La Milano Fashion Week sta per iniziare e prima ancora di commentare gli stilisti e le collezioni che sfileranno in passerella, a pesare sono i grandi assenti di questa stagione. Causa Coronavirus i tre marchi cinesi, Hai, Riconstru e Angel Chen non presenteranno la loro collezione Autunno/Inverno 20-21. Per la dichiarata emergenza sanitaria, gli stilisti non hanno potuto ultimare le loro collezioni né partire per l’Italia, dove già da settimane sono stati interrotti tutti i collegamenti da e per la Cina. «Questo è per la Cina un momento in cui è necessario darsi forza e motivazione reciprocamente, e guardando alla faccenda con positività, potremmo scoprire che una volta terminata l’epidemia i gruppi di lavoro, le aziende e loro strategie e tecniche saranno perfino migliorate», fa sapere in un comunicato stampa Huizhou Zhao, fondatrice di Hui.

Disagi nella produzione e sedie vuote a Milano

Numerosi saranno i posti lasciati vuoti alle sfilate alla Milano Fashion Week, in programma dal 18 al 24 febbraio, soprattutto se si considera che almeno mille persone, tra consulenti e buyer, non hanno potuto lasciare il loro Paese, proprio per il blocco imposto al traffico aereo. Per chi ci sarà, invece, la mole di lavoro è triplicata. Alla normale tensione di un evento simile, si sono aggiunti i numerosi disagi delle ultime settimane, soprattutto per chi ha la produzione localizzata nel Paese del Dragone e c’è chi è stato costretto a lavorare da remoto come la stilista Anna Yang, direttore creativo di Annakiki.

Un ponte virtuale con la Cina, l'iniziativa di Camera della Moda

Camera della Moda ha cercato, però, di contenere la paura sempre più dilagante che il virus sta portando, lanciando l’iniziativa China, we are with you, una sorta di ponte virtuale che ci colleghi con il Paese asiatico. Grazie a questo progetto, otto designer cinesi emergenti di Sino-Italian Fashion Town by Chic group potranno presentare le loro collezioni a distanza. Live streaming e contenuti speciali verranno trasmessi durante il Fashion Hub che, per quest’anno, sarà ospitato al Museo della Permanente di Milano, in via Turati 34. Un modo per sentirci più vicini e rompere, anche solo virtualmente, tutte le barriere esistenti.