Mina Settembre ha convinto il pubblico ed è stato un grande successo: lo confermano non solo i dati relativi agli ascolti di tutte le messe in onda, ma anche la volontà della Rai di proseguire con una seconda stagione. La storia è piaciuta talmente tanto che Fabrizio Cestaro (head writer e sceneggiatore della fiction) in un'intervista ha già detto che le avventure dell'assistente sociale napoletana interpretata da Serena Rossi  continueranno. A piacere non è stata solo la storia. Sicuramente anche gli scorci napoletani hanno avuto un loro ruolo: la città è stata messa in luce sia per le bellezze dei quartieri più noti che per le criticità di quelli più problematici. Ma soprattutto a fare centro è stata l'interpretazione dell'attrice protagonista, amatissima per la sua semplicità. Stavolta è stata chiamata a vestire i panni di una donna passionale e pronta a tutto pur di rendersi utile per i bisognosi. Parallelamente, ha una vita sentimentale non molto felice: non trova nelle relazioni la stessa gratificazione che le dà il lavoro, pur mettendo tutta se stessa in entrambi i casi. E benché sia una donna molto corteggiata, non sente necessariamente il bisogno di avere un uomo al suo fianco.

Mina Settembre, donna affascinante e indipendente

In un'intervista Serena Rossi ha dichiarato di apprezzare un aspetto ben preciso della personalità di Mina, che ha un carattere forte, deciso, passionale ma è anche molto empatica. L'attrice a Elle ha detto: «Non pensa mai che per essere felice sia necessario avere un uomo accanto a sé. Trovo sia un aspetto molto moderno di questo personaggio». Serena Rossi nel dare voce e corpo al personaggio gli ha conferito un fascino che va ben oltre l'aspetto fisico. Mina è una bella donna ma non ci presta attenzione. Non sfoggia mai look particolarmente ricercati, ma semplicemente perché non ama stare al centro dell'attenzione, non le interessa avere su di sé gli sguardi maschili. Suo malgrado finisce comunque per catturarli, ma più che la sua bellezza a fare centro è la sua personalità.

La modernità di Mina Settembre

Sono due le figure maschili che ruotano intorno alla vita di Mina. Da un lato c'è il marito, da cui si separa quando scopre un tradimento. Dall'altro c'è il collega con cui inizia una relazione. È una donna corteggiata perché gli uomini si accorgono del suo valore, ma di quel valore è ben consapevole lei in primis. La forza del personaggio sta proprio in questa sua consapevolezza: per questo sa ad attingere alla parte migliore di sé e metterla al servizio del prossimo, di chi ha bisogno. Donarsi agli altri le viene più facile sul lavoro che nelle relazioni sentimentali, proprio perché ha capito di poter bastare a se stessa. E questo è un messaggio importante, è un passo avanti nella considerazione che le donne stesse hanno oggi del loro ruolo in società. Il successo non è più solo dei maschi, il potere neppure, benché non si possa dire che le disuguaglianze e le discriminazioni di genere non esistano più. Per trovare il loro posto nel mondo e la loro identità le donne non devono più necessariamente farlo appoggiandosi a un uomo, trovando un senso in qualità di mogli o compagne. Esiste la possibilità di essere felici senza per forza un compagno, soprattutto se quello sbagliato. Ed è esattamente questo che fa Mina Settembre,