No, non immaginatevi una classe piena di bambini seduti nella posizione del loto. Praticare mindfulness, la disciplina di meditazione ideata da John Kabat-Zinn, con i più piccoli vuol dire tutt'altro. Si tratta essenzialmente di giochi grazie ai quali i bambini riescono a concentrarsi sul momento presente, focalizzando la loro attenzione. "È vero, forse si potrebbe anche pensare a un mondo dove i bambini non hanno bisogno di fare dei giochi mindful. Ma oggi non è così. – ha spiegato a Fanpage.it Maria Beatrice Toro, psicologa, psicoterapeuta e docente presso l'Università La Sapienza e autrice di numerosi libri sulla Mindfulness – I bambini di oggi sono iperstimolati, vivono in famiglie dove non rappresentano la maggioranza: sono circondati da adulti, dai genitori ai nonni, che li sottopongono a continui stimoli e sono troppo spesso privati del contatto con i loro coetanei. Non è un caso se ci sono sempre più bambini con bisogni educativi speciali". 

Mindfulness e bambini: tutti i benefici

Secondo alcuni studi nell'arco degli ultimi trent'anni i bambini hanno perso in media un secondo di attenzione: "In pratica non riescono a focalizzare la loro attenzione su una stessa attività per troppo tempo. E questo è colpa sia delle tante attività a cui li sottoponiamo ma anche dei tanti giocattoli che affollano le loro stanza. Le stanze ricolme di oggetti colorati non contribuiscono positivamente alla loro attenzione, la iperstimolano". Praticare gli esercizi di mindfulness può essere allora utile per migliorare la loro concentrazione, per aiutarli a combattere le ansie, a gestire meglio la frustrazione legata ai "no" che ogni tanto si sentono dire, e contribuire allo sviluppo della loro intelligenza emotiva. "L'importante è non pensare di inserire la mindfulness nella vita dei bambini come si fa con gli adulti, a meno che non si sia in presenza di patologie certificate e allora in quel caso si tratterebbe di svolgere una vera e propria terapia. Sappiamo che mindfulness vuol dire dare piena attenzione al momento presente: per gli adulti questo obiettivo si raggiunge attraverso degli esercizi di meditazione, al bambino invece bisogna proporre dei giochi per stimolare i loro sensi e la loro attenzione". Per far sì che sia veramente efficace però non bisogna allora pensare la mindfulness come l'ennesima attività a cui sottoporre i bambini. "La mindfulness deve essere un decluttering, un togliere, un modo per rallentare i ritmi quotidiani". 

Tre esercizi mindfulness per i bambini

Il primo esercizio riguarda proprio i giocattoli che invadono le stanze dei bambini e si chiama "Scatola di prova". "Ci sono sicuramente dei giochi che raramente sono usati, allora anziché donarli ad altri bambini in maniera marziale, conserviamoli in una scatola trasparente, in modo che comunque il bambino li abbia a vista e se dopo un tot di tempo continua a non usarli, facciamoglielo notare, e copriamo la scatola con una stoffa, in modo che non li possa neanche più vedere. Se continuerà a non usarli è arrivato davvero il momento di disfarsene, ma grazie a questo espediente il bambino avrà acquisito consapevolezza e potrà comprendere il motivo del darli via". Sappiamo che alla base della mindfulness c'è la respirazione consapevole, ed esiste un modo per insegnarla ai bambini che farà ricredere anche i più scettici: "Possiamo ricorrere alle bolle di sapone. Un gioco per i bambini di età compresa tra i 3 e gli 8 anni: facciamo preparare ai bambini il sapone con la glicerina e insegniamo loro a fare delle bolle sempre più grandi. L'unico modo per farle è soffiare piano, pianissimo e questo altro non è che un modo indiretto di rallentare il respiro. Al termine si può fare notare ai bambini che hanno respirato piano, che si è gonfiata la pancia e attraverso questo esercizio riusciranno a prendere contatto con la respirazione". Un altro esercizio invece riguarda i sensi, in particolare il gusto: "Possiamo preparare dei piatti diversi e provare a far indovinare al bambino quali ingredienti ci sono all'interno. Grazie a questo esercizio i più piccoli esploreranno l'ambiente attraverso un unico stimolo, allontanando almeno temporaneamente, il multitasking". 

La mente del principiante: un esercizio per ricominciare dopo la pandemia

Purtroppo i bambini sono anche stati i più penalizzati durante i mesi di reclusione. Scuole chiuse, spazi all'aperto interdetti, impossibilità di frequentare i loro amici: tutti elementi che hanno contribuito a destabilizzare i loro equilibri. E non tutti i bambini sono riusciti a rientrare facilmente nella quotidianità: "Innanzitutto non occorre dare fretta. Se i nostri bambini non sono ancora pronti a uscire o vedere gli amici non mettiamo loro pressione. Nello Zen esiste un esercizio che si chiama ‘La mente del principiante‘ che può essere davvero utile da fare con i bambini: bisogna far finta di non aver mai fatto una determinata attività. Ad esempio possiamo fare una passeggiata e stupirci con loro di come è fatta la strada di casa, quali odori e quali suoni sentiamo. Si tratta di un modo per fargli riprendere il contatto con il territorio e il mondo, attraverso i sensi, in particolare la vista, l'udito e l'olfatto, e di guardare con nuovi occhi quello che ci circonda". 

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