Mangiarsi le unghie è una pratica molto diffusa che prende il nome di onicofagia (dal gr. òniks-ònykhos, unghia e phagia, mangiare), cioè un vero e proprio disturbo compulsivo. Alla base dell'onicofagia c'è spesso un motivo psicologico e, di solito, si presenta nei momenti di non tranquillità. Nei casi più gravi, si cominciano a rosicchiare anche le pellicine e le cuticole circostanti e non sempre si pensa alle conseguenze fisiche e psicologiche che un semplice gesto come questo può avere. Questo disturbo può presentarsi in età diverse, ne soffrono tanti bambini. Spesso, infatti, cominciano a mangiarsi le unghie già verso i quattro o cinque quando si vivono delle situazioni di stress come l'arrivo di un fratellino, litigi e tensioni in famiglia, un approccio sbagliato con la scuola o magari la paura inconscia di non essere "bravi" come gli altri bambini a fare qualcosa. Si tratta di una vera e propria risposta emotiva, un modo attraverso cui da bambini si scarica la tensione accumulata e lo stress. Quando poi si cresce e si matura, di norma si riescono a superare da un punto di vista emotivo i problemi che hanno portato a questo disagio, ma il vizio invece nella maggior parte dei casi, rimane. L'onicofagia può protrarsi, in alcuni casi, anche nell'adolescenza e fino all'età adulta: le percentuali sono del 28% tra i bambini, il 44% tra gli adolescenti e il 20% tra gli adulti. L'onicofagia è, secondo la teoria di Freud, una fissazione orale che evidenzia un legame tra la bocca e il corpo. L’abitudine malsana si presenta soprattutto in momenti di nervosismo, di noia, di stress e può rappresentare un sintomo di ansia o anche un disagio profondo. Le persone che mangiano le unghie sottolineano il fatto che il gesto riesce ad avere un effetto calmante.

Principali cause dell'onicofagia

Le cause principali hanno quasi sempre natura biologica o ambientale, mangiarsi le unghie è spesso la risposta a una tensione interna che poi diventa disagio. Le motivazioni più diffuse sono:

Stress e ansia: chi ha questa cattiva abitudine tende a scaricare ansie e preoccupazioni mordendosi le unghie. In questo modo riescono a sfogare la carica emotiva. Trovate i rimedi antistress giusti.
Autolesionismo:in alcuni casi l'onicofagia può essere espressione di aggressività repressa, si rivolge la rabbia verso se stessi piuttosto che verso l'esterno.
Noia: è il caso di quelle persone che tendono a rosicchiarsi le unghie soprattutto nei momenti di inattività: mentre guardano al tv, o sono in treno o parlano al telefono.

Non sempre è facile capire l'origine del vizio che, perlopiù, risale sempre all'infanzia e si protrae, in alcuni casi fino all'età adulta.

Ecco le conseguenze terribili dell'onicofagia

1. Irritazioni della pelle – Le unghie accumulano ogni tipo di batterio, fungo e lievito. In particolare, quello più dannoso per la salute è lo staphlococcus aureus, che può causare irritazioni della pelle, infezioni e nei casi peggiori bolle nella bocca.
2. Vomito e diarrea – Quando si mangiano le unghie, queste diventano un vero e proprio paradiso per i batteri poiché si mischiano a quelli presenti nella saliva. Le conseguenze? Diarrea, vomito e infezioni intestinali.
3. Danni dentali – Le unghie sono sottili e si rompono facilmente ma in realtà possono causare gravi danni ai denti. Fratture, perdita dei denti, problemi alla mascella sono solo alcune delle conseguenze devastanti di questo gesto.
4. Herpes – Quando l'onicofagia viene praticata durante un'infezione da Herpes simplex virus, è probabile che la bolla che si ha sulla bocca faccia fatica ad andar via. Spesso infatti con le dita si infettano altre parti del viso e la cosa potrebbe causare non pochi fastidi.
5. Problemi gengivali – Mangiare le unghie può causare dei traumi accidentali alle gengive. Se problemi simili non vengono curati, si può cominciare a soffrire di gengivite e gonfiori vari.
6. Alitosi – Nella bocca vivono numerosi batteri, alcuni dei quali “buoni”, cioè essenziali per la propria salute orale. Quando si mangiano le unghie, però, si introducono dei batteri che non dovrebbero essere lì e la cosa potrebbe causare problemi di alito cattivo.
7. Pus sui polpastrelli – Mangiare unghie e pellicine può essere un buon modo per scaricare la tensione ma, nel caso in cui si entra in contatto con lo staphylococcus aureus può capitare di ritrovarsi delle piaghe sui polpastrelli. Le dita si ricoprono di pus, proprio come se si avesse un herpes.
8. Malattie sessualmente trasmissibili – Si tratta di casi rari, ma a volte l’onicofagia può provocare anche malattie sessualmente trasmissibili. Basta avere una piccola lesione nella bocca, mangiare l’unghia ed entrare in contatto con un virus pericoloso.
9. Lo smalto è velenoso – La maggior parte degli smalti contengono formaldeide, una sostanza che viene usata per imbalsamare i cadaveri. Mangiando le unghie quando si porta lo smalto si finisce per ingerire non solo i batteri ma anche dei composti velenosi.
10. Le unghie potrebbero non ricrescere – L’onicofagia cronica può danneggiare il letto ungueale in modo permanente, impedendo quindi la ricrescita dell’unghia. E’ meglio quindi non farlo più se si vogliono avere delle mani curate.
11. Possono crearsi delle verruche – Le verruche sono causate da un virus e mangiarsi le unghie è un’abitudine che facilmente porta ad infezioni di questo tipo. Le verruche, se non curate, possono diffondersi anche in diverse parti del corpo.

Onicofagia: rimedi per smettere di mangiarsi le unghie

Per smettere di mangiarsi le unghie bisogna, innanzitutto, prendere coscienza dei rischi per la salute che questa abitudine comporta. Oltre che infatti danneggiare l'estetica delle mani, mangiarsi le unghie mette a rischio e indebolisce il sistema immunitario. Portare le mani alla bocca significa infatti introdurre nell'organismo tantissimi germi e batteri che si annidano sotto le unghie, ma non solo, nel caso si mangino anche le pellicine, i batteri che si trovano all'interno della bocca andranno direttamente in circolo nel sangue causando anche fastidi allo stomaco.

Ecco alcuni rimedi per l'onicofagia:

-ci vuole determinazione e forza di volontà per riuscire a smettere
-in farmacia potete comprare lo smalto amaro che steso sulle unghie aiuta a combattere questo vizio. Il gusto amaro, o comunque poco gradevole scoraggerà dal rosicchiarsi le unghie. Applicarlo anche più volte al giorno, se necessario e evitare di utilizzare sempre lo stesso prodotto per non abituarsi al sapore
-potete ricorrere alla ricostruzione delle unghie mangiate in acrilico, consigliata per le unghie onicofagiche anche in caso di unghie particolarmente rovinate
-gli smalti colorati aiutano molte persone a smettere di mangiare le unghie
-i cerotti sopra le unghie sono un ottimo alleato per chi le rosicchia senza neppure accorgersi
-una crema idratante per ammorbidire le cuticole e rendere meno "invitanti" le pellicine
-focalizzarsi su un'altra attività per scaricare lo tensione come, ad esempio, una pallina antistress, oppure tenere una moneta in tasca e giocarci quando si sente la necessità di mangiarsi le unghie
-tenere la bocca occupata, ad esempio masticando una gomma o succhiando caramelle durante la giornata. La sensazione di pezzetti di unghia mischiati al sapore delle caramelle risulterà disgustosa…
-nei primi tempi, si può sacrificare un dito ogni volta che si ha la voglia di mangiarsi le unghie e costringersi invece a non toccare le altre dita, ma è un rimedio che sconsigliamo!

Cosa fare nei casi di onicofagia grave

Nel casi in cui i semplici rimedi non bastano ad eliminare il problema, si parla di onicografia grave, che può portare anche alla deformazione delle dita. Nella vita sociale, avere unghie onicografiche e dita ridotte in quello stato provoca disagio in quanto denota una persona insicura e incapace di controllarsi. In questi casi può essere utile ricorrere alla terapia comportamentale che consiste nel far disimparare questa cattiva abitudine andando ad intervenire sullo stimolo che la provoca prevenendo la messa in atto del gesto di rosicchiarsi le unghie. Nei casi in cui le lacerazioni siano particolarmente gravi si può ricorrere alla terapia farmacologica. Infatti l'onicofagia risponde positivamente alla terapia basata su farmaci antidepressivi.