zuccheri complessi.

Miso: come utilizzarlo in cucina

Il miso viene utilizzato in cucina come un normale dado vegetale, basta un cucchiaino di pasta di miso per insaporire una tazza di brodo, senza il bisogno di aggiungere sale. Può essere inoltre aggiunto a zuppe, minestre, pietanze a base di cereali o di verdure cotte. Famosa è la zuppa di miso giapponese preparata con verdure di stagione, daikon, cipolla prezzemolo, alga wakame, miso e acqua. Questa zuppa ha proprietà disintossicanti e digestive: in Giappone viene consumata prima dei pasti per stimolare la digestione. Con il miso è possibile anche realizzare una salamoia nella quale conservare cetrioli, melanzane o daikon. Potete acquistare il miso nei negozi etnici oppure online: importante scegliere miso bio e non pastorizzato, per mantenere attivi i lactobacilli. Ricordate poi, per le vostre preparazioni, di aggiungere il miso a fine cottura e a fuoco spento, per non disperdere le sue proprietà: non deve quindi mai bollire.

Il miso può essere utilizzato anche come tisana: basterà scioglierne 1 cucchiaino in una tazza con acqua calda e bere l'infuso lontano dai pasti. Due tazze al giorno aiutano a regolarizzare l'intestino e, in menopausa, aiuta a contrastare la fragilità delle ossa.

Controindicazioni

Il miso non deve essere consumato dalle persone allergiche alla soia, inoltre, a causa dell'alto contenuto di sodio, se ne sconsiglia il consumo a chi soffre di ipertensione. Potrebbe poi peggiorare i sintomi di sindromi renali, di gastrite e aumentare l'escrezione urinaria di calcio. In tutti questi casi, quindi, il miso deve essere consumato con moderazione. Inoltre è importante ricordare che contiene frumento, orzo, avena, farro, segale, quindi non può essere utilizzato da chi soffre di celiachia.