I libri di testo adottati dagli insegnanti per rivolgersi ai bambini sono ricchi di illustrazioni, utili a comunicare le regole di grammatica o utilizzate per semplificare le spiegazioni di una nuova lingua. Ma se a osservare e analizzare quelle immagini sono gli adulti, dotati ovviamente di un metro di giudizio e una cultura diversi da quelli dei più piccoli, emergono degli elementi interessanti, a tratti preoccupanti. In età scolare ciò che si sviluppa non è solo l’abilità di far di conto o quella della lettura: la scuola ha un ruolo determinante anche nello sviluppo di una personalità, di proprie idee. A genitori, insegnanti ma anche agli esponenti politici non è sfuggita la disparità che esiste ancora nei libri scolastici in merito al modo di riferirsi a mamme e papà. Questa modalità, ricca di antichi pregiudizi, ha spinto Alessandro Fusacchia del Gruppo misto a proporre una legge che punta ad abolire gli stereotipi di genere dai libri scolastici.

Una legge contro i libri di testo sessisti

La mamma trascorre in cucina gran parte del suo tempo e quando non è ai fornelli o stira o lava i piatti; al massimo incontra le amiche per un tè o va all'incontro con le maestre. Viceversa il papà esce di casa la mattina presto vestito con giacca e cravatta e torna a ora di cena, quando la tavola è già stata apparecchiata, ascolta il telegiornale e controlla le mail dal suo pc. Anche se oggi i ruoli sociali di uomo e donna sono cambiati e non sono più legati alla figura della casalinga e del manager in carriera, il messaggio che passa leggendo alcuni libri scolastici è proprio questo. Per questi motivi Alessandro Fusacchia del Gruppo Misto ha presentato alla Camera dei Deputati una legge, di cui è primo firmatario, contro gli stereotipi nei libri di testo scolastici. Hanno firmato tra gli altri anche Erasmo Palazzotto (LeU), Laura Boldrini (PD), Paolo Lattanzio (Gruppo Misto). Editor e referente della proposta di legge è invece Marzia Camarda, membro del Comitato Direttivo di Movimenta (associazione politica per il diritto all’opportunità).

Stereotipi duri a morire

La battaglia di Alessandro Fusacchia è cominciata diversi mesi fa e l'argomento è dibattuto da tempo. Ma il sessismo a scuola non riguarda solo i libri di testo, perché certi stereotipi duri a morire riguardano anche l'abbigliamento. Virale in questi giorni è stata la protesta di una mamma che ha fatto il giro della rete, con migliaia di condivisioni social. La donna ha espresso la sua indignazione nel trovare in una nota catena di abbigliamento dei grembiuli per bambini contraddistinti da simboli sessisti: rossetto per lei e righello per lui. La Upim, recependo il messaggio, ha fatto dietro front e ha ritirato l'articolo da tutti i punti vendita. Con la proposta di Fusacchia alla Camera dei Deputati potrebbe invece arrivare finalmente una legge ad hoc a regolamentare ciò che passa sui libri di testo adottati nelle scuole, affinché assieme alla storia e alla geografia non si insegni ai bambini anche ad abbracciare il sessismo.