Cominciare a lavorare quando si è molto piccoli probabilmente toglie un po' di spensieratezza all'infanzia: si deve crescere in fretta, alcune esperienze vengono meno, ma parallelamente si sviluppa un grande senso del dovere, della responsabilità, del lavoro. Racconta così Ludovica Bizzaglia, nell'intervista a Fanpage.it, il suo approccio al mondo dello spettacolo, cominciato quando aveva solo 9 anni e ad accompagnarla sui set c'era sua mamma. L'Allieva, Un posto al sole, Un'altra vita sono solo alcune delle produzioni a cui ha preso parte fino a oggi: è uno dei volti più amati e più seguiti sui social, soprattutto dai giovanissimi. Consapevole della sua esposizione mediatica e della grande possibilità (e responsabilità) che deriva da questo, ha deciso di sfruttarla per essere d'aiuto e per fare sensibilizzazione sui temi a lei più cari: l'accettazione, l'empowerment femminile, la body positivity. Non a caso, tra le domande che più spesso gli utenti della rete rivolgono a Google c'è quella che riguarda la sua malattia, una dermatite atopica che ha rivelato per la prima volta proprio su Instagram, per dimostrare che la perfezione fisica non esiste.

«Ho capito che la perfezione non solo non esiste, ma è sbagliata»

La dermatite atopica per anni tenuta nascosta da Ludovica Bizzaglia era diventata una gabbia, da cui ha deciso di uscire mostrandola sui social. Un gesto egoistico, come ha lei stesso ammesso nell'intervista a Fanpage.it, ma che è stato una liberazione non solo per sé stessa. Ha con quel gesto voluto lanciare ai suoi follower un messaggio importante: «Ho capito che la perfezione non solo non esiste, ma è sbagliata e non è neanche interessante. Quando ero più piccola avrei tanto voluto ascoltare qualcuno che mi parlasse di un problema in cui potevo immedesimarmi e non c'è mai stata quindi mi sono sentita quasi a un certo punto in dovere di farlo e ho avuto un riscontro pazzesco».

«Da piccola sono stata bullizzata per il colore dei miei capelli»

Il tema dell'accettazione è a Ludovica particolarmente caro, viste le insicurezze e le sofferenze che le ha causato il bullismo. A Fanpage.it ha raccontato di essere stata vittima di questo fenomeno: «Da piccola sono stata bullizzata tantissimo per il colore dei miei capelli. Non so nella vostra città ma soprattutto nella mia, Roma, i capelli rossi quando eravamo più piccoli erano sinonimo di chi portava sfortuna. Poi ho iniziata a fare l'attrice e mi sono resa conto che rappresentavano un punto di forza». Le offese in merito all'aspetto fisico sono diffusissime, riguardano personaggi pubblici e non solo. Sono il frutto di una narrazione distorta sui social, a cui Ludovica ha deciso di opporre autenticità e verità: «Spesso davanti a uno schermo si vede una perfezione che in realtà non c'è e non ci deve essere».

«Senza la mia famiglia non sarei nemmeno la metà di ciò che sono»

La vita privata dell'attrice ovviamente incuriosisce molto i fan. Durante l'intervista a Fanpage.it Ludovica ha detto di avere un fidanzato e di esserne molto innamorata, ma ha speso anche parole di grande stima e affetto nei confronti della sua famiglia, che ha svolto un ruolo importante nella sua formazione e nelle sue scelte professionali. Da loro ha ricevuto sempre sostegno: «Sono particolarmente legata ai miei genitori, ai miei fratelli e ai miei nonni. Dico sempre che senza di loro non sarei nemmeno la metà di quello che sono adesso. Soprattutto avendo iniziato a lavorare molto piccola è stato fondamentale per me il supporto della mia famiglia».

«Mia mamma è una roccia nella mia vita»

Una famiglia allargata, quella di Ludovica, che ha un fratello (Edoardo), una sorella (Carolina) e un'altra sorella che però non ha il suo stesso cognome. Infatti il padre con cui è cresciuta non è il suo padre biologico, una differenza in realtà di poco conto, visto che ha ammesso su di lui: «È la persona che mi ha cresciuto. Ci tengo a rispondere a questa domanda perché sono convinta che i figli siano di chi li cresce e non di chi li fa e basta». A proposito di sua mamma, soprannominata "Anna nazionale", ha invece detto: «La amo e l'amiamo tutti, è una roccia nella mia vita, è un supporto quotidiano. Le dico sempre che spero di arrivare alla sua età almeno la metà di quello che è lei. Mi ha sempre cresciuta nel femminismo e nella libertà».